Il Piano del Servizio Ambientale dell’Aro Ragusa non si modifica, è corretto così!

Com’era preventivabile e come avevamo ipotizzato il “Piano di Intervento del Servizio di Igiene Ambientale dell’Aro Ragusa”, scritto dall’assessore Zanotto e approvato dalla Regione Siciliana recepisce in toto la normativa nazionale e salvaguardia tutti i posti di lavoro, compatibilmente alle prescrizioni di legge, alle esigenze della ditta.

Ieri sera si è svolto il tanto agognato incontro in Prefettura, tra Annunziato Vardè, il sindaco Piccitto e le sigle sindacali, in merito al nuovo bando per la gestione dei rifiuti a Ragusa. Un incontro fruttuoso, che è servito a pacificare gli animi e a chiarire, ai sindacati e ai lavoratori, cosa prevede in effetti il bando redatto dal Comune e in particolar modo quali tutele lavorative un’Amministrazione pubblica può garantire, alla luce dei nuovi dettami legislativi ossia compatibilmente alle esigenze della ditta che si aggiudicherà l’appalto.

Tanto rumore per nulla? Sì, sarebbe proprio il caso di dirlo. Com’era prevedibile e auspicabile a nulla sono servite le minacce, le grida ed i tentativi di intimidire il Consiglio comunale, insomma la bagarre di lunedì scorso in Aula è servita solo ad ispirare qualche titolo di giornale.

E’ vero, avevamo scritto che l’Amministrazione si era fatta “dettare” dalla Cgil la clausola per la salvaguardia dei lavoratori, una clausola che modificava il bando di gara ed il capitolato d’appalto, stravolgendo i conti dello stesso, perché sarebbero lievitati i costi del lavoro. Insomma si azzerava tutto e si ripartiva dalla Regione, che doveva tornare a vagliare il Piano. In effetti non è stato così. Spesso le apparenze ingannano, forse.
E’ vero, intorno alle 23 di lunedì scorso, il vicesindaco Iannucci e l’assessore Stefano Martorana, dopo le innumerevoli riunioni, si sono seduti con i sindacati ed hanno scritto, senza fare obiezioni, tutte le loro richieste, consci, però, della bontà, e diremmo pure dell’immodificabilità, del Piano. Nessuna preclusione al dialogo quindi, nessuna preclusione alla concertazione, ma sempre nel totale rispetto della legge, i cui limiti erano già tutti contemplati dal Piano di Intervento del Servizio di Igiene Ambientale dell’Aro Ragusa.

di Rosario Distefano02 Dic 2015 17:12