Chirurgia a Ragusa: Nuovi metodi di approccio ai casi più difficili

chirurgiaCi sono state nei  giorni scorsi delle polemiche sulla chirurgia dell’ ospedale civile del capoluogo. Soprattutto con il caso della ragazza con una lesione al fegato ricoverata al pronto soccorso  la settimana scorsa. Oggi l’Asp di Ragusa guidata dal Commissario  Aliquò ci fa sapere che sono in corso delle azioni mirate a  garantire una buona qualità dell’assistenza  anche alla luce delle crescenti richieste dei cittadini.  Certamente la qualità dell’assistenza è il risultato finale di un complesso intreccio di fattori che sintetizzano le capacità di gestione di un sistema sanitario, dove operano a diversi livelli macro (regionale); meso (management aziendale) e micro (medici, infermieri ed operatori sanitari erogatori di servizi), il grado di razionalità nell’uso delle risorse disponibili, le sue competenze nel governo delle innovazioni biomediche e, non ultime, di gestione del rischio tanto quanto la sua capacità di indirizzare i comportamenti professionali degli operatori verso scelte diagnostico-terapeutiche giuste ed efficaci.  “Questo l’obiettivo che l‘Azienda Sanitaria di Ragusa ha voluto rimarcare ed enfatizzare nell’istituzione di un gruppo di lavoro per l’elaborazione di Linee Guida, protocolli e percorsi di “privileges” iniziando dall’ambito della disciplina della chirurgia generale”, ha dichiarato il Commissario Straordinario dell’ASP, arch. Aliquò. Ancora, è altresì “importante programmare interventi finalizzati alla sicurezza dei pazienti mediante l’utilizzo di strumenti e metodologie che rendono esplicito, quali prestazioni sanitarie, il singolo medico sia in grado di effettuare, in funzione delle rispettive qualifiche, delle proprie competenze, delle esperienze maturate nel corso delle proprie attività professionale e sulla base dei volume di attività realmente erogati e dei relativi esiti.  Abbiamo voluto, come primo atto, partire dalla Chirurgia Generale, perché è uno dei settori più   a rischio; infatti è compito dell’organizzazione elaborare un metodo per garantire l’intervento chirurgico nel modo più corretto”.  Secondo la letteratura l’intervento chirurgico in paziente sbagliato, con procedura sbagliata, in parte del corpo sbagliata è un evento tanto comune nelle organizzazioni sanitarie da destare allarme. Questi errori sono la conseguenza di un difetto di comunicazione (inefficace o inadeguata) tra i membri dell’equipe chirurgica, del non coinvolgimento del paziente nella marcatura del sito chirurgico e della mancanza di procedure per la verifica del sito chirurgico. Inoltre, spesso intervengono altri fattori favorenti, quali l’inadeguatezza della valutazione del paziente, l’inadeguatezza della verifica della documentazione clinica, una cultura refrattaria alla comunicazione aperta tra i membri dell’equipe chirurgica, problemi dovuti all’illeggibilità della calligrafia e l’utilizzo di abbreviazioni.  Il sistema dei “privileges” – aggiunge Aliquò  – consentirà pertanto di garantire la sicurezza dei pazienti attraverso la definizione delle capacità interventistiche e assistenziali della struttura e di ogni singolo operatore. SI tratta di un altro passo verso una sanità in funzione dei bisogni delle persone.

Il gruppo di lavoro che si occuperà di tutto questo è composto dal: Direttore Sanitario Aziendale, i direttore sanitari dei presidi ospedalieri di Ragusa, Modica e Vittoria, un Dirigente dell’U.O. di Chirurgia, il Dirigente dell’Ufficio Qualità, il dirigente del Rischio Clinico, il Responsabile della Direzione   dello Sviluppo Organizzativo e Risorse Umane ed il Responsabile dell’Ufficio Formazione.

di Redazione10 Lug 2013 14:07