Ragusa, bilance non omologate ai CCR: altro caso di approssimazione grillina

“I piatti delle bilance pesa rifiuti nei Centri Comunali di Raccolta e all’Ecostazione di Ragusa sono privi del necessario certificato di omologazione rilasciato dalla Camera di Commercio: un altro caso dell’approssimazione a 5 stelle con la quale viene amministrata la nostra città”. E’ la denuncia del consigliere comunale del Laboratorio politico 2.0 Manuela Nicita che aggiunge: “Con apposita richiesta di accesso agli atti, lo scorso 19 dicembre, ho chiesto al dirigente del Settore VI del Comune di aver copia dei certificati. Tali documenti attestano che gli strumenti utilizzati dagli enti sono conformi alla legge e che il risultato della misurazione è corretto. E’ una garanzia per il cittadino e per il Comune stesso, soprattutto se si considera che in base alla quantità di materiale differenziato che viene conferito presso i CCR e all’Ecostazione dai ragusani volenterosi viene calcolato ‘uno sconto’ sulla TARI. Dalla risposta che ho ricevuto si deduce che il Comune ha operato senza questi certificati e, quindi, le misurazioni potrebbero anche non essere veritiere”.
“Nella risposta alla mia richiesta, firmata dal dirigente del settore – continua Nicita – si legge che ‘si sta provvedendo ad ottenere le certificazioni di taratura dei piatti di bilancia’ e che ‘al momento si è comunque proceduto a bloccarne l’utilizzo’. Al momento! L’approssimazione politica grillina ha contagiato anche i dirigenti comunali? Che significa ‘al momento’? Ma anche: da quanto tempo ‘si sta provvedendo’? Sarebbe importante conoscere le date di riferimento delle singole azioni perché altrimenti sorge spontaneo il sospetto che, pur consapevoli di non essere in possesso dell’adeguate certificazioni, si è deciso di far usare ugualmente le bilance… Almeno fino a quando qualcuno non si è accorto del problema”.
“Va da sé – conclude Nicita – che sulla base di questa ‘novità’, chiunque abbia portato i propri rifiuti differenziati ai CCR o all’Ecostazione potrebbe trovarsi nelle condizioni di chiedere il massimo dello sconto previsto dal Comune o, viceversa, potrebbe essere l’Ente a dover annullare gli sconti facendo un torto a tutte quelle persone. Attendiamo, ovviamente, la solita replica che con l’usuale arroganza cercherà di minimizzare il tutto e di limitare l’ennesima magra figura di questa amministrazione approssimativa e incompetente”.

di Redazione08 Gen 2017 16:01