Festa di San Giorgio. In piena austerità.

San Giorgio“I problemi economici che ci attanagliano, le tante insicurezze con cui il
mondo ci soffoca, le sofferenze e le malattie che potrebbero attaccarci non ci
distolgano mai dal proposito di essere fedeli a Cristo. Al contrario, dobbiamo
rinnovare la carità, perché sappiamo che una fede senza le opere è morta e
che è dando che si riceve”. E’ il messaggio lanciato questa mattina dal parroco
del Duomo di Ibla, don Pietro Floridia, aprendo i solenni festeggiamenti in
onore del glorioso patrono di Ragusa, San Giorgio, che proseguiranno per
tutta la settimana sino a domenica 26 maggio. “Dobbiamo riaccendere la
speranza – ha aggiunto don Floridia durante la celebrazione eucaristica di
questa mattina nel corso della quale sono state impartite le prime comunioni
– con la consapevolezza che il bene e i valori cristiani si affermeranno al di
là del male che sembra dominare il mondo e con queste virtù lavoreremo per
gettare le fondamenta di un mondo più giusto e fraterno”.
Nel corso della settimana previsti vari turni per cercare di tenere aperta la chiesa anche perché sono numerosi, soprattutto nel week-end, come già accaduto oggi, i turisti   in visita e sarebbe davvero un peccato non riuscire a garantire nel modo   migliore una iniziativa che, tra l’altro, punta su specifiche finalità a sostegno  dei bisognosi. Intanto si accende la prima polemica e riguarda la Banda di san Giorgio.  Senza soldi non si canta messa ma neanche si suona in processione e il PD ha inviato  una  nota nella quale il  Partito  manifesta la propria solidarietà  all’ associazione culturale musicale San Giorgio 1892 relativamente alla decisione del commissario straordinario di decurtare gli interventi della banda in occasione dei solenni festeggiamenti di San Giorgio previsti per il 24, 25 e 26 maggio. “Non dimentichiamo che nella nostra città – dice il segretario cittadino Giuseppe Calabrese – l’associazione riveste un ruolo socio-culturale di primaria importanza. Ecco perché chiediamo che si ponga rimedio ad una decisione iniqua, individuando una soluzione che metta d’accordo sia le necessità di risparmio economico che il mantenimento delle tradizioni consolidate da secoli”.

 

di Direttore19 Mag 2013 19:05