Quando la Sicilia brucia non vogliamo fumo negli occhi

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Abbiamo ancora il fumo negli occhi e sentiamo il sapore acre del legno che brucia quando pensiamo ai grandi incendi che, solo nell’ultima settimana, hanno interessato la Sicilia e la nostra provincia in particolare. Ci ha sorpreso la nota del sindaco Gurrieri che di fronte all’ennesima catastrofe annunciata è dovuto intervenire di persona per spingere gli addetti a non lasciare che tutto andasse in fumo. E allora ci si chiede come funziona il sistema di intervento della Forestale? Abbiamo uomini e mezzi? Certamente si ! se si sentono le trasmissioni nazionali che ci mettono alla berlina visti gli incendi e i tanti forestali alle dipendenze. Ma oggi arriva questa nota nella quale i forestali dicono di non essere stati trattati nel modo giusto per lavoro e competenze. Speriamo che qualcuno possa spiegare come vanno le cose….
“Quando la Sicilia brucia – gridano i sindacalisti dei forestali Fai, Flai e Uila – non serve che il presidente Musumeci getti fumo negli occhi. Ce n’è già abbastanza a causa dei roghi!” , e annunciano per venerdì 23 dinanzi all’Assemblea Regionale a Palermo una manifestazione di protesta auspicando “dialogo e confronto con il presidente dell’Ars e i capigruppo” . Questa protesta nasce in seguito all’approvazione dopo anni di annunci e di bluff, di riforme promesse e mai mantenute, di un disegno di legge che non a non si è potuto discutere nei suoi contenuti prima del passaggio in Giunta. I sindacati dicono di conoscere già il testo inviato al Parlamento regionale e pubblicato sul sito ufficiale dell’ente, in attesa della proposta da parte dell’assessore all’Agricoltura che li ha convocati per martedì 13. La logica di questa riforma, dicono, va ribaltata, o sono pronti a una grande mobilitazione per settembre dopo un percorso di assemblee unitarie in tutte le province con le lavoratrici e i lavoratori.
“Il disegno di legge – sottolineano i sindacati – prevede, oltre alle tradizionali attività di manutenzione e antincendio, che i forestali svolgano non meglio precisate mansioni di protezione civile e contrasto al randagismo. La nostra proposta, ormai da anni a disposizione delle forze politiche regionali, indica tra le competenze della Nuova Forestale la manutenzione e l’antincendio, gli interventi contro il rischio idrogeologico anche in aree demaniali non incluse nel patrimonio forestale, il recupero dei terreni abbandonati, la gestione produttiva del demanio forestale, la valorizzazione di parchi e riserve. La differenza ci sembra evidente”.
E’ un chiaro ed evidente errore prevedere lo smantellamento della quota, peraltro minima, di forestali a tempo indeterminato attualmente in organico che sono la spina dorsale del comparto. Su di essi, infatti, s’impernia la gestione dei cantieri forestali e dei magazzini, degli autoparchi e dei centri operativi, oltre al necessario e mai sufficiente presidio permanente dei boschi. Senza parlare del supporto indispensabile che assicurano alle Direzioni lavori. Pensare di eliminare il contingente LTI vuol dire smantellare la Forestale in Sicilia negando, peraltro, le legittime aspettative dei lavoratori per la stabilizzazione”.

di Direttore08 Lug 2021 09:07