Mobilitarsi per il teatro della città.

teatro concordiaDa parte del  movimento Territorio si chiede a tutta la città di mobilitarsi con forza e determinazione per la realizzazione del suo teatro. Lo si chiede a tutte le associazioni, culturali in primo luogo, ma anche socio-assistenziali e sportive, perchè sebbene con diversi scopi specifici, hanno in realtà tutte la finalità di fondo che mirano a  rendere migliore la qualità della vita a Ragusa, di far circolare idee, di creare spazi di interazione e collaborazione.  Territorio si rivolge anche  ai singoli cittadini, che condividono la convinzione che il bene più prezioso è il capitale sociale, che cresce col crescere di opportunità culturali e formative per gli adulti e, soprattutto, per i giovani, che hanno il diritto di trovare nella loro città la possibilità di spaziare fra sport, musica, cinema, teatro per aprire sempre nuovi orizzonti e confrontarsi con una molteplicità di esperienze diverse. L’appello è rivolto alle forze politiche, che hanno la responsabilità di incidere sulla costruzione del futuro della città, di additare le più opportune soluzioni,  agli intellettuali, che con la forza e la lucidità della loro cultura possono contribuire ad individuare il progetto di città più lungimirante per uno sviluppo autenticamente umano. Secondo Territorio non si tratta di individuare solamente uno spazio dove possano realizzarsi spettacoli teatrali. Ce ne sono privati, come il teatro Donnafugata o il cine-teatro dei Salesiani, e pubblici, come l’auditorium della scuola Quasimodo o il Teatro Tenda. Utili certo e apprezzabili. Ma nessuno ha mai pensato che uno di questi potesse essere “il” teatro di Ragusa, l’unico capoluogo di provincia ad esserne privo. Per il Movimento Territorio il teatro di Ragusa non può che essere lo storico Teatro della Concordia, perchè la città non può e non vuole recidere le proprie radici. Il futuro non può che poggiare sulla parte migliore del passato, quella che vide alcune famiglie ritenere negli anni ’40 dell’Ottocento che la loro privata ricchezza dovesse avere una ricaduta positiva per tutta la città e, a proprie spese, costruirono il teatro, curandone bellezza e decoro, oltre che funzionalità. Purtroppo la struttura interna dell’antico teatro è andata perduta quando l’edificio è stato adibito a cinema, ma l’esterno è ancora conservato. Il progetto già predisposto consentirà il recupero della facciata e all’interno la realizzazione di un nuovo spazio teatrale, che conterrà 480 posti. Pochi? Ma gran parte delle città italiane ha teatri con un numero pari o minore di posti. Modica, Vittoria e Noto ne sono esempi vicini. L’altro aspetto altamente qualificante é la collocazione del Teatro della Concordia nel centro storico. È irrinunciabile la valenza di rivitalizzazione che avrà un teatro funzionante, con un cartellone ricco di proposte variegate, dalle compagnie di livello nazionale alle compagnie locali, attrezzato anche per attività di laboratorio teatrale per giovani. Nei pressi insistono due parcheggi pubblici, Carmine-Putie e Poste, e un’ autorimessa privata, che possono essere usati a servizio del teatro, in occasione degli spettacoli. Per realizzare un teatro nel centro storico, inoltre, si può usufruire dei fondi della legge 61/81, cosa che non può accadere qualora si decidesse di eleggere a teatro cittadino un altro edificio dislocato altrove. L’immobile è stato già acquisito dal Comune, è stato già realizzato il progetto, quindi cambiare idea e decidere di accantonare la possibilità, ormai vicina, di riqualificare il Teatro della Concordia, significherebbe vanificare gli investimenti già effettuati e il lungo iter burocratico già percorso.

di Redazione12 Dic 2013 12:12

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