Disfunzioni gestionali varie e rendiconto inattendibile

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Sono questi solo una parte dei rilievi fatti dai giudici della Corte dei Conti in merito al bilancio della Regione Sicilia. Lo strumento economico dunque deve essere rivisto, per la terza volta, magari apportando modifiche “attendibili”. Intanto ci si deve fermare per alcuni interventi importanti che senza bilancio, crediamo,  nessuno vorrebbe portare a termine.  Leggiamo da Live Sicilia :

“Sul rendiconto ci sono profili migliorativi, ma da approfondimenti contabili sono emerse aree di criticità finanziarie, che pongono dubbi di attendibilità”, ha spiegato il presidente della sezione regionale di controllo della Corte dei conti, Salvatore Pilato, aprendo l’udienza di questa mattina. In Aula, oltre al presidente della Regione, Musumeci, anche il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, e il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.  “È necessario ottimizzare la qualità della corrispondenza, tra la sede di controllo della Corte e le risposte di auto-correzione che l’amministrazione regionale dovrebbe avviare. Su questo versante c’è molto da fare”, ha proseguito Pilato, prima di bacchettare la Regione: “Ho notato che nelle relazioni anteriori vi sono state elaborate chiavi di lettura con raccomandazione che non sempre hanno trovato riscontro”. “Do comunque atto – ha proseguito – che nello svolgimento dei lavori istruttori la Regione ha operato con leale collaborazione istituzionale e prontezza dopo il ritiro del rendiconto”. A conclusione della sua lunga requisitoria davanti alla Sezioni riunione della Corte dei Conti, il procuratore Pino Zingale aveva mosso una serie di rilievi – “disfunzioni gestionali, organizzative e contabili” e “la sostanziale inattendibilità del rendiconto e le numerose irregolarità riscontrate” – chiedendo di non parificare il rendiconto della Regione per il 2019 e di “dichiarare l’irregolarità del conto del bilancio, del conto economico e dello stato patrimoniale”.

Nel suo intervento, il presidente Musumeci ha precisato che “la Regione ha voltato pagina nella gestione degli equilibri di bilancio e recuperato credibilità finanziaria”. “Il governo regionale non chiede prebende o regalie, ma le risorse per garantire l’espletamento delle funzioni statutariamente attribuite e i livelli essenziali delle prestazioni costituzionalmente riconosciuti – ha detto Musumeci – e che con l’attuale gettito è insostenibile, le compartecipazioni fiscali concordate nella scorsa legislatura, infatti, al netto dell’ingente concorso al fondo sanitario regionale, non attribuiscono risorse ‘aggiuntive’ alla Regione limitandosi a introdurre minimi correttivi agli effetti distorsivi recati sul gettito devoluto da alcuni provvedimenti normativi statali”.

Bisognerà diciamo noi certamente pensare ad un incremento del gettito tributario ma senza mettere in ginocchio i cittadini. Altro punto essenziale evidenziato da Musumeci è quello del  finanziamento degli enti locali che se non affrontato con urgenza e determinazione, rischia di provocare la paralisi dei Comuni dove  le difficoltà connesse alle norme nazionali relative agli appalti pubblici che finiscono con il “frenare l’avvio di opere e cantieri, limitando lo sviluppo del territorio“.
Interessante infine la proposta di Musumeci che ribadisce la necessità di restituire competenze agli enti intermedi, le ex Province. Bisogna preparare e passare presto all’Ars un disegno di legge che completi una riforma fatta in passato con troppa fretta

di Direttore18 Giu 2021 14:06