Il partenariato per il Castello: Iter non chiaro!

Il partenariato per il Castello: Iter non chiaro!

Venerdì 6 febbraio, alle ore 11, presso lo spazio antistante l’ingresso del Castello di Donnafugata, si terrà una riunione della segreteria cittadina del Partito Democratico di Ragusa appositamente convocata per discutere delle ultime novità relative al Partenariato Speciale Pubblico-Privato per la gestione del Castello. La vicenda la ricorderanno tutti. Il comune aveva aderito ad una proposta di partenariato avanzata dai privatio che era stata vivamente contesta. Dopo un anno di polemiche lo stesso Comune aveva deciso di interromepre i rapporti con quei privati chiudendoq uindi ogni forma di possibile collaborazione. Ad oggi, a parte qualche laconica diochiarazione del primo cittadino che ha cercato di spostare i meriti di tale scelta o comunque le eventuali responsabilita, sull'apparato burocratico del Comune
Ma al PD la vicenda non è chiara ed ecco che la scelta di svolgere la riunione direttamente a Donnafugata è assolutamente pertinente: il Castello rappresenta uno dei principali beni culturali e identitari della città e il Partito Democratico di Ragusa ha da tempo posto con forza la questione della sua gestione, chiedendo trasparenza, chiarezza degli atti e piena tutela dell’interesse pubblico.
Sul tema del Partenariato Speciale Pubblico-Privato, il PD di Ragusa ha più volte sollecitato un confronto politico e istituzionale aperto, sottolineando come strumenti di questo tipo, previsti dall’ordinamento, possano essere utilizzati solo a condizione che garantiscano il ruolo pubblico nella governance, la valorizzazione culturale del bene e la salvaguardia della sua funzione collettiva, evitando scorciatoie o processi poco comprensibili ai cittadini.
La riunione della segreteria servirà ad analizzare nel dettaglio gli sviluppi più recenti, a definire una posizione politica aggiornata su una questione che riguarda non solo la gestione di un monumento, ma la visione complessiva di città e di utilizzo del patrimonio pubblico.


Maltempo: per la precisione occorre dire che....

Maltempo: per la precisione occorre dire che....

L'evento meteo appena trascorso è stato senza dubbio spaventoso ma per fortuna non ha causato vittime grazie alla preevenzione e alla disponibilità dei cittadini a rispettare le avvertenze. Tuttavia siamo spesso portati ad esagerare la portata dell'evento perchè abbiamo poca memoria di quello che è accaduto seppur solo qualche anno fa. Il climatologo Massimiliano Fazzini, responsabile degli studi sul rischio climatico dei geologi ambientali in Italia è stato più volte intervistato da Teleiblea ed oggi interviene  per parlare della " bassa pressione denominata Harry" ( questo sarebbe il termine esatto)  dandoci delle precise informazioni utili a valutare i comportamenti presenti e  futuri
" Mentre prosegue la stima dei gravosi danni sulle regioni peninsulari meridionali e su quelle insulari, dice Fazzini,  e in attesa di altre perturbazioni che interesseranno nei giorni a venire il territorio italiano, occorre necessariamente fare alcune considerazioni. Considerazioni che, perpetrate da esimi esperti in materia, fanno "più danni” della depressione stessa, almeno dal punto di vista della corretta informazione e dal lato psicologico del cittadino. In primis, non si è trattato di un ciclone simil tropicale, in quanto ci sono precise regole termodinamiche che permettono di caratterizzare in tal modo una struttura di bassa pressione: nella fattispecie tale struttura non presentava alcun “cuore caldo” e dunque va annoverata nelle depressioni extratropicali a genesi mediterranea.  Di seguito si parla, sempre relativamente a tale evento, di evento climatico caratterizzato da venti ad oltre 130 km/h e da cumulate pluviometriche spesso superiori ai 300 millimetri in 48-72 ore. Qui si parla di meteo, non di clima. Nel momento in cui, analizzando le serie storiche tematiche, la statistica evidenzierà mediante i numeri che l’“evento meteorologico” mai è accaduto precedentemente, allora si potrà parlare di estremo climatico. Quanto ai “numeri” relativi all’altezza delle onde – si legge, 11 o 12 o 14 o 16 metri  a seconda degli esperti e dei media che raccolgono tali informazioni – vorrei rammentare che l’ISPRA gestisce un’eccellente rete mareografica nazionale completa di tutte le informazioni relative al tempo ed al clima meteomarino ma su un lasso di tempo relativamente esteso – speso di pochi lustri, dunque se effettivamente le altezze d’onda rilevate non sono state mai raggiunte “sino ad ora”, il sino ad ora va riferito al periodo caratterizzato da osservazioni omogenee e continue". Lo ha affermato Massimiliano Fazzini, docente universitario e Responsabile del Team sul Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale. "Occorre invece evidenziare che, di fronte ad un evento atmosferico di magnitudo molto elevata, non vi sono state vittime. Segnale che finalmente, ed in barba alla maggior parte delle “informazioni”, il cittadino sta seppur lentamente  ha concluso Massimiliano Fazzini -  prendendo coscienza che con l’estremizzazione dei fenomeni atmosferici – e marini – si rischia realmente di cacciarsi in un grosso guaio se non si seguono le più normali regole di protezione civile contenute nei piani di emergenza comunali, peraltro spesso non aggiornati. Il discorso si sposta finalmente sul quando e non sul se la mia città o la mia abitazione sarà interessata da un esito dell’estremizzazione dei fenomeni in atto, visto il quadro drammatico relativo ai rischi climatici che caratterizza il nostro territorio nazionale. Tutto ciò in attesa della prossima eccezionale burrasca, o uragano o nevicata del secolo, tutte previste per la settimana a venire".  Per farla breve il clima ci ha fatto più spesso di quanto pensiamo questi brutti scherzi l'importante è saper prevedere e soprattutto minimizzare i rischi intervenendo  strutturalmente sui luoghi più in pericolo


19 milioni di euro per incrementare le rotte su Trapani.

19 milioni di euro per incrementare le rotte su Trapani.

Non serve sbraitare. La verità è che per l'aeroporto di Trapani la Regione ha un diverso modo di operare. Non so se è per capacità politica del territorio o per sbadataggine della nostra classe dirigente ma è facille arrivare a questa conclusione. In un comunicato dal tono "esaltante" la Regione ci informa del finanziamento totale di 19 milioni di euro in tre anni per incentivare nuove rotte dall'aeroporto di Trapani verso destinazioni italiane ed estere. L'obiettivo è un incremento nell’aeroporto (inteso come somma di arrivi e partenze) da 2,9 milioni a 3,3 milioni di passeggeri. consolidando i collegamenti aerei con Belgio, Spagna, Germania, Inghilterra, Danimarca, Polonia, Malta, Francia, Portogallo e Lettonia. Come se la Sicilia occidentale fosse più ricca di attrattiva o peggio più bisognosa di turismo. Infatti non abbiamo notato la stessa enfasi, ne le stesse motivazioni, quando, a viva forza, abbiamo strappato quei miseri 3 milioni dalle tasche del governo Schifani. C'è però qualcosa che è giusto notare in questo comunicato. C'è scritto che la società di gestione del "Vincenzo Florio potrà sottoscrivere accordi, mi sembra di capire diretti, con i vettori per il programma di voli che dovrà svolgersi nel periodo che va dalla "Summer season" 2026 (luglio-agosto) fino alla "Winter season" 2028-2029 (fino ad aprile 2029) secondo un programma dei voli già presentato, Pensate un pò gli mettono anche un limite, fino a un massimo di 14 collegamenti internazionali e di 9 nazionali, più di tanti voli non puoi fare!!! Meno male!
Ora mi chiedo perchè per Comiso, se è vero quello che dice il comunicato, ci vogliono bandi su bandi che vanno deserti e poi si devono rifare mente a Trapani, ripeto mi sembra di capire, il gestore puo chiamarsi le compagnie e fare accordi diretti. Seguendo questo ragionamento le cose cambierebbero se Comiso avesse una sua società di gestione sua e potesse fare accordi diretti con i vettori. E' evidente che qualcosa per il nostro aeroporto non ha funzionato e la cosa peggiore è che nessuno ne fa cenno. Anzi ci si bea dei successi di Catania e ci si accontenta del poco che ha Comiso senza neanche arrabbiarsi un po'..


CU SI VARDAU SI SARBAU

CU SI VARDAU SI SARBAU

E stato presentato alla Provincia un volume sui rischi ambientali nel nostro territoro. Il report raccoglie gli interventi e i contributi scientifici presentati durante il Seminario di studi dell’INGV, svoltosi lo scorso giugno, con la partecipazione dei principali esperti locali. Purtroppo a leggerlo viene voglia di mettersi le mani nei capelli perchè i rischi dalle nostre parti sono tantissimi tra cui: l’elevata pericolosità sismica del territorio ibleo interessato dal sistema di faglie ibleo-maltese, l’intrusione salina nelle falde costiere dovuta al sovraemungimento a fini irrigui, l’inquinamento da microplastiche derivanti dai residui della serricoltura, l’innalzamento del livello del mare con la conseguente erosione costiera, il rischio da inquinamento petrolifero e l’impatto delle piattaforme eoliche flottanti offshore, insieme ad altre criticità ambientali emergenti che interessano l’area iblea. Insomma sarebbe meglio cambiare area. E' vero che gli stessi esperti ci dicono che non è il caso di allarmarsi troppo però vale sempre il vecchio detto " cu si vardau si sarvau". A parte tutte le altre problematiche vorrei sottoporre alla vostra attenzione, ma soprattutto a quelle degli amministratori, una particolare situazione ampiamente spiegata dallo speleologo Ruggeri che da anni segue lo stato di salute delle latomie che si trovano sotto una buona parte della città. In particolare si è messa in evidenza una condizione preoccupante che riguarda proprio la cava Gonfalone che si insinua, con un percorso tortuoso, sotto la zona di Viale Sicilia. Secondo Ruggeri è necessario monitorare le volte delle cave perchè a causa di infiltrazioni ed altro si sono rilevati degli spostamenti dopo l'ultimo controllo ufficiale del 1990. Insomma, senza allarmare come si diceva prima, ma sarebbe davvero ottima cosa preparare un progetto congruo a sostegno di quelle volte realizzando dei pilastri o altre soluzioni idonee. Secondo me infatti questo è un intervento necessario e non differibile e anche se non si vede e quindi fa poca propaganda. A Ruggeri ho chiesto, in una intervista, se i sindaci, quello in carica o i precedenti, sono stati informati del pericolo. La risposta è stata vaga ma è certo che la notizia è arrivata negli uffici tecnici comunali e qualcosa si sta muovendo anche se lentamente. Il suggerimento in conclusone è questo: Su tante cose non è facile intervenire perchè occorrono leggi, autorizzazioni e contenziosi ma su questa questione gli uffici comunali sono certo in grado di studiare una soluzione che sia definitiva attingendo ai fondi dell'ente senza aspettare in Pnrr...


La metro ferrovia da chiarire

La metro ferrovia da chiarire

Avevamo parlato dell'appalto per i lavori della metroferrovia che secondo noi, non solo sono inutili ma, sembrano nascondere qualcosa. Negli articoli precedenti parlando di trasparenza ci eravamo soffermati solo sulla questione ribasso  sui lavori della metroferrovia mostrando molte perplessità di fronte ad un oltre 25 per cento di ribasso. I dubbi dunque erano legittimi : Quale tecnico fa progetti con il 25% in più causando un danno all'ente? Oppure,  se il progetto è accurato, chi si aggiudica il lavoro andrà sotto con il rischio reale di non finirlo. Su l'argomemto è intervenuta oggi anche la consigliera Caruso che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, ai dirigenti dei settori competenti, all’ufficio stampa dell’ente municipale e, per conoscenza, al segretario generale. Lei fa riferimento al comunicato stampa n. 563 pubblicato dal Comune il 5 dicembre 2025, relativo all’aggiudicazione dei lavori della Metroferrovia – Fermata Carmine (Stralcio A). Secondo la consigliera, il comunicato istituzionale contiene una serie di dati economici e amministrativi che appaiono incoerenti e contraddittori e che, anche a una lettura non specialistica, sollevano dubbi sulla correttezza delle informazioni diffuse alla cittadinanza. Numeri, insomma, che sembrano essere stati dati per colpire l’attenzione della comunità e che, comunque, non sono congrui rispetto alle semplici verifiche predisposte. In particolare, Caruso richiama il progetto complessivo da 18 milioni di euro (vale a dire la riqualificazione della periferia storica di Ragusa: ripristino accessibilità e connessione con la città moderna attraverso la ferrovia urbana), finanziato con risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, evidenziando come la rimodulazione degli interventi approvati porti a un totale di 17,2 milioni di euro, lasciando scoperta una quota di 800mila euro di cui non risulta chiara la destinazione. Ulteriori perplessità riguardano l’importo di 12 milioni di euro indicato nel comunicato come base d’asta, che non risulta riconducibile né al finanziamento complessivo né ai singoli interventi formalmente approvati, così come la gestione della procedura da parte di un settore comunale che, per competenze, si occupa ordinariamente di appalti sottosoglia comunitaria, nonostante l’importo dichiarato collochi l’affidamento sopra soglia. La consigliera segnala inoltre una evidente incongruenza aritmetica tra la base d’asta di 12 milioni di euro, il ribasso del 25,123% dichiarato nel comunicato e l’importo contrattuale indicato, pari a 7.575.485,38 euro oltre Iva, che non risulta matematicamente compatibile con i dati forniti. A ciò si aggiunge il richiamo, nel comunicato stesso, a una determinazione dirigenziale che non risulterebbe riferita all’appalto in questione. A questo punto la consigliera se la prende con la comunicazione istituzionale che non sembra essere improntata alla massima chiarezza e trasparenza, soprattutto quando si parla di opere pubbliche di grande rilievo economico e strategico per la città.   Concordiamo con la consigliera: i numeri non tornano e riferimenti amministrativi sono imprecisi  e rischiano di alimentare confusione e sfiducia nei cittadini.   Noi abbiamo già mostrato qualche  perplessità come già fatto in altre occasioni. E' bello sapere che molti lavori a Ragusa si fanno con ribassi fino al 30 per cento, ricordo qualche rotatoria, ma dal punto di vista amministrativo la cosa non è accettabile. Ci troviamo di fronte alle ipostesi precedenti o il progettista è esagerato o non è in grado di fare progetti oppure c'è un sistema che fa pensare male e alimenta " confusione,  sfiducia" e qualche dubbio sulla trasparenza.


MA CHE BEL CASTELLO

MA CHE BEL CASTELLO

Non abbiamo avuto il piacere di ricevere via mail il comunicato stampa, almeno credo si trattasse di questo, emesso dalla cordata Civita/Logos impegnata a fare da partner al comune di Ragusa per la gestione del Castello di Donnafugata. Un altro segnale di trasparenza! Non si mandano notizie a chi si permette di criticare. Comunque ho avuto modo di leggere su altri siti quanto da loro dichiarato. Mostrano sorpresa, ad esempio, per la tempistica: solo 3/4 giorni dicono loro, tra la firma del funzionario sulla delibera di stop alle trattative e la pubblicazione all'albo pretorio senza un ulteriore confronto o altro. Chi vi scrive non sa cosa possa essere successo ma sembra scontato che dei funzionari comunali, di lungo corso, si siano trovati di fronte a problematiche insormontabili soprattutto essendo a conoscenza di quanto si era impegnato il sindaco. Torno un attimo sulla tempistica e sulla trasparenza senza preoccuparmi di chi siano le società e quanto valgano nel settore. Si lamentano, dicevamo dei pochi giorni trascorsi tra delibera dirigenziale e la immediata pubblicazione. Non dovrebbero parlarne proprio. Pensate che a luglio scorso, del 2024, il funzionario incaricato aveva fatto una delibera nella quale dichiarava letta e valutata la proposta di partenariato addirittura 3 giorni prima che arrivasse al protocollo del comune. Più veloce della luce quindi! In seguito a questa approvazione sospetta veniva pubblicato un bando che chiedeva ad altre eventuali pretendenti di proporre un progetto migliore. Tutto nel giro di un mese, in piena estate, entro i primi di settembre. Impossibile naturalmente perchè si sa che in quel periodo c'è poca attenzione e poi, per studiare qualcosa di valido sul Castello, che fosse concorrenziale all'altro già presentato, ci vuole tempo, disponibilità del Comune, esperti, assessori, responsabili del bene, dirigenti compresi, come si evince dalle relazioni presenti agli atti. Era certamente un escamotage per far passare tutto sotto silenzio e poi, una bella mattina, il sindaco ci avrebbe detto che, essendoci una sola proposta di partenariato l'aveva scelta, "ob torto collo", e il castello passava ai privati. E sono state proprio queste le motivazioni che hanno suscitato le proteste dei ragusani ( qualcuno invece era d'accordo come ci ha tenuto a scrivere un lettore) compreso la Provincia ed anche il Prefetto che ha convocato il sindaco "pregandolo" di allungare i termini del bando. Certo dopo 18 mesi di lavori, di commissioni, di indagini di mercato, sembra strano che la vicenda sia andata a finire così. Leggendo le lunghe relazioni dei funzionari comunali, puntualissime nelle descrizioni dei passaggi compiuti, le loro precise richieste, non soddisfatte, penso che sia difficile rimettere in piedi il progetto neanche per vie legali. Ma è pur vero che il Castello ha bisogno di interventi precisi e dispendiosi ma non basta mettere del personale in più. Occorre cambiare del tutto il metodo della gestione e delle visite investendo anche in multimedialità per far comprendere meglio i personaggi e il loro periodo storico. Lo si fa in tantissimi castelli dove, con la realtà aumentata, si da vita ai personaggi che raccontano le loro vicende rivolgendosi direttamente ai visitatori Da noi, invece, molta gente fa la fila, paga, entra, fa un giro veloce nelle stanze, va nel parco, sale sulla terrazza ed esce senza riuscire a cogliere la vera essenza del palazzo. Nessuno spiega chi fosse il barone e neanche in quale contesto è vissuto. Eppure Donnafugata, non per niente è inserita tra le "case della memoria" ha tanto da raccontare di quel periodo tra le due Ragusa, l'unità d'Italia, la politica e il quieto vivere in campagna.
Ribadisco infine la mia idea relativa al "Mudeco" che considero fuori contesto non per il periodo storico ma per la mancanza, negli abiti esposti, di un qualunque collegamento con la famiglia che abitò Donnafugata. Liberando spazi vitali nel castello lo avrei spostato a Palazzo Zacco ampliando l'offerta culturale cittadina che al momento è davvero bassa. Concludo nella speranza che il comune pensi ad un grande progetto di restauro mettendo a bando la gestione con precise direttive per trasparenza e tempistica. Il progetto presentato da Civita e soci probabilmente è buono ma avranno tempo di riproporlo partecipando ad un bando vero.

Come se non fosse accaduto nulla.

Come se non fosse accaduto nulla.

Il sindaco di Ragusa è davvero un personaggio eccezionale. Riesce a girare la frittata come vuole ma sempre nella speranza che i suoi cittadini siano d'accordo. Nella vicenda del Castello, lo sanno tutti, non c'era un ragusano d'accordo alla cessione a privati della gestione a condizioni ultra favorevoli. Quando è scoppiata la grana, più di un anno fa,  si è difeso come una tigre accerchiata mettendosi contro tutti, prefettura e provincia tra l'altro, e insistendo, in modo direi anche esagitato, per spingere la sua idea che abbiamo dimostrato del tutto errata. E i tanti motivi sono stati evidenziati in decine di articoli ed interviste. Ma lui niente, non si è spostato di un millimetro come d'altronde è solito fare. Mai che possa accettare un consiglio, un suggerimento su questo argomento e non solo. Eppure nella sua veste, anche, di assessore al turismo, dalla quale abbiamo spesso chiesto le dimissioni, doveva partire proprio da Donnafugata per studiare un nuovo modo di offrire al turista la fruizione di tutto il territorio. Invece no!! Comunque la sua difesa, dopo che si è saputo della bocciatura da parte della dirigenza comunale del possibile accordo di partenariato con la Civita Italia ed altri, è a dir poco stupefacente. Abbiamo sbagliato noi giornalisti , in primis, e poi i cittadini,, dichiara in un comunicato stampa, ad avversare la soluzione da lui studiata ed ora ne piangeremo le conseguenze perchè il castello ha bisogno di aiuto.  Sempre in quel comunicato ci dice che la  procedura si è conclusa con una determinazione negativa degli uffici comunali. per la  la mancanza di presupposti per la prosecuzione della trattativa.
Eppure la società aveva avuto oltre 6 mesi di tempo per studiare e poi formular la proposta migliore, in tema di piano degli investimenti, manutenzioni programmate e rimodulazione del progetto economico finanziario.
E ora, dopo un anno, dopo che la commissione tecnica aveva osannato il progetto mostrandone le eccellenti possibilità di sviluppo, dopo una trattativa a quanto pare intensa e dettagliata..... va tutto in malora.
Il sindaco poi conclude alla grande: " Tutto ciò serve a smentire chi ha alimentato sospetti e illazioni, anche da questo epilogo emerge la correttezza  dell'amministrazione che ha fatto le pulci al progetto prima che andasse in consiglio. E meno male sennò chissà cosa ci saremmo dovuti aspettare.
Infine  viene inserito nella vicenda un nuovo termine che è quello della" collaborazione - e sottolinea collaborazione" di un soggetto privato nella gestione del Castello. Fino ad ora non ci sembra sia mai stato usato ma si sa da noi tutto è relativo. A conclusione mi permetto di aggiungere qualche considerazione personale. Il castello, al quale sono particolarmente affezionato, ha bisogno di interventi seri sia nella struttura che negli arredi che seppur restaurati 25 anni fa, ora sono in disfacimento. Siccome il Comune è bravissimo ad intercettare finanziamenti sarebbe il caso di fare dei progetti, reali e funzionali, dal punto di vista della manutenzione ordinaria e straordinaria e nello stesso tempo creare un organismo collegato che possa avere del personale che lavori nei vari settori, senza prebende di favore, per arrivare al salto di qualità auspicato.


Che ribassi!!!

Che ribassi!!!

Manco a farlo apposta, ma state pur certi che in questo caso non c'è nulla da ridire, ma sembra strano che su un lavoro corposo come quello della metroferrovia ci sia un ribasso del 25 per cento che  ovunque verrebbe considerato anomalo. Cero perchè uno sconto di un quarto sul costo dei lavori fa pensare. O il progettista non ha saputo fare bene i conti, e rischiava di creare un danno economico alla amministrazione appaltante, oppure la ditta aggiudicatrice, con i tempi che corrono, dovrà lavorare con molta attenzione per non finire sul lastrico visto che affronta un compito che costerà di più di quanto ha offerto. Ma già ad inizio di quest0 2025 sono stati aggiudicati i “Lavori Metroferrovia – Polo Ospedaliero – Cisternazzi – Opere di connessione al tessuto urbano”  ad un Consorzio con sede a Milano per il prezzo di  992.996 euro, compresi gli oneri di sicurezza non soggetti a ribasso, pari a euro 22.000, al netto del ribasso offerto addirittura del 31,620% su un importo a base  di gara di euro 1.442.000 comprensivo degli oneri di sicurezza. Come possono accadere queste cose?
Comunque ecco la notizia di oggi: Il Comune di Ragusa, Settore XI Appalti, Contratti, Patrimonio, ha formalizzato l'aggiudicazione efficace dei lavori relativi all'intervento di riqualificazione della periferia storica di Ragusa: ripristino accessibilità e connessione con la città moderna attraverso la ferrovia urbana – metroferrovia - fermata Carmine – Stralcio A. L'intervento include anche misure per la riduzione del rischio idrogeologico e opere di connessione al tessuto urbano. L'importo complessivo a base d'sta ammontava a € 12.000.000,00.
La procedura è stata finalizzata con la Determinazione Dirigenziale n° 2259 del 13/05/2024. I lavori sono stati aggiudicati all'operatore economico C.G.C. S.R.L., con sede in San Gregorio di Catania (CT) che ha praticato un ribasso pari al 25,123%. L'mporto contrattuale ammonta a € 7.575.485,38 (oltre I.V.A.).


Fermarsi è un atto di responsabilità

Fermarsi è un atto di responsabilità

Si è svolto ieri sera il Consiglio comunale aperto che il Partito Democratico di Ragusa ha fortemente voluto per discutere del nuovo bando per la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti indetto dal Comune di Ragusa. Una gara da oltre 105 milioni di euro che impegnerà i bilanci della la città per i prossimi otto anni. Il PD cittadino aveva richiesto la seduta già il 1° ottobre, ma la convocazione è arrivata solo dopo 54 giorni, un ritardo giudicato “ingiustificabile e mortificante” dai consiglieri e dalla segreteria dem.

A intervenire in aula anche il segretario del circolo PD di Ragusa, Riccardo Schininà, che ha portato la discussione sul piano politico e istituzionale. Schininà ha evidenziato come l’esclusione del Consiglio da un confronto preliminare rappresenti una carenza di sensibilità democratica già emersa in altre vicende, dal Piano Regolatore Generale al caso Iblea Acque. "Il Consiglio comunale - ha detto - non può essere scavalcato su atti strategici da decine di milioni di euro: è una questione di rispetto delle istituzioni e della democrazia". Il segretario ha sottolineato che un passaggio in aula avrebbe consentito ai gruppi politici di proporre osservazioni utili a migliorare il servizio, dalla partecipazione delle imprese alle tutele dei lavoratori, fino alla definizione più rigorosa del sistema sanzionatorio.
Schininà, inoltre, ha ribadito la necessità di procedere con la massima cautela considerando che il 24 gennaio si terrà l’udienza del TAR sul ricorso presentato dal Partito Democratico. "Se il TAR dovesse darci ragione e nel frattempo la gara fosse stata già affidata, il danno per il Comune sarebbe enorme. Fermarsi è un atto di responsabilità", ha concluso.
Per questa ragione il Partito Democratico invita l'amministrazione a sospendere ogni procedura in attesa del pronunciamento del TAR, ribadendo che, comunque vada, continuerà a vigilare su ogni fase del procedimento, chiedendo trasparenza, confronto e pieno rispetto delle istituzioni.
Il capogruppo del PD Peppe Calabrese ha denunciato l’assenza di un vero confronto istituzionale su un atto che inciderà sulla vita amministrativa di tre diverse consiliature. "Un bando di questa portata non può essere blindato dall’Amministrazione e sottratto al Consiglio comunale", ha affermato, sottolineando come la città non sia stata adeguatamente informata del Consiglio aperto. Il capogruppo dem, inoltre, ha evidenziato un atteggiamento sempre più accentratore dell’Amministrazione, che dopo le dimissioni dell’assessore all’Ambiente continua a concentrare deleghe e responsabilità nelle mani di pochi, marginalizzando il resto della giunta. "Siamo di fronte a una gestione antidemocratica che priva l'Aula del proprio ruolo - ha aggiunto - mentre nelle passate amministrazioni atti di questa rilevanza venivano sempre discussi in Consiglio".
Il consigliere ha richiamato anche alcune criticità del capitolato, dalle garanzie insufficienti per i lavoratori stagionali alle disparità nella pulizia delle spiagge tra Marina di Ragusa e altre zone del territorio, passando per la partecipazione limitata a sole tre ditte, dato considerato anomalo per una gara di queste dimensioni. Calabrese ha ricordato che le tre proroghe degli ultimi anni hanno prodotto milioni di euro di extracosti per interventi fuori capitolato: "Se davvero l’obiettivo era migliorare il servizio, perché arrivare con anni di ritardo e con costi così elevati?", ha domandato.

Forte disappunto per il rinnovo della Sac

Forte disappunto per il rinnovo della Sac

Ecco finalmente un segnale di dissenso da parte delle associazioni di categoria per le nomine Sac. Un atto necessario nel tentativo di ripristinare il giusto rapporto all' interno della società digestione aeroportuale al momento sottoposta alle scelte di commissari.
Ecco il testo.
Le associazioni di categoria del territorio del Sud Est, in una nota congiunta, esprimono "forte disappunto per il rinnovo del Consiglio di amministrazione della Sac Spa, società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso e il cui principale azionista è la Camera di commercio, con una partecipazione superiore al 60%". Le associazioni ricordano che "avevano accolto positivamente le dichiarazioni del presidente Schifani che, lo scorso aprile, invitava il commissario della Camera di commercio del Sud Est, Antonio Belcuore, ad approvare con urgenza il bilancio dell'ente e ad astenersi da decisioni sulla governance della Sac, evidenziando che 'tale scelta spetta agli organi della Camera di Commercio, una volta ricostituiti, per assicurare una rappresentanza adeguata e il rispetto delle procedure', invitandolo, inoltre, ad avviare celermente le procedure di rinnovo". "È doveroso riconoscere - prosegue la nota - che le procedure sono state effettivamente avviate e che la prima fase si è conclusa, con la consegna della documentazione da parte delle associazioni di categoria lo scorso 10 novembre. Va inoltre evidenziato come, in questo percorso di rinnovo camerale, la grande maggioranza delle associazioni, dalle più rappresentative alle più piccole, abbia dimostrato un forte senso di responsabilità, condividendo una visione comune e una progettualità per il futuro della Camera di commercio del Sud Est. Le nomine del Cda della Sac deliberate dall'assemblea il 21 novembre, pur formalmente legittime, appaiono però discutibili dal punto di vista dell'opportunità e della forma". Le associazioni di categoria annunciano che "continueranno comunque a svolgere con determinazione la loro funzione di rappresentanza delle imprese" e che "intendono individuare proposte e progetti, nell'interesse di tutto il comparto economico". "Ci auguriamo - conclude la nota - che l'iter per il rinnovo camerale si concluda in tempi brevi, così da restituire alla Camera di commercio del Sud Est una governance pienamente legittimata, e che si possa aprire al più presto un dialogo costruttivo con le Istituzioni e le rappresentanze politiche, nel rispetto dei ruoli, per condividere le politiche di sviluppo del Sud Est siciliano".
Purtroppo,  pur non avendo nulla contro questo nuovo CDA, è evidente la spartizione partitica che lo ha fatto nascere. Inoltre non si notano elementi di discontinuità con il rischio, tangibile, di non volere cambiare nulla che riguarda Comiso. In una intervista ad un quotidiano catanese Torrisi riparla di futuro roseo facendo riferimento alla continuità territoriale e senza novità per i voli internazionali che sono essenziali. Molti commenti raccolti tra gli interessati al problema Comiso dicono però che l'intervento delle associazioni è tardivo facendo pensare addirittura di una sorta di sponda  offerta alla politica. Insomma, come sempre , qualcuno sta giocando con l'economia del nostro territorio sacrificandola alla politica.