Un aggiornamento per il caso degli intossicati.

braciereUn aggiornamento sulla notizia degli intossicati da un braciere pubblicata sul nostro sito in mattinata. Siamo infatti riusciti a ricostruire la dinamica dell’incidente domestico. Intorno alle sei di questa mattina si è presentata al pronto soccorso una giovane donna, di origine slava, che presentava degli strani sintomi. La ragazza infatti accusava giramenti di testa, nausea e mancanza d’aria. Il dott. Giuseppe Molino, di guardia al pronto soccorso di Ragusa, ha incominciato ad indagare per arrivare alle cause di questo malessere e finalmente ha appurato che la donna aveva dormito in una stanza dove era acceso un braciere. Preoccupato anche per la sorte degli eventuali familiari il dott. Molino ha allertato la Polizia che dopo breve ricerca ha individuato l’abitazione della donna. All’interno della casa i poliziotti hanno trovato altre 5 persone che presentavano gli stessi sintomi. Trasportati dunque in ospedale per tutti e sei si è reso necessario il ricovero in altri ospedali muniti di camera iperbarica. E così il primario Dott. Pino ha accompagnato in autoambulanza i primi tre all’ospedale di Siracusa e gli altri tre sono finiti a Catania. Da dire che il dott. Pino, proprio a causa della mancanza di personale, ha dovuto chiedere la collaborazione di un medico che oggi risultava in ferie per poter fare da accompagnatore nell’ambulanza diretta a Catania. I sei ricoverati non sono in pericolo di vita ma si è resa necessaria la permanenza in camera iperbarica per escludere delle ripercussioni in ambito neurologico variabili in relazione al tempo durante il quale si è respirato il monossido di carbonio. persone, di cui due bambini, che presentavano gli stessi sintomi. Fortuna dunque che il dott. Molino si è attivato chiamando la polizia perchè senza nessuna segnalazione probabilmente le persone nella casa avrebbero subito conseguenze più gravi. Resta comunque il problema del personale medico al pronto soccorso. I dottori che svolgono il lor compito in questo caso sono stati in grado di superare tutte le difficoltà ma è necessario potenziare questo reparto, che è quello di primo intervento e che può salvare davvero la vita delle persone. Proprio nella chirurgia d’urgenza non è possibile risparmiare.

di Redazione10 Dic 2012 11:12