Per Lavima (Udc) è tutta questione di “Caciocavallo”

30 milioni di euro, per il segretario provinciale dell’Udc, sono quisquilie. Spiccioli su cui non occorre spendere ancora energie e tempo, come dire: il tempo è denaro.
Sembra questo il senso delle dichiarazioni di Pinuccio Lavima (UdC), visibilmente infastidito dalla “querelle riguardante le royalties delle estrazioni petrolifere nel territorio della ex provincia, in una disputa campanilistica ed anacronistica per la spartizione di qualche milione di euro”, scrive nella sua nota.

Insomma è tutta una diatriba tra i vari territori comunali, l’occasione propizia (verrebbe da pensare, ndr.) per rispolverare vecchie ruggini, conflitti irrisolti e sgarri mai riparati, appunto uno scontro epico, in nome del buon vecchio “campanilismo anacronistico”, ma in che senso anacronistico?
Potremmo riassumere, perciò, l’intera vicenda delle royalties, che tanto sta dividendo ed appassionando, con l’atavico quanto emblematico scontro tra modicani e ragusani. Una rivalità dal sapor medievale, naturalmente, romantica, ma anche un po’ fascisteggiante. E chi se lo dimentica Pennavaria?

Chi pensa al petrolio, alle royalties, alla legge su Ibla, all’ambiente ed all’agibilità democratica dell’emendamento dipasqualiano, si sbaglia di grosso, qui parliamo di storia, non certo quella con la “S” maiuscola, ma della nostra storia. Una storia che da sempre ci appassiona: la disputa tra cioccolatari e massari! Tra abitanti della contea e quelli della provincia. Insomma tra due modi di concepire la scaccia, la cui paternità, Modica e Ragusa, ancora si contendono.

No, non pensiamo di esagerare, forse sì, ma leggere in una nota “disputa campanilistica ed anacronistica” in riferimento al petrolio ed ad un emendamento di qualche giorno fa, ci crea non poche perplessità, non volendo dire altro. Detto ciò, ammesso e non concesso che qualcuno possa considerare 30 milioni di euro o 15 milioni di euro degli spiccioli, Lavima, alla fine della fiera, non ha tutti i torti quando dice che: “La nostra intera area deve essere interessata a una specifica progettualità per potere beneficiare di fondi contenuti nel Pon e nei finanziamenti diretti Ue, per i quali sono stati assegnati oltre 2 miliardi di euro alla Sicilia che da qui a qualche mese saranno disponibili con il Piano di sviluppo rurale “Psr” 14/20 dell’Ue e all’interno dei quali il territorio del libero consorzio può e deve giocare un ruolo da protagonista”. Una sola domanda rivolgeremmo al segretario: “L’una cosa esclude l’altra? Ossia occuparsi di royalties diviene ostativo per la redazione di un programma dettagliato per il recepimento dei fondi Ue?”

di Rosario Distefano25 Feb 2016 18:02