Una pista lunga lunga lunga!!

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Probabilmente i vertici dell’aeroporto di Catania non sono mai andati in giro a guardare i grandi scali europei senza parlare di quelli americani o medio orientali. Purtroppo Fontanarossa è nato piccolo ed è  ancora assolutamente inadeguato alla sfida che si dovrebbe affrontare nel futuro prossimo senza virus. A parte la pista che è lunga 2.600 metri,  il massimo possibile vista l’attuale situazione,  l’aerostazione è insufficiente anche nei servizi e nelle area per le partenze che per gli arrivi.  Da anni si pensano adeguamenti  ma passa troppo tempo prima che vengano realizzati e quindi risultano inadeguati. Basti pensare a quello che accade quotidianamente all’uscita del ritiro bagagli, al di la della porta scorrevole, in un piccolo spazio tra l’area del bar, le scale mobili e l’uscita,  dove si accalcano i parenti di migliaia di passeggeri appena sbarcati. Terzo mondo? Neanche perchè molti scali dei paesi così chiamati sono più belli di Catania. E poi c’è la pista. Non sappiamo quanto costa interrare la ferrovia e quanto tempo ci vorrà ma sarà sempre una “arripizzatura” da centinaia di milioni,  tipica del modo di pensare siciliano. E’ vero che un nuovo aeroporto con spazi idonei costerebbe tanto ma siamo sicuri che i catanesi non lo vorrebbero neppure   perchè loro l’aereo lo concepiscono solo se  posteggiato sotto casa. E sbagliano perchè Fontanarossa, se è vero che crescerà, non avrà mai la faccia dell’ aeroporto intercontinentale. Ma alla direzione della Sac va bene così.. L’aeroporto è in vendita e serve far vedere che ci sono lavori in corso così magari vale di più. Ma neanche questo è vero. Ed infine c’è Comiso. Come Martin Luter King  che disse ” I have a dream” anche a Comiso qualcuno ha detto di avere un sogno. Quello di allungare senza patemi d’animo la pista dell’aeroporto  e creare un grande Hub intercontinentale visto che lì di spazio ne abbiamo a “tinchitè” e spendiamo molto meno che scavare sotto le piste. Ma Comiso fa la ruota di scorta alla Sac che se lo è comprato per farci giocare gli amici  che invece avrebbero subito detto: Ma non ci sono collegamenti!!! Nel grande “dream”  c’è anche il presidente Agen, che, come un mago, ci parla da anni di un futuro aeroportuale su binari, collegando Bicocca al Magliocco (scusate ma non riesco ancora a chiamarlo PioLatorre” ) che distano appena 60 km in linea d’aria. Ma l’aeroporto di Catania non può avere ostacoli di alcun genere. Sul suo altare miliardario sono state già immolate le province, le camere di commercio, le Asi. Colossi dell’industria e della politica sud orientale si sono dileguati lasciando il posto a quelli che, ubbidienti, avallano ogni alchimia amministrativa e tecnica lasciando che Comiso faccia davvero da trastullo per gli amici. Comunque la notizia è quella che sembra  molto reale la possibilità di allungare la pista. 
“L’inserimento nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del progetto per l’interramento della linea ferroviaria dalla stazione Acquicella a quella di Bicocca è un segnale molto importante per lo sviluppo della Sicilia.
Per anni, come board dell’Aeroporto di Catania, abbiamo insistito affinché questa importante variante venisse realizzata, permettendo al nostro scalo di avviare i lavori per una nuova pista –più lunga dell’attuale- idonea a ospitare aeromobili di grandi dimensioni, adatti al lungo raggio.
Questo permetterà alle compagnie aeree di pianificare una politica di viaggi intercontinentali – anche verso Stati Uniti, America Latina, Cina e Giappone- che al momento ci sono purtroppo preclusi proprio per limiti infrastrutturali, ma verso i quali riscontriamo da anni un notevole interesse da parte dell’utenza siciliana.
Come più volte ribadito in passato, l’aeroporto di Catania (che ha da anni avviato una politica di miglioramento infrastrutturale, di servizi e di potenziamento della mobilità) è pronto già da tempo a fare la propria parte per quanto riguarda i lavori di competenza dello scalo, e quindi a provvedere alla realizzazione della seconda pista.
Proprio per questo motivo ci auguriamo che l’opera di interramento della linea ferroviaria inizi al più presto e soprattutto che giunga a conclusione in tempi ragionevolmente brevi e comunque –come preventivato- entro la fine del 2025: permettendo allo scalo di Fontanarossa di poter competere con gli altri aeroporti anche sul fondamentale settore dei voli a lungo raggio”.
di Direttore22 Mag 2021 15:05