Mommo: basta con la vecchia politica. Adesso Modica.

Mommo CarpentieriChe il PDL abbia bisogno di una revisione completa lo sanno tutti. Purtroppo, però, il partito è eccessivamente agli schemi voluti dalla dirigenza regionale e locale che non si è mai curata delle richieste provenienti dalla base del partito. Ultimamente, addirittura, il partito ha fatto come lo struzzo: ha messo la testa nella sabbia sperando in questo modo di non venir spazzato via dal temporale. E così invece di organizzarsi e scendere in campo con tutte le sue armi ha preferito subire e sperare. Ma non è andata bene. Ed il futuro è ancora meno roseo proprio perchè non ci sono segnali di ripresa.

E’ vero che ora ci saranno le primarie per la leadership nazionale, ma sembrano confusionarie ed improvvisate se le si confrontano con la organizzazione del PD. Localmente poi si continuano a registrare defezioni ed abbandoni e la dirigenza non è in grado di arginare questo processo. E’ la volta di Mommo Carpentieri che aveva già dato segnali di insofferenza subito dopo i risultati delle elezioni regionali. L’ex assessore provinciale aveva detto in una sua nota di sentirsi tradito dal partito e quindi si sarebbe comportato di conseguenza. Oggi arriva la sua autosospensione. Un gesto provocatorio, dice lui, ma anche una precisa strategia in vista delle elezioni amministrative nella sua città. Da notare un passaggio: la parola territorio scritta con la maiuscola. Vorrà dire qualcosa? Ecco comunqnue il suo documento:

“La lettera di oggi è frutto di un’attenta riflessione fatta non dal 29 ottobre (come qualcuno malignamente dirà) ma da quando, durante la mia avventura nell’ultima competizione in cui sono stato impegnato, mi sono reso conto di come l’attuale politica fatta dai partiti (e dal mio in particolare), sia lontana dal mio modo di vedere e pensare l’impegno civile e politico. Durante tutta la campagna elettorale ho sentito da chiunque – ed ho fatto mie – le istanze inascoltata della gente comune, che questo modo di fare politica ha messo in secondo piano. Nonostante questa fortissima ventata di antipolitica, siamo stati i più votati a Modica, a dimostrazione del fatto che essere vicino alla gente, comunque, paga sempre! Forza Italia prima ed il Pdl poi, a livello nazionale (ed a cascata a tutti i livelli, fino a Modica), inseguiva un sogno liberale e meritocratico, più volte messo in secondo piano, in questo ultimo periodo. Oggi più che mai, alla luce del risultato elettorale regionale, bisogna recuperare ed appassionare chi (più della metà degli aventi diritto) non si è recato alle urne, bocciando sonoramente questa classe dirigente. Quale segnale attendiamo più forte? Quanto consenso dovrà conquistare il comico Beppe Grillo (ed il suo movimento), prima di renderci conto che bisogna fermarsi per ripartire? Io, oggi, ho deciso di scendere da questo treno in corsa, prima che esso vada a sbattere inesorabilmente (non per viltà ma per dare un segnale forte che, spero, venga raccolto). A tre settimane dal peggior risultato elettorale di sempre, il Pdl modicano (e ragusano) non ha prodotto alcuna analisi politica e neppure una bozza di linea strategica, in vista delle scadenze ormai alle porte. Non è questa la reazione che gli iscritti e i militanti si attendevano. Questo Pdl non è quello per cui io ho speso, giorno e notte, tanti anni della mia vita e necessita di una radicale ricostruzione. Oggi mi autosospendo, chiedendo la costituzione di un nuovo partito che sia più snello, meno conflittuale, più giovane. Fatto cioè non solo di giovani ma di persone giovani (politicamente parlando), preparate, che si siano fatte le ossa sul territorio di appartenenza. Un partito meritocratico insomma, non più un partito solo immagine. Un partito che riacquisti il contatto diretto con l’elettorato, andando in piazza. Non ne faccio, quindi, una questione personale né, come mostra il tempo trascorso, una decisione avventata. La mia autosospensione vuole dare un segnale chiaro ad un Partito ed un progetto per il nostro Territorio, da ricostruire che, continuando così, disgusterà ed allontanerà sempre più. La mia intenzione è quella di lavorare per Modica, la mia città, stretta oggi fra “due personaggi” (rispettabilissimi, sempre umanamente) che rappresentano il passato e che si rimbalzano le colpe dell’attuale situazione finanziaria della quale, secondo me, sono corresponsabili, poiché nessuno dei due ha fatto qualcosa per consentire alla Città di risollevarsi. Oggi, appunto, non mi appassiona la ricerca della responsabilità ma inseguo la ricetta per far guarire il “malato grave” che è la nostra amata Modica. Non oso immaginare cosa vorrebbe dire il dissesto per la mia città: temo per i tanti dipendenti (diretti ed indiretti) del Comune che perderebbero il proprio posto di lavoro, per non parlare del carico fiscale che sarebbe sempre più insopportabile per una comunità già in ginocchio. Sto già lavorando ed elaborando, con alcuni amici e professionisti della città, proposte affinché si possa remare tutti in un’unica direzione. Al di là dei partiti e delle ideologie, con la mente al futuro e non al passato! Adesso è il momento di assumersi le responsabilità, per chi ha lavorato sempre per l’interesse della Città. Adesso è arrivato, per tanti giovani, il momento di impegnarsi in prima persona. Adesso Modica”.

di Redazione24 Nov 2012 11:11