La “lectio magistralis” di Iurato

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E’ chiaramente una battuta! Il buon consigliere Iurato non pensa certo di avere la preparazione tecnica scientifica per affrontare, da  professore, un argomento così delicato come gli strumenti edilizi anche se mostra una certa esperienza dovuta ad uno studio approfondito della questione forse per il  problema delle responsabilità personali dei consiglieri. E cosi dopo l’approvazione di venerdi scorso che impone il blocco totale delle costruzioni in zona Peep, tra l’altro Iurato ha votato a favore anche se è all’opposizione,  oggi ha voluto inviare un comunicato che, riaffermando  la questione del consumo del suolo, ha inteso rafforzare la sua scelta. Il suo comunicato infatti inizia cosi: Non è un caso che anch’io, sebbene espressione dell’opposizione, abbia votato a favore del blocco delle costruzioni. Bisogna, però, essere sinceri con la città. Questo non significa che a partire da domani non ci saranno nuove costruzioni. Infatti, l’atto approvato venerdì sera non fermerà le richieste presentate in passato dai costruttori e che hanno già firmato le convenzioni con il Comune e che, in pratica, sono state fatte salve. E non si tratta, è bene precisarlo, di una o due richieste. Di certo, per il futuro è un atto di notevole rilevanza. Ma passerà ancora qualche tempo prima che questo stesso possa pienamente esplicitare i propri effetti. Purtroppo, il nostro territorio urbano continuerà a cambiare volto”. Gianni Iurato, si dice convinto che lo strumento principe per la pianificazione urbanistica debba essere il Prg e il Ppe per i centri storici. Però se non si potranno più fabbricare nuove costruzioni, occorre dare la possibilità ai costruttori e ai cittadini di puntare sulla riqualificazione dell’esistente. Dobbiamo fornire a ciascuno di loro la possibilità di guardare al centro storico con un occhio particolare”. Iurato, poi, non può fare a meno di rilevare che “in questi tre anni l’Amministrazione comunale e l’Ufficio tecnico competente, dal punto di vista urbanistico, per alcuni aspetti, hanno operato in continuità con le scelte fatte dalle vecchie Amministrazioni; vedi alcune varianti/modifiche convenzioni che hanno interessato alcune cooperative edilizie, vedi altresì la questione di un anno e mezzo fa riguardo alle decine di strutture turistiche pronte ad essere insediate in terreno agricolo. Ben venga oggi, dunque, un ravvedimento sulla concezione del consumo del territorio, e sul nuovo studio del fabbisogno abitativo, sia da parte della politica sia da parte della struttura tecnica del Comune. È un fatto importantissimo aver trovato piena condivisione dell’atto da parte delle due realtà istituzionali”. “Quello che mi lascia perplesso, però, in relazione allo studio del fabbisogno abitativo – aggiunge Iurato – ha a che vedere con le proiezioni demografiche. Si parte, infatti, dai 71.438 abitanti di quest’anno e si arriva ai 74.853 del 2041, con 3.415 unità in più. Stime, a mio giudizio, abbastanza rosee considerata la riduzione del numero delle classi nella maggior parte degli istituti scolastici, sulla base di una tendenza al ribasso che va avanti da otto anni a questa parte”. Secondo me  dice Iurato nella sua “lectio”  l’uso delle varianti al Prg dovrebbe rappresentare un fatto straordinario, da utilizzare o per correggere errori materiali nella redazione dello strumento urbanistico o per inserire opere pubbliche (interessi non di singoli privati) come scuole, strade, uffici pubblici, piazze, etc. non previste nei Prg. Purtroppo, nei decenni passati, non è stato così. L’uso delle varianti è stata una ordinaria regola che ha “raggirato” la lungimirante e rispettosa politica urbanistica che ogni Comune dovrebbe attuare. Molte cooperative edilizie hanno visto nascere i propri fabbricati in variante al Prg. Dal 2006, lo strumento urbanistico non ha mai affrontato la problematica dei Peep. Non si è fatto un buon uso delle varianti, insomma, in città come a Marina dove pure la costruzione degli alloggi ha seguito indicazioni oltre misura. Per questo, ho sempre richiesto che potessero essere attuate le analisi del fabbisogno abitativo e, se necessario, la predisposizione dei piani di zona per stabilire dove sarebbe stato meglio individuare le zone Peep. Lo studio che ora è arrivato in aula per essere approvato è nato grazie al dibattito sviluppato settimane addietro. Studio nato, in pratica, nel giro di un mese e che di fatto fornisce un’altra chiave di lettura alla delicata questione. Ora, il punto è passato favorevolmente in aula. E il futuro della nostra città potrà essere differente. Potremo contare su una città che programma con più attenzione il proprio aspetto urbanistico. Nulla de eccepire. Il pensiero è da condividere a patto che i costruttori e tutto il settore dell’edilizia siano d’accordo. Perchè le scelte del passato sono state fatte su pressione di quelle categorie che hanno guidato l’economia cittadina negli anni d’oro dello sviluppo inseguendo il sogno ragusano della casa, una o due e forse anche tre. Ora non è più così almeno sembra.,.

di Direttore12 Dic 2021 20:12