Risarcimento alla Teknè di € 15 milioni per danni??

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L’ultimo atto, almeno per ora, sulla vicenda della Teknè sembra essersi compiuto nella mattinata di giovedì. Infatti l’assessore Giuffrida, all’ennesima richiesta del responsabile della società catanese sembra abbia risposto picche. Cioè ha confermato il diniego dell’amministrazione al progetto della Teknè. La motivazione è abbastanza nebulosa visto che il rappresentante del comune si è giustificato dicendo  che stanno aspettando la sentenza del Tar a cui avevano fatto ricorso. Ammesso che sia vero il Tar, ad ora, non ha dato nessuna sospensiva e, per quello che ne sappiamo, si devono rispettare le norme vigenti. Roberto Mazzullo, amministratore unico della  Teknè srl di Catania esprime molta amarezza per il mancato raggiungimento di un accordo transattivo con l’amministrazione Cassì  “Oggi Ragusa perde una grande occasione e una reale  possibilità di sviluppo e di creazione di posti di lavoro per il territorio, ci ha detto per telefono, il  Polo commerciale non è mai stato un semplice progetto imprenditoriale, bensì è un’opportunità di rilancio per una strategica area verde della città,  da anni ostaggio della politica”  Ma ora sorge spontanea la domanda:  Che farà la Teknè? Siamo avviliti continua Mazzullo, dopo mesi di tentativi di mediazione, siamo stati costretti a notificare un ricorso al Tar, con richiesta di risarcimento danni. Dobbiamo farlo perché dopo 15 anni non abbiamo ancora potuto realizzare ciò a cui per legge abbiamo diritto. E quello che è peggio è che l’atteggiamento dilatorio dell’amministrazione e l’inazione della politica saranno pagati dai cittadini di Ragusa, sulle cui tasche peserà il pagamento del danno che abbiamo subìto…
Su questa storia del parco ci sono delle vere leggende metropolitane. Ad esempio è del tutto falso che vietando la concessione alla società che l’aveva ottenuta nel passato si possa preservare il “parco” impedendo che vi si costruisca. Ci sono già degli edifici ed altri sono previsti sia dal Piano regolatore generale vigente sia dalla Variante presentata dall’amministrazione comunale nel 2018 e bocciata dalla Regione Siciliana. il Parco agricolo urbano avrà di sicuro altri progetti che prevedono la cementificazione. Secondo la Teknè il loro piano che prevede verde, servizi, spazi per la socialità dei ragusani su aree di nostra proprietà – è bloccato solo per ragioni che continuano a non avere niente a che fare con la giustizia. Insomma a a quanto pare  se ne dovrà riparlare in tribunale.

. Per maggiori informazioni riportiamo quanto inviato dalla Teknè in una nota per la stampa.

Il caso Teknè srl è legato al Parco agricolo urbano della città di Ragusa, previsto dal Piano regolatore generale attualmente vigente. La società Teknè era infatti proprietaria di circa 310mila metri quadrati di terreni nel perimetro del Parco. Si tratta di zone edificabili con destinazione commerciale prevista dal Prg, per le quali l’amministrazione ragusana ha già rilasciato, a suo tempo, una regolare concessione edilizia. La cui proroga, nel 2014, è stata rigettata. E questo sebbene Teknè negli anni abbia lavorato per l’amministrazione: la società ha infatti ceduto al Comune di Ragusa, in perequazione e gratuitamente, 202mila metri quadrati di terreni e realizzato opere di urbanizzazione per circa 780mila euro, cioè strade pubbliche su cui i cittadini ragusani transitano abitualmente, reti idriche e pubblica illuminazione. Il Comune, sulle aree acquisite gratuitamente da Teknè, ha realizzato altre opere di urbanizzazione o le ha cedute a terzi.

Né gli importi citati né le aree cedute sono mai state restituite a fronte della mancata realizzazione del progetto. Nel 2017, prima dell’approvazione da parte del Comune di Ragusa della Variante al Piano regolatore generale del 2018, Teknè ha presentato un piano di lottizzazione legato alle stesse aree, tenendo conto delle modifiche al Prg. Il piano di lottizzazione della società immobiliare non è mai stato approvato, mentre la Variante del Comune è stata bocciata dalla Regione Siciliana.

In questo contesto è maturata la diffida notificata all’amministrazione ragusana nei mesi scorsi, con la richiesta di risarcimento di oltre 15 milioni di euro di danni dovuti alla sostanziale impossibilità, per un’azienda privata, interessata a investire nel territorio di Ragusa. A seguito dell’annuncio di tale richiesta di risarcimento danni, Teknè ha ottenuto di incontrare il sindaco Giuseppe Cassì, l’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Giuffrida e il dirigente del settore nella Sala Giunta del Comune. Gli incontri si sono rivelati infruttuosi.

di Direttore01 Ott 2021 11:10