'Quando è troppo, è troppo', parlano gli ex assessori di Ragusa Brafa, Conti e Dimartino

'Quando è troppo, è troppo', parlano gli ex assessori di Ragusa Brafa, Conti e Dimartino

Dura lettera aperta contro l'amministrazione Piccitto da parte di Claudio Conti, Gianflavio Brafa e Giuseppe Dimartino, ex assessori nella prima giunta grillina (nella foto il giorno dell'insediamento, l'1 luglio 2013):

QUANDO E’ TROPPO, E’ TROPPO

Per quasi un mese abbiamo ragionato se le dichiarazione rese dal sindaco alla AdnKronos del 22 dicembre “ RagusAttivaCinqueStelle riunisce ex attivisti, dissidenti, e qualche assessore che nutre astio nei miei confronti. Mette insieme persone che ho subito scartato perché con il movimento e i suoi valori non avevano nulla a che fare “ meritassero una risposta. Dopo quello che è successo in consiglio comunale il 30 dicembre con la violazioni delle più elementari norme di democrazia in occasione della discussione sulle variazioni di bilancio e la nota dei consiglieri del M5S del 12 gennaio con la quale si accusano ex assessori di tramare contro la giunta comunale , abbiamo deciso che sì, Piccitto merita una risposta.

Se il Sindaco, come sembra, nella sua dichiarazione si riferiva ai valori contenuti nello statuto del M5S ( libertà, uguaglianza, dignità, solidarietà, rispetto ) avrà grande difficoltà a dimostrare alla città, e pochi gli crederanno, che noi fin quando siamo stati in amministrazione, abbiamo praticato solo valori opposti a quelli del M5S, quali la diseguaglianza nel trattare i cittadini, la volgarità e la bassezza nei comportamenti , il disprezzo degli altri e degli avversari politici e atteggiamenti illiberali. Solo sulla solidarietà, da un certo momento in poi , siamo venuti meno a quei valori, manifestando dissenso verso chi chiedeva, il Sindaco, che gli fossero concessi poteri assoluti in violazione del principio del M5S uno vale uno, e diventare un uomo solo al comando ( è Piccitto a venire meno al principio di uguaglianza ), e verso chi cominciava a fare pressioni perché ci si comportasse come la vecchia politica nel campo dei rifiuti e dell’urbanistica. Ed ecco scattare l’epurazione. Chi critica è considerato da Piccitto un nemico da epurare. Alla faccia della democrazia e della diversità rispetto agli altri. Si e' diversi non quando si dichiara di essere diversi, ma quando si agisce diversamente. E questo non l’abbiamo mai visto. Abbiamo visto nel M5S, anche ad alti livelli, metodi degni del peggiore stalinismo, inventando accuse false per gettare fango su chi cercava di mantenere la barra dritta e per poi giustificare i licenziamenti ( l’accusa - ovviamente falsa e verificabile - all’assessore all’ambiente accusato di avere dato incarichi senza gara nel campo dei rifiuti per 101.000 € a persone a lui note ). Abbiamo visto abbandonare gli sforzi per aiutare gli ultimi, i più poveri, attraverso il progetto spesa solidale portato avanti dall’assessore ai servizi sociali , abbiamo visto tagliare i contributi ai malati terminali perché, dicevano, tanto devono morire, , abbiamo visto sminuire la mediazione familiare per aiutare famiglie in estrema difficoltà, assoluta prima esperienza in Italia, abbiamo visto abbandonare la denuncia da parte dell’assessore all’urbanistica dei due piani regolatori, uno per gli amici e l’altro per i comuni mortali regalo della vecchia amministrazione, abbiamo visto svanire il rispetto della legalità in edilizia con il blocco delle demolizioni delle costruzioni abusive non sanabili a pochi metri dal mare, abbiamo visto il tentativo di favorire la speculazione edilizia dei soliti noti, amici del vecchio sindaco e di diversi consiglieri comunali di opposizione con gli alberghi in zona agricola ( altro che consumo di suolo zero ), abbiamo visto affossare il tentativo di recuperare il centro storico, abbiamo visto……….Ne abbiamo visto di cose che non c’entrano nulla con il movimento 5 Stelle e con ciò che era stato promesso in campagna elettorale..

Per questo non possiamo accettare che ci si butti fango addosso dicendo che noi non c’entriamo nulla con i valori del M5S,. Qualcun altro non c’entra nulla! La verità è che c’è stata una congiura di palazzo ordita da altri assessori e da alcuni consiglieri comunali, insieme al sindaco, per liberarsi delle persone che erano arrivate in amministrazione, grazie alla propria estrema professionalità e al proprio corposo curriculum, per riportare ordine e pulizia in comune ( ricordate la frase di Grillo “ apriremo il comune come una scatoletta di tonno “ ) e che erano malviste dal gruppo di potere che da decenni domina la città , che si è infiltrato nel M5S ed è ancora presente dentro l’amministrazione. In due ce ne siamo andati in silenzio per non creare difficoltà e imbarazzo al movimento in un momento delicato rassegnando le dimissioni appena chieste dimostrando di non essere legate alla poltrona, solo l’assessore all’ambiente ha protestato perché non capiva per quale motivo , dopo aver messo in riga dopo tanti anni di mancanza di controllo la ditta che gestisce i rifiuti facendogli pagare mezzo milione di € per non avere rispettato il capitolato d’appalto abbassando quindi di fatto la tassa , dovesse abbandonare il compito di riportare la legalità in un settore notoriamente a rischio infiltrazioni mafiose.

 Il Movimento, purtroppo per i suoi elettori e per i tantissimi ragusani che gli hanno dato fiducia, in mancanza di regole organizzative e di selezione precise e riconoscibili, in altre parole di regole democratiche, sta evidenziando un altro dei suoi limiti, forse il più inquietante: è un movimento scalabile. Può essere preso d'assalto da chiunque e, siccome chi critica ha in sorte l'epurazione, non riesce a maturare una crescita interna che lo renda più solido e meno contraddittorio nelle scelte e nei comportamenti. E’ sotto l’occhio di tutti lo scarso livello del gruppo consiliare che nonostante gli sforzi da noi profusi non è stato in grado di crescere. Questo è quanto accaduto a Ragusa, dove la destra vicina agli ambienti di Forza Italia e alla ex Alleanza Nazionale lo ha di fatto occupato per conto di pezzi del vecchio gruppo di potere. Solo un caso ha impedito che l’assessorato all’urbanistica fosse ricoperto sin dall’inizio da un esponente di Forza Italia. Il M5S deve accettare di praticare la democrazia al proprio interno, anche a Ragusa, se vuole chiedere e pretendere la stessa democrazia all'esterno, alle istituzioni e alle altre forze politiche del Paese e della città. Un movimento che si definisce nuovo e rivoluzionario deve accettare la libertà, la diversità e finanche la dissidenza. Si deve poter discutere di tutto senza per questo essere accusati di essere cospiratori contro il capo ed essere espulsi come qualcuno tenta di fare con la consigliera Marabita. Il M5S deve avere una visione della società, un progetto, che a Ragusa manca del tutto, perché come diceva Seneca 2.000 anni fa “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” . Altrimenti ancora una volta noi e i cittadini avremo perso una grande occasione per affrancarci da un sistema di potere che porta vantaggi sempre e solo ai soliti noti e miseria a tutti gli altri.


Scuole chiuse per il maltempo a Ragusa

Scuole chiuse per il maltempo a Ragusa

Il sindaco, a seguito di previsioni meteo avverse legate ad improvvisi e repentini cali di temperatura manifestatisi dalle prime ore della notte di mercoledì 18 gennaio 2017 e previsti per tutta la giornata, connessi a rischio di fenomeni nevosi e formazione di ghiaccio con possibile perdita di resistenza lungo le strade urbane; visto che le previsioni meteo avverse sopra indicate segnalano il persistere di precipitazioni anche a carattere di rovescio o temporale con fenomeni temporaleschi accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento; e ritenuto che le condizioni meteo avverse previste non consentiranno una regolare circolazione del traffico veicolare, soprattutto nelle aree critiche e in prossimità delle scuole, ha emanato un'ordinanza per la chiusura, per l'intera giornata del 18 gennaio 2017, delle scuole di ogni ordine e grado.


Governance Poll, il sindaco Piccitto cade in classifica: 98esimo su 104

Governance Poll, il sindaco Piccitto cade in classifica: 98esimo su 104

Il primo cittadino di Ragusa, nella classifica del gradimento dei sindaci pubblicata oggi da Il Sole 24 Ore e realizzata come di consueto da IPR Marketing, ha perso nel complesso, il 23,4% del consenso dal famoso 69% delle elezioni.
Precipita, dunque, il consenso per Federico Piccitto che si ritrova in classifica al 98esimo posto su 104, a pochi passi da Virginia Raggi.
classifica governance poll 2017


Il 'vaffa' della consigliera ex 5 stelle, cioè quelli del 'vaffa'. L'ipocrisia del M5S

Il 'vaffa' della consigliera ex 5 stelle, cioè quelli del 'vaffa'. L'ipocrisia del M5S

Il gesto dell’ombrello, esibito nell’ultima – estenuante – seduta di Consiglio comunale da Manuela Nicita e rivolto al primo cittadino che la invitava a dimettersi si offre per essere oggetto di numerose riflessioni e altrettante critiche o censure.
La Nicita ha sbagliato: non può avere nessuna giustificazione, forse qualche tiepida attenuante, ma non certo l’assoluzione. E’ un gesto irriguardoso dell’aula consiliare e del primo cittadino, ma ancor prima verso se stessa e il ruolo che ricopre. Siamo certi che il Consigliere comunale del Lab 2.0 saprà scusarsi, non tanto con il sindaco che delle scuse se ne fa ben poco, ma nei confronti della città della quale, in ogni caso, è un rappresentante istituzionale.
Tuttavia, posto per certo il grave errore, è veramente fuori da ogni logica che esponenti di un movimento politico che sul ‘vaffa’ ha costruito grande parte della propria fortuna si scandalizzino se destinatari del loro gesto/vessillo, del collante che amalgama i propri elettori, della più innocente delle esternazioni della rabbia. La differenza è che se lo fa il leader del Movimento 5 Stelle è un gesto da ‘copione’, studiato a tavolino e tutto normale a tal punto da organizzare i ‘Vaffa Day’, ma se scappa a un Consigliere comunale di Ragusa, nel pieno della notte, in uno dei Consigli comunali più infuocati degli ultimi vent’anni, proprio non va giù, appigliandosi a un rispetto per le istituzioni che i grillini per primi non hanno nel DNA. Ecco, questa è la vera contraddizione: finché sono i grillini a fare i ‘maleducati’ – criticati da anni, attirano però consensi – va bene, quando sono gli altri invece no… Da oppositori i grillini praticano il ‘vaffa’ condisinvoltura, da amministratori lo digeriscono male.
Ciò che non accettiamo è l’ipocrisia. Perché vero è che Manuela Nicita è nelle fila del Lab 2.0, ma non dimentichiamo che è stata eletta nel M5S e, inconsapevolmente, stenta ancora a scrollarsi da dosso quello stile un po' incacchiato tipico della piazza pentastellata.
Noi abbiamo criticato, in questi anni di amministrazione Piccitto, sia il Consigliere che va in aula indossando i pinocchietti, sia chi fa le piazzate napoletane, chi starnazza interrompendo gli altri e pure il sindaco quando non presta attenzione a chi gli rivolge la parola. C’è chi, fuori dall’aula, non fa mistero di professare un credo politico nefasto e chi insegue i cavilli per cogliere in fallo l’amministrazione senza mai riuscirci davvero. Abbiamo puntato il dito su maggioranza e opposizione senza alcun distinguo e quindi, per questo specifico episodio non possiamo, che rimproverare anche la Consigliera Nicita. Ci permettiamo, però, di sottolineare un aspetto: almeno Manuela Nicita è stata genuina e senza retropensieri nella sua esternazione. Non possiamo dire lo stesso di molti altri che ne chiedono le dimissioni. S’è abbassata di molto la soglia di tolleranza rispetto al comportamento da tenere in una sede istituzionale, soprattutto quando a far rispettare le regole c’è chi appartiene ad una parte politica che, come abbiamo detto, si cura delle istituzioni a seconda della convenienza e per lo più quando si trova sotto attacco.
Chi di ‘vaffa’ ferisce, di ‘vaffa’ perisce, ci vien da dire. Perché la reazione della Nicita è il miglior interprete del sentimento d’insofferenza che serpeggia in città perfino tra chi Piccitto l’ha votato.
Insomma, l’ex grillina cresciuta a ‘o-ne-stà’ e ‘vaffa’ che manda a quel paese il sindaco grillino è una questione che dovrebbe davvero far riflettere, ma non tanto sulla Nicita, ma su quel che è diventata la politica per alcuni.


Approvate le variazioni di bilancio a Ragusa, ma è una vittoria di Pirro

Approvate le variazioni di bilancio a Ragusa, ma è una vittoria di Pirro

Ore 5.56 del 31 dicembre 2016, 14 sì e 16 assenti. Con questi numeri il Consiglio comunale di Ragusa ha approvato l’iniziativa consiliare che s’impegna a salvare le delibere di variazione di bilancio con carattere d’urgenza non ratificate lo scorso 16 dicembre.
Con i soli voti dei consiglieri pentastellati, eccetto Porsenna, l’Amministrazione Piccitto, assessore Martorana in primis, ha ottenuto la rivincita sulla partita persa due settimane fa.
“Una vittoria di Pirro” commenta Maurizio Tumino del movimento Insieme annunciando anche ricorso al TAR, probabilmente in un’azione congiunta con ogni gruppo di opposizione.
Il prezzo elevato per ottenere la vittoria, alto a tal punto da considerare il successo una sconfitta, è la mortificazione della democrazia e del diritto di controllo che il Consiglio comunale deve poter esercitare nei confronti degli atti amministrativi. Diritto negato: ne sono convinti tutti, dal Movimento Partecipiamo con Giovanni Iacono e Mirella Castro, a Città con Carmelo Ialacqua, il Lab 2.0 con Migliore e Nicita, ne è altrettanto certo il consigliere Morando del Movimento Civico Ibleo, lo hanno ribadito D’Asta e Chiavola del Partito Democratico, ripetuto fino alla nausea dai quattro consiglieri del movimento Insieme, orfano per l’occasione di Elisa Marino, a quanto pare fuori dal territorio nazionale. Diritto negato a tal punto da chiedere l’intervento delle forze dell’ordine, come abbiamo raccontato in nottata. Perfino da RagusAttiva 5 Stelle, che pure si professa grillina, è arrivata più volte questa accusa, appesantita da una richiesta scritta – e pacata – snobbata dalla maggioranza, non prima di darla in pasto a certa stampa. Metodo che, sul piano politico, non fa altro che confermare l’arroganza della forza dei numeri.
Tuttavia, ancora una volta, il dato più pesante per la Piccitto & Co. è che i maggiori azionisti di questa esperienza di governo cittadino pronunciano in aula consiliare dei “sì” a denti sempre più stretti.
Solo in un modo, infatti, rispetto alla smaccata ragionevolezza delle pregiudiziali presentate a pioggia dalle opposizioni, può spiegarsi il mantra proveniente dai banchi di maggioranza: “Non perdiamo tempo, andiamo al voto”. Come a dire “Togliamoci il dente e non se ne parli più”. A guardarli bene, alcuni (pensiamo a un Stevanato o un Agosta) sembrava avessero le mollette al naso. Turarlo per bene pur di non sentir l’olezzo dell’errore. Alcuni, hanno passato più tempo nei corridoi che in aula, un po’ come chi va a vedere i film horror, ma passa il tempo con le mani davanti agli occhi. Ogni consigliere di maggioranza ha, nelle pieghe di quelle variazioni, qualcosa che gli sta a cuore o per la quale si è impegnato, ha promesso, ci ha messo il nome e la faccia con qualcuno. E Martorana, consapevole d’essere atteso al varco, ma scaltro come una faina, ha confezionato per loro il piano perfetto: mettere tutto insieme, in modo indissolubile, così che ognuno non possa tirarsi indietro o giocare al franco tiratore.
Vittoria di Pirro, ancora, perché dal prossimo anno sarà bagarre su tutto. E 15 contro 15, il Consiglio sarà solo un pantano.
Ma l’errore più grande, spieghiamo per chi legge, non è stato sostenere l’amministrazione o essere convinti della liceità dell’atto: l’errore è quello di non essersi mai posti il dubbio su cosa si stesse facendo. Duole disturbare chi giace sottoterra da oltre due secoli per commentare un episodio così piccolo, ma Voltaire diceva “Il dubbio è scomodo, ma solo gli imbecilli non ne hanno”.


La Polizia in Consiglio comunale, l'opposizione: "Ci negano di esercitare il nostro diritto"

La Polizia in Consiglio comunale, l'opposizione: "Ci negano di esercitare il nostro diritto"

Atto finale in Consiglio comunale per discutere ancora delle variazioni di bilancio con carattere d'urgenza, già non ratificate dal civico consesso lo scorso 16 dicembre e tornate in aula sotto forma di iniziativa di 11 consiglieri di maggioranza.
Il Consiglio comunale iniziato intorno alle 17 di venerdì, sostanzialmente fotocopia dell'ultimo, almeno nelle dinamiche, si è subito distinto, invece, per la presenza nell'area riservata agli spettatori di alcuni esponenti del meet up RagusAttiva 5 Stelle. "Siamo venuti a dar manforte a Maria Rosa Marabita - dicono - anche se, pur nel suo essere istintiva nel carattere, sa essere più saggia di molti altri".
Valanga di pregiudiziali da parte della opposizione che, per ognuna, ha chiesto il parere del Segretario Generale il quale, a sua volta, quasi fosse un 31esimo consigliere comunale, ha contrastato la logica giurisprudenziale attingendo ad ogni forma d'interpretazione legale. Un gioco di equilibrismo fuori dal normale, i numeri pentastellati hanno fatto il resto, bocciandole volta per volta in un'aula spaccata a metà.
All'ennesima richiesta di poter "vedere le carte" negata da uffici e Amministrazione è iniziata la bagarre vera e propria, mentre il sindaco, a microfono spento, faceva il verso ad alcuni consiglieri sostenendo che quelle carte non possono e non devono essere a loro disposizione. Apriti cielo: l'opposizione s'incazza, Tringali sbotta, Lo Destro - indiscusso sovrano della piazzata d'aula - lo rimbrotta. I toni si sono esasperati a tal punto che il presidente non è più riuscito a far mantenere l'ordine - già precario proprio per i suoi metodi eccessivamente pacati - e mentre il Consiglio comunale veniva sospeso tra le grida del consigliere di Insieme, qualcun altro chiamava i carabinieri.
Sono arrivati, invece, due poliziotti che, con calma, hanno raccolto le osservazione di tutti.
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L'opposizione agli uomini in divisa: "Ci negano di esercitare il nostro diritto di controllo sugli atti". L'Amministrazione replica: "A nostro avviso hanno tutto i materiale necessario". Fatto sta che alla deposizione degli esponenti dell'opposizione farà seguito la trasmissione di una denuncia in Procura. Altre carte, insomma, che serviranno però ai consiglieri che contrastano i grillini ragusani per far valere le proprie tesi nelle sedi opportune.
Alla ripresa, si va ad oltranza. L'approvazione delle variazioni, alle 2.50 del 31 dicembre, sembra essere ancora lontana seppur numericamente inevitabile.
 


"Re-Use Ragusa", i risultati del workshop

"Re-Use Ragusa", i risultati del workshop

Presentato sabato scorso a Ragusa Ibla, presso la sala Falcone Borsellino, il libro “Re-Use Ragusa. Strategie sostenibili per la rinascita del centro storico”. Il volume, curato dal professore di Composizione Architettonica Urbana del Politecnico di Milano, Carlo Alberto Maggiore, traccia un bilancio parziale delle attività di ricerca progettuale sul centro storico di Ragusa superiore iniziato nel settembre del 2014 con l'omonimo workshop internazionale di progettazione architettonica e urbana, promosso dal Comune di Ragusa con il PoliMi in vista della revisione del Piano Regolatore Generale della nostra città.
Abbiamo intervistato l’arch. Elisa Gulino e il prof. Maggiore.
Foto di Emanuele Leggio
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E' al buio la strada appena intitolata all'avv. Cassì. Manca il collaudo?

E' al buio la strada appena intitolata all'avv. Cassì. Manca il collaudo?

Nel video le interviste in occasione della cerimonia di intitolazione e il commento del direttore Mario Papa.
Il sindaco Piccitto, con tanto di fascia tricolore intorno al petto e gonfalone del Comune al seguito, mercoledì mattina, ha intitolato una nuova strada all’avv. Vincenzo Cassì. Strada ben asfaltata e dotata dei corpi illuminanti necessari ad assicurare la giusta visibilità nelle ore serali. Peccato, però, che la sera stessa (come la precedente e la successiva) l’arteria, che si trova nella zona dell’ex contrada Monachella nei pressi della lottizzazione Casa Futura, era completamente al buio.
“Le malelingue dicono” che, addirittura, non sia stato effettuato il collaudo e che la strada, quindi, sia ancora in carico alla ditta che l’ha realizzata a scomputo occupandosi anche agli impianti di illuminazione pubblica.
Se ciò fosse vero, la strada in questione, dovrebbe essere chiusa, ma il Comune ha già rilasciato i certificati di residenza a chi ha deciso di andare a vivere in quella via.
Tuttavia, la sostanziale “inesistenza” della strada in questione comporta non pochi disagi ai residenti, uno tra tutti, per fare un esempio, la consegna della corrispondenza.
Non sarebbe il primo caso di strada inaugurata/intitolata senza tutte le carte in regola (per sanare la situazione pare basterebbe qualche firma negli uffici comunali). Nelle stesse condizioni sarebbe pure via Laila Busacca, la cui cerimonia di intitolazione si è celebrata nove mesi fa.