Il Vescovo per la scuola

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E’ un bel pensiero quello del Vescovo di Ragusa Mons. Laplaca che, al primo giorno di scuola, intende far giungere a tutti coloro che in un modo o nell’altro sono coinvolti, da alunni o docenti o genitori il suo messaggio di augurio e di buon lavoro.
Carissimi amici e fratelli, all’inizio del nuovo anno scolastico desidero far giungere a tutti
voi – studenti e genitori, insegnanti, dirigenti e personale non docente – il mio affettuoso saluto e la
mia speciale benedizione.
Come in ogni ripartenza, anche questa è carica di aspettative e speranze; speriamo, infatti, di
entrare definitivamente nel post-pandemia e di riprendere le nostre attività nella tranquillità, senza
interruzioni, grazie anche all’impegno e alla responsabilità di tutti.
Cari studenti, mi piace ricordare un antico detto latino che dice: schola palestra diligentiae;
la traduzione mi sembra chiara ma il significato è assai più intenso. La scuola infatti è il luogo dove
quotidianamente ci si allena a “diventare grandi”, è il grembo fecondo del vostro futuro. A scuola,
cioè, non si va soltanto per imparare nozioni – cosa importantissima e fondamentale – ma anche
fare esperienza della bellezza delle relazioni, per imparare a vivere in comunità, a pensare e a fare
cultura. La scuola, insomma, è un tempo e uno spazio che ci fa maturare e ci rende migliori, ci aiuta
a guardare lontano, ad avere grandi ideali e a sviluppare il desiderio di compiere grandi cose.
Carissimi ragazzi e ragazze, siate attenti agli insegnamenti che ricevete, provate a trarre il
massimo dalle nozioni che imparate, tirate fuori la vostra originalità e sviluppate la curiosità nella
ricerca del vero e del bello, valori che vi aiutano a non “trascinare la vita” ma a soddisfare il vostro
irreprimibile desiderio di felicità e pienezza di senso. E voi, carissimi insegnanti, continuate ad essere educatori appassionati, capaci di suscitare nei vostri alunni il gusto di conoscere, di interrogarsi e di cercare risposte che conducano alla capacità di pensare con la propria testa, così da costruire fin dalle fondamenta, una sana società del
futuro.
Ogni insegnante è educatore non solo se offre conoscenze, pur necessarie, ma se sceglie di esserci
nella crescita dell’altro, per sostenere lo sbocciare e il fiorire lento, delicato e prezioso della vita
dell’alunno.
Anche voi, carissimi genitori, siete chiamati a portare il peso e la responsabilità della scuola;
essa, infatti, non appartiene solo a studenti e insegnanti. Voi genitori, quali primi educatori dei
vostri figli, siete parte integrante e partecipativa della comunità scolastica; siate presenti nell’ascolto
dei vostri figli e nel costante confronto con gli insegnanti, così da avviare percorsi di rete dove
nessuno possa sentirsi estraneo.
Buona strada, carissimi amici e fratelli. Mentre vi affido alla custodia e alla sapiente guida
del nostro Unico Maestro e Signore, di cuore vi benedico e vi auguro un fecondo e sereno anno
scolastico.

di Redazione14 Set 2022 10:09