Ufficialmente è una scelta di "co-progettazione"
Ufficialmente è una scelta di "co-progettazione"
Sulla questione Castello, senza rumore, il Comunedi Ragusa ha effettuato una sterzata improvvisa che per molti sta sembrando piuttosto una ritirata strategica. Infatti con una delibera prima e una successiva determina dirigenziale l'amministrazione, che aveva già archiviato il Partenariato Pubblico-Privato (PSPP) per la gestione del Castello di Donnafugata, va a guardare con decisione verso il Terzo Settore. Ufficialmente è una scelta di "co-progettazione", ufficiosamente è un modo per uscire dall'angolo dopo mesi di scontro politico e l'ombra di un'inchiesta della Procura su presunte irregolarità procedurali. Noi lo avevamo suggerito più volte convinti che solo attraverso una coogestione illuminata il bene potrà riprendere ad attrarre turisti soddisfacendone le aspettative. Il nuovo piano punta ora tutto sul volontariato. In tante altre località questa formula sta dando ottimi risultati perchè lascia al Comune la proprietà e gestione economica mentre dal volontariato che offrirà il braccio potranno arrivare anche proposte alternative e migliorative. Inoltre è importante che l'amministrazione metta in campo la sua squadra esperta nello scovare risorse. Il castello ha bisogno di restauri e recuperi ma anche una ventata di novità che possa rivalutare il monumento anche dal punto di vista storico. Manca infatti una vera storicizzazione del complesso cioè nessuno sa bene chi ci abitava e in quale periodo ha avuto il massimo splendore. Insomma oggi si parla tanto di storytelling cioè di racconti ma al Castello non c'è niente di questo. Tornando al fatto amministrativo e politico mentre il sindaco Cassì difende l'autonomia della scelta, l'opposizione grida alla vittoria. La nuova linea guida prevede un investimento comunale di 279 mila euro in tre anni e l'impiego di volontari per l'accoglienza e la vigilanza. La decisione arriva in un clima di forte tensione anche in considerazione dell'inchiesta della Procura di Ragusa sulle procedure precedenti.
A gentile richiesta
A gentile richiesta
Dientro richiesta di rettifica pubblichiamo la seguente lettera.
I Docenti del Liceo Scientifico Statale E. Fermi di Ragusa esprimono formale e unanime
contestazione in merito all’articolo pubblicato venerdì 13 febbraio 2026 alle ore 16:02 da ReteIblea
a firma di Peppe Lizzio ritenendone il contenuto gravemente lesivo dell’onorabilità dell’Istituzione
scolastica e della reputazione professionale dei docenti.
Il testo diffuso riporta affermazioni non supportate da riscontri oggettivi, fondate su fonti non
identificate e prive di verifica, elaborate senza alcun preventivo confronto con gli organi
dell’Istituto. Tale modalità di redazione risulta in evidente contrasto con i principi di correttezza,
completezza dell’informazione e verifica delle fonti che regolano l’esercizio dell’attività
giornalistica.
Le rappresentazioni contenute nell’articolo – relative a presunte pratiche didattiche improprie, a un
utilizzo punitivo della valutazione e a un clima di conflittualità generalizzata – sono destituite di
fondamento e non trovano alcun riscontro nei documenti ufficiali dell’Istituto né nelle deliberazioni
degli organi collegiali. Esse configurano una narrazione suggestiva e allarmistica, idonea a generare
un danno reputazionale concreto e ingiustificato.
Si rileva, inoltre, che l’attribuzione implicita di comportamenti professionalmente scorretti o
pedagogicamente distorsivi al corpo docente integra profili di possibile rilevanza dal punto di vista
della tutela dell’immagine e della reputazione, ai sensi della normativa vigente in materia di
diffamazione e responsabilità civile per danno all’onore e alla reputazione.
Si evidenzia con fermezza che la pubblicazione di informazioni non verificate, prive di
contraddittorio e potenzialmente idonee a ledere l’immagine del Liceo, non può essere ricondotta a
un legittimo esercizio del diritto di cronaca, il quale presuppone verità sostanziale dei fatti, interesse
pubblico e continenza espressiva.
I Docenti invitano pertanto l’organo di stampa interessato a procedere con sollecitudine alla
rimozione dell'articolo pubblicato ed alla pubblicazione di una rettifica integrale e pubbliche scuse,
dedicando alla smentita il medesimo spazio e la stessa rilevanza dell’articolo originario,
riservandosi in difetto ogni ulteriore iniziativa a tutela dell’Istituto e del personale nelle sedi
competenti.
La Scuola continuerà a svolgere il proprio mandato istituzionale con rigore, trasparenza e
responsabilità, nella piena tutela della dignità professionale dei docenti e del diritto degli studenti a
un ambiente educativo sereno e fondato su correttezza e rispetto reciproco.
In verità, come vedete il termine "gentile" usato nel titolo è un po' troppo soft. I docenti del Liceo Scientifico di Ragusa, infatti, mi sembrano abbastanza piccati e una critica, comunque costruttiva, del nostro Peppe Lizzio ha sollevato un vero vespaio. C'era già stato, su un giornale, l'intervento "ecumenico" di Don Franco che aveva deciso di scrivere un lungo pezzo, una sorta di difesa d'ufficio, per contrastare l'articolo di qualche giorno fa dove si accennava a luci e ombre all'interno del Liceo Fermi. Ad esempio nelle testimonianze raccolte tra i corridoi molti studenti lamentavano un clima di eccessiva pressione, una comunicazione talvolta unidirezionale e un malessere che va oltre il semplice "stress da esami". Ma tutto questo a detta dei docenti non è vero. Oggi, via Pec è arrivata alla nostra reazione la richiesta perentoria di pubblicazione della suddetta lettera corredata dalla firma di una parte di docenti ma non della dirgente dell'Istituto a quanto sembra. Apprezziamo il gesto che consideriamo comunque un segnale di apertura perchè altri istituti non si sarebbero neanche sognati di rispondere facendo decantare ogni critica. Ci preoccupa invece l'accusa di aver detto bugie. Ribadendo che si tratta di dichiarazioni fatte dai ragazzi, al momento, decidiamo di non ribattere ma è chiaro che c'è necessita di qualche piccola indagine. Basterà accertarsi del fatto che più di 70 ragazzi all'inizio dell'anno si sono convinti a cambiare istituto. Lo faremo senza dubbio.
Imbavagliati!!!!
Imbavagliati!!!!
Per fortuna non si tratta di giornalisti messi a tacere ma dei tanti tabellono comunemente chiamati 6x3 che in questi giorni appaiono coperti da strisce bianche, insomma, imbavagliati. Non è facile capire cosa sia successo perchè come accade spesso ci sono diversi punti di vista. Ma è abbastanza strano ci sono alcuni di questi tabelloni che posso definire storici che sono in quei siti da decenni e poi improvvisamente diventano fuorilegge. Per esempio quelli salla fine di via Risorgimento appoggiati al muro della ferrovia e poi a salire fino alla piazza Vann'Antò oppure su via DiVittorio a salire sulla sinistra. Improvvisamente dicevamo squadre di attacchini scortati dai vigili urbani hanno provveduto all'incombenza bloccando nel caso anche il traffico. La versione di alcuni imprenditori del settore, quelli penalizzati naturalmente, è che in questa città chi comanda si fa le sue regole. Si preferisce essere vicini ai più forti, che in pratica vanno a costituire un gruppo potente, senza bandi o altra forma di democrazia e libera concorrenza decretando in pratica la nascita di un monopolio. Coinvolto ci sarebbe anche il consiglio comunale che vota emedamenti in tal senso ed infine qualche dirigente "comprensivo". Dall'altra parte c'è la legge dei più forti, di quelli che viaggiano con centinaia di impianti che tengono a far rispettare le regole tipo la distanza dall'incrocio o l'altezza dell'impianto. Ma sarebbe interessante approfondire e non è escluso che non si faccia. Il motivo potrebbe anche essere quello che sapendo come vanno le cose in questa città, che predica la correttezza e la trasparenza ogni piè sospinto, abbiamo già molte volte avuto esperienze che rinnegano tali precetti.
Il partenariato per il Castello: Iter non chiaro!
Il partenariato per il Castello: Iter non chiaro!
Venerdì 6 febbraio, alle ore 11, presso lo spazio antistante l’ingresso del Castello di Donnafugata, si terrà una riunione della segreteria cittadina del Partito Democratico di Ragusa appositamente convocata per discutere delle ultime novità relative al Partenariato Speciale Pubblico-Privato per la gestione del Castello. La vicenda la ricorderanno tutti. Il comune aveva aderito ad una proposta di partenariato avanzata dai privatio che era stata vivamente contesta. Dopo un anno di polemiche lo stesso Comune aveva deciso di interromepre i rapporti con quei privati chiudendoq uindi ogni forma di possibile collaborazione. Ad oggi, a parte qualche laconica diochiarazione del primo cittadino che ha cercato di spostare i meriti di tale scelta o comunque le eventuali responsabilita, sull'apparato burocratico del Comune
Ma al PD la vicenda non è chiara ed ecco che la scelta di svolgere la riunione direttamente a Donnafugata è assolutamente pertinente: il Castello rappresenta uno dei principali beni culturali e identitari della città e il Partito Democratico di Ragusa ha da tempo posto con forza la questione della sua gestione, chiedendo trasparenza, chiarezza degli atti e piena tutela dell’interesse pubblico.
Sul tema del Partenariato Speciale Pubblico-Privato, il PD di Ragusa ha più volte sollecitato un confronto politico e istituzionale aperto, sottolineando come strumenti di questo tipo, previsti dall’ordinamento, possano essere utilizzati solo a condizione che garantiscano il ruolo pubblico nella governance, la valorizzazione culturale del bene e la salvaguardia della sua funzione collettiva, evitando scorciatoie o processi poco comprensibili ai cittadini.
La riunione della segreteria servirà ad analizzare nel dettaglio gli sviluppi più recenti, a definire una posizione politica aggiornata su una questione che riguarda non solo la gestione di un monumento, ma la visione complessiva di città e di utilizzo del patrimonio pubblico.
Maltempo: per la precisione occorre dire che....
Maltempo: per la precisione occorre dire che....
L'evento meteo appena trascorso è stato senza dubbio spaventoso ma per fortuna non ha causato vittime grazie alla preevenzione e alla disponibilità dei cittadini a rispettare le avvertenze. Tuttavia siamo spesso portati ad esagerare la portata dell'evento perchè abbiamo poca memoria di quello che è accaduto seppur solo qualche anno fa. Il climatologo Massimiliano Fazzini, responsabile degli studi sul rischio climatico dei geologi ambientali in Italia è stato più volte intervistato da Teleiblea ed oggi interviene per parlare della " bassa pressione denominata Harry" ( questo sarebbe il termine esatto) dandoci delle precise informazioni utili a valutare i comportamenti presenti e futuri
" Mentre prosegue la stima dei gravosi danni sulle regioni peninsulari meridionali e su quelle insulari, dice Fazzini, e in attesa di altre perturbazioni che interesseranno nei giorni a venire il territorio italiano, occorre necessariamente fare alcune considerazioni. Considerazioni che, perpetrate da esimi esperti in materia, fanno "più danni” della depressione stessa, almeno dal punto di vista della corretta informazione e dal lato psicologico del cittadino. In primis, non si è trattato di un ciclone simil tropicale, in quanto ci sono precise regole termodinamiche che permettono di caratterizzare in tal modo una struttura di bassa pressione: nella fattispecie tale struttura non presentava alcun “cuore caldo” e dunque va annoverata nelle depressioni extratropicali a genesi mediterranea. Di seguito si parla, sempre relativamente a tale evento, di evento climatico caratterizzato da venti ad oltre 130 km/h e da cumulate pluviometriche spesso superiori ai 300 millimetri in 48-72 ore. Qui si parla di meteo, non di clima. Nel momento in cui, analizzando le serie storiche tematiche, la statistica evidenzierà mediante i numeri che l’“evento meteorologico” mai è accaduto precedentemente, allora si potrà parlare di estremo climatico. Quanto ai “numeri” relativi all’altezza delle onde – si legge, 11 o 12 o 14 o 16 metri a seconda degli esperti e dei media che raccolgono tali informazioni – vorrei rammentare che l’ISPRA gestisce un’eccellente rete mareografica nazionale completa di tutte le informazioni relative al tempo ed al clima meteomarino ma su un lasso di tempo relativamente esteso – speso di pochi lustri, dunque se effettivamente le altezze d’onda rilevate non sono state mai raggiunte “sino ad ora”, il sino ad ora va riferito al periodo caratterizzato da osservazioni omogenee e continue". Lo ha affermato Massimiliano Fazzini, docente universitario e Responsabile del Team sul Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale. "Occorre invece evidenziare che, di fronte ad un evento atmosferico di magnitudo molto elevata, non vi sono state vittime. Segnale che finalmente, ed in barba alla maggior parte delle “informazioni”, il cittadino sta seppur lentamente ha concluso Massimiliano Fazzini - prendendo coscienza che con l’estremizzazione dei fenomeni atmosferici – e marini – si rischia realmente di cacciarsi in un grosso guaio se non si seguono le più normali regole di protezione civile contenute nei piani di emergenza comunali, peraltro spesso non aggiornati. Il discorso si sposta finalmente sul quando e non sul se la mia città o la mia abitazione sarà interessata da un esito dell’estremizzazione dei fenomeni in atto, visto il quadro drammatico relativo ai rischi climatici che caratterizza il nostro territorio nazionale. Tutto ciò in attesa della prossima eccezionale burrasca, o uragano o nevicata del secolo, tutte previste per la settimana a venire". Per farla breve il clima ci ha fatto più spesso di quanto pensiamo questi brutti scherzi l'importante è saper prevedere e soprattutto minimizzare i rischi intervenendo strutturalmente sui luoghi più in pericolo
19 milioni di euro per incrementare le rotte su Trapani.
19 milioni di euro per incrementare le rotte su Trapani.
Non serve sbraitare. La verità è che per l'aeroporto di Trapani la Regione ha un diverso modo di operare. Non so se è per capacità politica del territorio o per sbadataggine della nostra classe dirigente ma è facille arrivare a questa conclusione. In un comunicato dal tono "esaltante" la Regione ci informa del finanziamento totale di 19 milioni di euro in tre anni per incentivare nuove rotte dall'aeroporto di Trapani verso destinazioni italiane ed estere. L'obiettivo è un incremento nell’aeroporto (inteso come somma di arrivi e partenze) da 2,9 milioni a 3,3 milioni di passeggeri. consolidando i collegamenti aerei con Belgio, Spagna, Germania, Inghilterra, Danimarca, Polonia, Malta, Francia, Portogallo e Lettonia. Come se la Sicilia occidentale fosse più ricca di attrattiva o peggio più bisognosa di turismo. Infatti non abbiamo notato la stessa enfasi, ne le stesse motivazioni, quando, a viva forza, abbiamo strappato quei miseri 3 milioni dalle tasche del governo Schifani. C'è però qualcosa che è giusto notare in questo comunicato. C'è scritto che la società di gestione del "Vincenzo Florio potrà sottoscrivere accordi, mi sembra di capire diretti, con i vettori per il programma di voli che dovrà svolgersi nel periodo che va dalla "Summer season" 2026 (luglio-agosto) fino alla "Winter season" 2028-2029 (fino ad aprile 2029) secondo un programma dei voli già presentato, Pensate un pò gli mettono anche un limite, fino a un massimo di 14 collegamenti internazionali e di 9 nazionali, più di tanti voli non puoi fare!!! Meno male!
Ora mi chiedo perchè per Comiso, se è vero quello che dice il comunicato, ci vogliono bandi su bandi che vanno deserti e poi si devono rifare mente a Trapani, ripeto mi sembra di capire, il gestore puo chiamarsi le compagnie e fare accordi diretti. Seguendo questo ragionamento le cose cambierebbero se Comiso avesse una sua società di gestione sua e potesse fare accordi diretti con i vettori. E' evidente che qualcosa per il nostro aeroporto non ha funzionato e la cosa peggiore è che nessuno ne fa cenno. Anzi ci si bea dei successi di Catania e ci si accontenta del poco che ha Comiso senza neanche arrabbiarsi un po'..
CU SI VARDAU SI SARBAU
CU SI VARDAU SI SARBAU
E stato presentato alla Provincia un volume sui rischi ambientali nel nostro territoro. Il report raccoglie gli interventi e i contributi scientifici presentati durante il Seminario di studi dell’INGV, svoltosi lo scorso giugno, con la partecipazione dei principali esperti locali. Purtroppo a leggerlo viene voglia di mettersi le mani nei capelli perchè i rischi dalle nostre parti sono tantissimi tra cui: l’elevata pericolosità sismica del territorio ibleo interessato dal sistema di faglie ibleo-maltese, l’intrusione salina nelle falde costiere dovuta al sovraemungimento a fini irrigui, l’inquinamento da microplastiche derivanti dai residui della serricoltura, l’innalzamento del livello del mare con la conseguente erosione costiera, il rischio da inquinamento petrolifero e l’impatto delle piattaforme eoliche flottanti offshore, insieme ad altre criticità ambientali emergenti che interessano l’area iblea. Insomma sarebbe meglio cambiare area. E' vero che gli stessi esperti ci dicono che non è il caso di allarmarsi troppo però vale sempre il vecchio detto " cu si vardau si sarvau". A parte tutte le altre problematiche vorrei sottoporre alla vostra attenzione, ma soprattutto a quelle degli amministratori, una particolare situazione ampiamente spiegata dallo speleologo Ruggeri che da anni segue lo stato di salute delle latomie che si trovano sotto una buona parte della città. In particolare si è messa in evidenza una condizione preoccupante che riguarda proprio la cava Gonfalone che si insinua, con un percorso tortuoso, sotto la zona di Viale Sicilia. Secondo Ruggeri è necessario monitorare le volte delle cave perchè a causa di infiltrazioni ed altro si sono rilevati degli spostamenti dopo l'ultimo controllo ufficiale del 1990. Insomma, senza allarmare come si diceva prima, ma sarebbe davvero ottima cosa preparare un progetto congruo a sostegno di quelle volte realizzando dei pilastri o altre soluzioni idonee. Secondo me infatti questo è un intervento necessario e non differibile e anche se non si vede e quindi fa poca propaganda. A Ruggeri ho chiesto, in una intervista, se i sindaci, quello in carica o i precedenti, sono stati informati del pericolo. La risposta è stata vaga ma è certo che la notizia è arrivata negli uffici tecnici comunali e qualcosa si sta muovendo anche se lentamente. Il suggerimento in conclusone è questo: Su tante cose non è facile intervenire perchè occorrono leggi, autorizzazioni e contenziosi ma su questa questione gli uffici comunali sono certo in grado di studiare una soluzione che sia definitiva attingendo ai fondi dell'ente senza aspettare in Pnrr...
La metro ferrovia da chiarire
La metro ferrovia da chiarire
Avevamo parlato dell'appalto per i lavori della metroferrovia che secondo noi, non solo sono inutili ma, sembrano nascondere qualcosa. Negli articoli precedenti parlando di trasparenza ci eravamo soffermati solo sulla questione ribasso sui lavori della metroferrovia mostrando molte perplessità di fronte ad un oltre 25 per cento di ribasso. I dubbi dunque erano legittimi : Quale tecnico fa progetti con il 25% in più causando un danno all'ente? Oppure, se il progetto è accurato, chi si aggiudica il lavoro andrà sotto con il rischio reale di non finirlo. Su l'argomemto è intervenuta oggi anche la consigliera Caruso che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, ai dirigenti dei settori competenti, all’ufficio stampa dell’ente municipale e, per conoscenza, al segretario generale. Lei fa riferimento al comunicato stampa n. 563 pubblicato dal Comune il 5 dicembre 2025, relativo all’aggiudicazione dei lavori della Metroferrovia – Fermata Carmine (Stralcio A). Secondo la consigliera, il comunicato istituzionale contiene una serie di dati economici e amministrativi che appaiono incoerenti e contraddittori e che, anche a una lettura non specialistica, sollevano dubbi sulla correttezza delle informazioni diffuse alla cittadinanza. Numeri, insomma, che sembrano essere stati dati per colpire l’attenzione della comunità e che, comunque, non sono congrui rispetto alle semplici verifiche predisposte. In particolare, Caruso richiama il progetto complessivo da 18 milioni di euro (vale a dire la riqualificazione della periferia storica di Ragusa: ripristino accessibilità e connessione con la città moderna attraverso la ferrovia urbana), finanziato con risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, evidenziando come la rimodulazione degli interventi approvati porti a un totale di 17,2 milioni di euro, lasciando scoperta una quota di 800mila euro di cui non risulta chiara la destinazione. Ulteriori perplessità riguardano l’importo di 12 milioni di euro indicato nel comunicato come base d’asta, che non risulta riconducibile né al finanziamento complessivo né ai singoli interventi formalmente approvati, così come la gestione della procedura da parte di un settore comunale che, per competenze, si occupa ordinariamente di appalti sottosoglia comunitaria, nonostante l’importo dichiarato collochi l’affidamento sopra soglia. La consigliera segnala inoltre una evidente incongruenza aritmetica tra la base d’asta di 12 milioni di euro, il ribasso del 25,123% dichiarato nel comunicato e l’importo contrattuale indicato, pari a 7.575.485,38 euro oltre Iva, che non risulta matematicamente compatibile con i dati forniti. A ciò si aggiunge il richiamo, nel comunicato stesso, a una determinazione dirigenziale che non risulterebbe riferita all’appalto in questione. A questo punto la consigliera se la prende con la comunicazione istituzionale che non sembra essere improntata alla massima chiarezza e trasparenza, soprattutto quando si parla di opere pubbliche di grande rilievo economico e strategico per la città. Concordiamo con la consigliera: i numeri non tornano e riferimenti amministrativi sono imprecisi e rischiano di alimentare confusione e sfiducia nei cittadini. Noi abbiamo già mostrato qualche perplessità come già fatto in altre occasioni. E' bello sapere che molti lavori a Ragusa si fanno con ribassi fino al 30 per cento, ricordo qualche rotatoria, ma dal punto di vista amministrativo la cosa non è accettabile. Ci troviamo di fronte alle ipostesi precedenti o il progettista è esagerato o non è in grado di fare progetti oppure c'è un sistema che fa pensare male e alimenta " confusione, sfiducia" e qualche dubbio sulla trasparenza.
MA CHE BEL CASTELLO
MA CHE BEL CASTELLO
Come se non fosse accaduto nulla.
Come se non fosse accaduto nulla.
Il sindaco di Ragusa è davvero un personaggio eccezionale. Riesce a girare la frittata come vuole ma sempre nella speranza che i suoi cittadini siano d'accordo. Nella vicenda del Castello, lo sanno tutti, non c'era un ragusano d'accordo alla cessione a privati della gestione a condizioni ultra favorevoli. Quando è scoppiata la grana, più di un anno fa, si è difeso come una tigre accerchiata mettendosi contro tutti, prefettura e provincia tra l'altro, e insistendo, in modo direi anche esagitato, per spingere la sua idea che abbiamo dimostrato del tutto errata. E i tanti motivi sono stati evidenziati in decine di articoli ed interviste. Ma lui niente, non si è spostato di un millimetro come d'altronde è solito fare. Mai che possa accettare un consiglio, un suggerimento su questo argomento e non solo. Eppure nella sua veste, anche, di assessore al turismo, dalla quale abbiamo spesso chiesto le dimissioni, doveva partire proprio da Donnafugata per studiare un nuovo modo di offrire al turista la fruizione di tutto il territorio. Invece no!! Comunque la sua difesa, dopo che si è saputo della bocciatura da parte della dirigenza comunale del possibile accordo di partenariato con la Civita Italia ed altri, è a dir poco stupefacente. Abbiamo sbagliato noi giornalisti , in primis, e poi i cittadini,, dichiara in un comunicato stampa, ad avversare la soluzione da lui studiata ed ora ne piangeremo le conseguenze perchè il castello ha bisogno di aiuto. Sempre in quel comunicato ci dice che la procedura si è conclusa con una determinazione negativa degli uffici comunali. per la la mancanza di presupposti per la prosecuzione della trattativa.
Eppure la società aveva avuto oltre 6 mesi di tempo per studiare e poi formular la proposta migliore, in tema di piano degli investimenti, manutenzioni programmate e rimodulazione del progetto economico finanziario.
E ora, dopo un anno, dopo che la commissione tecnica aveva osannato il progetto mostrandone le eccellenti possibilità di sviluppo, dopo una trattativa a quanto pare intensa e dettagliata..... va tutto in malora.
Il sindaco poi conclude alla grande: " Tutto ciò serve a smentire chi ha alimentato sospetti e illazioni, anche da questo epilogo emerge la correttezza dell'amministrazione che ha fatto le pulci al progetto prima che andasse in consiglio. E meno male sennò chissà cosa ci saremmo dovuti aspettare.
Infine viene inserito nella vicenda un nuovo termine che è quello della" collaborazione - e sottolinea collaborazione" di un soggetto privato nella gestione del Castello. Fino ad ora non ci sembra sia mai stato usato ma si sa da noi tutto è relativo. A conclusione mi permetto di aggiungere qualche considerazione personale. Il castello, al quale sono particolarmente affezionato, ha bisogno di interventi seri sia nella struttura che negli arredi che seppur restaurati 25 anni fa, ora sono in disfacimento. Siccome il Comune è bravissimo ad intercettare finanziamenti sarebbe il caso di fare dei progetti, reali e funzionali, dal punto di vista della manutenzione ordinaria e straordinaria e nello stesso tempo creare un organismo collegato che possa avere del personale che lavori nei vari settori, senza prebende di favore, per arrivare al salto di qualità auspicato.










