Tumino “cinguetta” con Agosta, Martorana è “Lento” e il sindaco?

“Lento” è l’aggettivo più morbido con il quale è stato definito l’assessore Stefano Martorana durante questi giorni dedicati agli strumenti finanziari del Comune di Ragusa ed ai regolamenti per i tributi che i cittadini dovranno pagare. Aggettivo utilizzato perfino da alcuni consiglieri di maggioranza (come per esempio il consigliere Stevanato) mentre più duro è stato il consigliere Massimo Agosta che, tra le dichiarazioni sulla stampa e l’atteggiamento in Commissione Risorse e in Aula consiliare, ha fatto capire, forte e chiaro, anche al primo cittadino, che più di qualcosa non va, cominciando proprio dall’assessore al Bilancio, appunto “Lento”, per capirci, è lo stesso epiteto che il sindaco Piccitto utilizzò nei confronti dell’operato dell’ex assessore Claudio Conti, poi cacciato in malo modo.
Sono stati giorni e settimane frenetiche o meglio chiacchierate, più di una persona aveva dato Martorana, l’assessore al Bilancio, per spacciato, magari proprio in favore di un sempre più insofferente Massimo Agosta, che spera, ma è un nostra personalissima idea, in una “rivoluzione” nella “rivoluzione”, insomma in un qualche rimpasto e, perché no, in un posto al sole. Quelle che nacquero come semplici voci di corridoio, sono diventate ben presto dei rumors sempre più insistenti, che di certo non pochi fastidi avranno creato in seno alla Giunta.
A pochi minuti dalla votazione della nuova Iuc, durante le dichiarazioni di voto, dopo aver archiviata la proroga sul Bilancio previsionale 2015, ecco arrivare puntuale lo “show” del consigliere Maurizio Tumino, che fraternizza con il consigliere Agosta, si dispiace, lo rincuora platealmente, per l’occasione sfumata e così mentre lo incoraggia a non demordere, a non mollare la presa, si felicita con Martorana, che ancora una volta ha salvato la sua poltrona. “Adesso – dichiara Tumino – potrà andare al mare con l’animo sereno, certo fino al 30 settembre”, giorno in cui è fissata la scadenza della proroga per l’approvazione del Bilancio.
Se la poltrona di Martorana sia seriamente a rischio non lo sappiamo, di sicuro però non è più tra gli intoccabili, foss’anche solo per le critiche rivoltegli dai consiglieri di maggiornaza, che anche ieri, in Aula, sono piovute sul suo operato, senza lesinare giudizi aspri e duri.
Mentre Tumino ironizzava sull’intera vicenda ed Agosta sorrideva, forse perché imbarazzato, sicuramente divertito, il glaciale, serafico e distaccato Martorana, che sino a pochi istanti prima era immerso nelle sue faccende, diviso tra telefonino e i talti faldoni accatastati sul banco della Giunta, si desta da quel suo presunto torpore, alza la testa ed inizia ad osservare i due consiglieri “cinguettare”. Non è più serafico, qualcosa, nella sua espressione, lo tradisce. Aspetta che Tumino finisca il suo intervento, poi si alza ed esce dall’Aula. Rientra dopo una manciata di secondi. Dopo poco entra il sindaco, si siede accanto all’assessore, parlano un po’, non più di dieci minuti, poi si alza ed esce.
Cosa c’è di strano? Nulla, se non fosse che in più di 12 ore di Consiglio comunale, il sindaco non ha mai messo piede in Aula, se non in quell’unica occasione, nonostante l’oppoizione aveva reclamato la sua presenza più volte, e poi il tempismo. Perché in quel preciso momento? E’ stato Martorana a chiamarlo? Il suo presenziare, proprio nel momento in cui le critiche si son fatte più dure, andrebbe letto come un attestato di stima? Di Fiducia? Piccitto ha voluto dire a tutti e sopratutto al suo consigliere Agosta: “Questo è il mio assessore e non si tocca!” Chissà, forse. A voler esser pignoli, come qualcuno ha fatto notare, se quella era la sua intenzione, Piccitto poteva spendere qualche parolina in difesa del suo assessore, mettendo a tacere le male lingue, ma non lo ha fatto, magari perché glielo ha chiesto Martorana o per una mera scelta di estetica.

di Rosario Distefano31 Lug 2015 15:07