La Sac spende 42 mila euro per comunicare.

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Sin dalle prime ore dall’incredibile incendio del 16 luglio, si è assistito al sistematico tentativo della Sac di minimizzare l’enormità di quanto accaduto.  Tra le tante cose lette ed ascoltate, una ha subito colpito tutti noi che abbiamo un minimo di competenza nel settore. Quella della sbandierata “normalità” che in realtà lo scalo etneo non ha mai visto, né prima né dopo, basti pensare al caos quotidiano ed a quanto accade ogni volta che l’Etna  erutta cenere e ci mettono 20 ore per spazzare perché non hanno mai pensato a dotarsi di mezzi adeguati: Insomma bisogna rendersi conto che Catania  è un aeroporto tarato per 6 milioni di passeggeri e ne fa arrivare oltre 10 milioni, senza aver mai rispettato uno straccio di investimento per adeguarne la capienza.  La Sac  ha una  governance  molto fantasiosa con figure che di aeroporti non ha la più pallida idea.  A gestire infatti  il quarto aeroporto d’Italia sono  pensionate in carriera, potenziali bancarottieri e imprenditori mezzi falliti compresi. Cose che solo da noi possono essere prese per normali. La cosa peggiore è che questi manager senza grande competenza vanno anche in giro, a convegni organizzati a bella posta,  a  raccontare le loro “visioni” sul futuro dei trasporti. E’ chiaro che di fronte ala forte presa di posizione del Comune di Catania la Sac deve opporre qualcosa che  porti dalla sua parte l’opinione pubblica.  Un articolo  pubblicato l’8 agosto sul Sole24 Ore, il giornale di Confindustria  molto vicino a Piero Agen e a Dimartino, che nell’aeroporto ha un certo business, parlava di una perdita di passeggeri appena del 5% come da fonti aeroportuali ( quindi in casa) . Non è affatto vero i dati reali di assoaeroporti parlano del 25% per cento e passa. La cosa che ci preoccupa è  questa “notizia” del perso solo il 5%” possa rientrare nella nuova strategia di “Brand Reputation e Comunicazione Strategica”. A quanto pare la società catanese avrebbe appena dato un affidamento diretto da 42 mila euro alla società di consulenza Comin & Partners, un contratto di “collaborazione” che a leggere la pubblicazione dovrebbe durare sino a marzo 2024: 42 mila euro per 6 mesi. Loro si  occupano  di  “Consulenza strategica di comunicazione, e relazioni, istituzionali per grandi aziende, manager e organizzazioni”,  una azienda di tutto rispetto ma per spendere tutti questi soldi un motivo ci deve essere visto che avevano una addetta stampa che svolgeva i suoi compiti con professionalità e non a quei prezzi.  Insomma ancora non sappiamo nulla delle inchieste ma alla Sac il clima è per lo meno imbarazzato!!  

di Direttore15 Nov 2023 13:11
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