La riforma Fornero delle pensioni continua a far danni: ora tocca ai donatori Avis

inpsEcco un altro problema per gli aspiranti pensionati: quello dei contributi figurativi. Dopo la questione degli esodati, ancora da risolvere, ecco coinvolgere i donatori di sangue. Prima della riforma Fornero, i giorni dedicati alla donazione di sangue ed emoderivati concorrevano nel calcolo dell’assegno per la pensione, anche per quella anticipata (ex di anzianità). Si è invece scoperto che la donazione di sangue non rientra più tra queste giornate, e che questo crea enormi problemi al raggiungimento della soglia per andare in pensione. Al momento, chi si ritrova questo ammanco ha due alternative: lavorare per i giorni “mancanti”, oppure accettare il decurtamento del 2% dall’assegno della pensione.
Il sangue si può donare fino a quattro volte ogni anno. Chi va a donarlo ha sempre goduto del diritto di non presentarsi al lavoro senza perdere stipendio o copertura previdenziale. La situazione ora prende contorni paradossali: se contiamo 40 anni di contributi, per 4 donazioni all’anno, abbiamo ben 160 giornate lavorative da recuperare. In pratica, chi ha donato il sangue rischia di vedersi allontanare la pensione di sette o otto mesi, in cambio di questo servizio reso alla comunità. Il problema non è soltanto di chi ha donato il sangue nel corso della sua carriera lavorativa e si trova ingiustamente penalizzato, ma anche di chi il sangue deve e dovrà riceverlo. L’attuale situazione legislativa rischia di essere un serio disincentivo per le donazioni di sangue in futuro.Il caso è scoppiato dall’Avis di Cremona. Ragusa cosa dice?

di Veronica Barbarino10 Ott 2013 11:10

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