Utilizzo di un immobile di proprietà della Camera di Commercio
Utilizzo di un immobile di proprietà della Camera di Commercio
Il Libero Consorzio Comunale di Ragusa a fianco dell’associazione “Così Come Sei” in un progetto ambizioso, per promuovere la piena inclusione di persone con disabilità, grazie alla sinergia con la Camera di Commercio del Sud Est. Il percorso condiviso con l’associazione, già avviato dalla precedente amministrazione, è stato pienamente sostenuto e rilanciato dalla presidente Maria Rita Schembari, che ha sottolineato l’importanza di offrire risposte concrete ai bisogni delle persone più fragili e delle loro famiglie. Grazie alla collaborazione con l’ente camerale, è stato sottoscritto un contratto di concessione –della durata di dieci anni, rinnovabile– per l’utilizzo di un immobile di proprietà della Camera di Commercio in via delle Madonie, destinato a diventare un presidio stabile per l’accoglienza e il supporto delle persone con disabilità, anche con gravi compromissioni psico-sensoriali. "Siamo a fianco delle associazioni che si spendono ogni giorno in progetti di così alto valore sociale. Attenzione alle famiglie, vicinanza ai più fragili, capacità di ascolto: questi sono i segni tangibili dell’impegno delle istituzioni in un territorio. Una società sana è quella che cammina insieme, che non lascia indietro nessuno, che prende per mano gli ultimi per andare tutti alla stessa velocità. Ringrazio di cuore i volontari di ‘Così Come Sei’ per la passione e la dedizione con cui ogni giorno costruiscono possibilità concrete di vita autonoma e inclusione per questi ragazzi. Il Libero Consorzio continuerà ad essere parte attiva di questo percorso di civiltà", evidenzia la presidente Maria Rita Schembari. Parte integrante di questo iter la collaborazione con la Camera di Commercio del Sud Est, che ha sottoscritto il contratto di concessione di un immobile in via delle Madonie a Ragusa. "È un grande piacere constatare questa comunione di intenti tra istituzioni pubbliche e realtà del terzo settore. Quando l’obiettivo è condiviso tra pubblico e privato, i risultati non possono che essere positivi. La Camera di Commercio, che rappresenta tutte le imprese del territorio, ha il dovere morale e istituzionale di sostenere iniziative che contribuiscano al benessere collettivo. L’assegnazione dell’immobile di via delle Madonie al LCC di Ragusa, per essere destinato ad una realtà no profit come ‘Così Come Sei’, è un esempio concreto di come si possa vivere il territorio con una visione socio-economica integrata. Senza attenzione al sociale, l’economia non può crescere in modo equilibrato. Lo sviluppo passa anche, e soprattutto, dalla capacità di includere", dichiara il commissario della CamCom del Sud Est, Antonino Belcuore. L’immobile ospiterà un Centro Diurno per Disabili, una Comunità Alloggio e, successivamente, un Cohousing Familiare. La struttura sarà finalizzata al recupero e al mantenimento dell’autonomia individuale, con l’obiettivo di garantire non solo assistenza, ma anche dignità e prospettive di inserimento sociale. Un presidio che vuole essere anche una risposta concreta alle esigenze del “durante noi” e del “dopo di noi”. Fondamentale il lavoro degli uffici provinciali che, tramite il settore Servizi sociali, stanno portando avanti l'iter amministrativo attuare le misure previste con il finanziamento regionale di 100 mila euro approvato con Legge regionale 3 del gennaio 2025. In particolare, si garantiranno le attrezzature, gli arredi e tutti i materiali necessari alle attività previste dal progetto. Il settore Lavori pubblici ha invece sviluppato il progetto di adeguamento a Centro Diurno dei locali concessi e sta definendo il progetto generale per il Cohousing Familiare.
Gaetano è libero.
Gaetano è libero.
Questa sera intorno alle ore 20:20 si è concluso Il rapimento del ragazzo diciassettenne di Vittoria figlio di un imprenditore del reparto ortofrutticolo. Gaetano, questo il suo nome, è stato notato a piedi vicino al commissariato della polizia.
Secondo quanto è stato riferito da qualche presente un giovane che si trovava sul posto lo ha riconosciuto e quindi assistito accompagnandolo fino all’ingresso dell’ufficio di polizia di fronte. Le autorità cercano di chiarire le circostanze dell’accaduto.
Al momento non risultano denunce né interventi ufficiali, e non sono stati forniti dettagli sul motivo della presenza del ragazzo in zona o sul tipo di assistenza ricevuta. Le forze dell’ordine hanno confermato che eventuali approfondimenti proseguiranno nel rispetto delle procedure standard.
Inaugurata la 50ª edizione della Fiera Agroalimentare Mediterranea
Inaugurata la 50ª edizione della Fiera Agroalimentare Mediterranea
Con grande entusiasmo e una folta partecipazione di autorità e pubblico, questa mattina è stata ufficialmente inaugurata la 50ª edizione della Fiera Agroalimentare Mediterranea (Fam), evento simbolo del settore agroalimentare e zootecnico del territorio. La cerimonia di apertura si è tenuta nella nuova e funzionale location di via Prof. Vincenzo Malfitano, segnata dal tradizionale taglio del nastro affidato al sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, alla presenza di numerose autorità istituzionali e rappresentanti politici. Tra le personalità di spicco presenti all’evento figurano l’assessore regionale all’Energia Giuseppe Colianni, il leader di Grande Sicilia Mpa Raffaele Lombardo (già presidente della Regione Siciliana), gli europarlamentari Marco Falcone e Ruggero Razza, e tutti i vertici delle istituzioni locali, compresa la deputazione iblea. A supportare l’organizzazione, offrendo un contributo significativo, il consigliere comunale Salvatore Battaglia, che ha sottolineato l’importanza di questa edizione speciale. Durante la cerimonia, il primo cittadino, accompagnato dall’assessore allo Sviluppo economico, Giorgio Massari, e dal resto della Giunta municipale, ha dichiarato: “Oggi celebriamo non solo una fiera, ma mezzo secolo di storia e tradizioni che raccontano il cuore pulsante del nostro territorio. La Fam rappresenta un punto di incontro tra passato e futuro, tra innovazione e radici profonde. La scelta della nuova location in via Prof. Vincenzo Malfitano è una scommessa vinta, uno spazio che valorizza al meglio gli espositori e l’esperienza dei visitatori”. Il consigliere Battaglia, figura chiave nell’organizzazione dell’evento in qualità di consigliere competente, ha affermato: “È stato un impegno importante, ma siamo orgogliosi di aver contribuito a rendere questa edizione unica. Abbiamo lavorato per garantire un’esperienza coinvolgente per tutti, valorizzando le eccellenze del nostro territorio e offrendo spazi adeguati per espositori e visitatori”. L’edizione di quest’anno non rappresenta solo una tappa temporale, ma un vero e proprio viaggio attraverso la storia dell’agroalimentare mediterraneo. Una mostra fotografica con scatti d’epoca celebra i 50 anni di attività, offrendo ai visitatori uno sguardo affascinante sul passato della fiera e sulle evoluzioni del settore. L’apertura di oggi, venerdì, ha visto protagonisti la mostra della razza modicana e il laboratorio “Il casaro in azione”, che ha affascinato il pubblico con dimostrazioni pratiche sulla produzione casearia. Particolarmente apprezzato il laboratorio sul cosacavaddu ibleo, con la partecipazione straordinaria di Valentina Bergamin e l’animazione garantita dall’allevatore Alessandro Criscione. Domani, sabato, sarà dedicato alla biodiversità, con la mostra del cavallo indigeno e l’evento “Dalla civiltà dei massari alla Fam di oggi: 5 secoli di storia”, che vedrà la partecipazione di esperti del settore e storici locali. Non mancheranno i concorsi dedicati ai formaggi DOP e gli spettacoli equestri. Domenica, spazio alle gare di conduzione per giovani e adulti, con premiazioni finali e un evento enogastronomico d’eccellenza: il Festival dei Formaggi Iblei. In programma anche degustazioni guidate e spettacoli equestri.
Per agevolare l’afflusso del pubblico, sono disponibili bus navetta gratuiti con partenza dal Palaminardi negli orari di apertura della fiera (dalle 9,30 alle 21,30), un servizio pensato per garantire un’esperienza comoda e accessibile a tutti. La 50ª edizione della FAM si preannuncia un evento imperdibile, capace di unire tradizione e innovazione, offrendo un ricco panorama delle eccellenze agroalimentari e zootecniche del Mediterrane
Le villette a Marina? La cosa si complica
Le villette a Marina? La cosa si complica
Dopo la segnalazione del consigliere Calabrese relativa all'acquisto all' asta ( dicono 6milioni e mezzo di euro) , da parte di una società di costruzioni, di un terreno di contrada Gaddimeli (in linea d'aria sopra il porto e villaggio Gesuiti) è intervenuto con una lettera al Sindaco, Filippo Spadola consigliere di amministrazione della Assap E.Criscione Lupis, C. Boscarino, C. Moltisanti, associazione proprietaria della suddetta area edificabile.
Nella nota Spadola evidenzia che pur essendo perfettamente consapevole che quel terreno sarebbe stato venduto all'asta, perché questa è la decisione presa a suo tempo, trova però inaccettabile l'aver dovuto scoprire solo a pochissimi giorni dalla scadenza, e per di più in via
informale e casuale, che l'asta era già pubblicata da giorno 1 agosto con la possibilità di fare offerte dal 15 al 19 settembre.
Sul piano formale niente da eccepire, continua Spadola nella nota, tuttavia era stato chiesto a più riprese che fosse evitato agosto e che a cura della Assap stessa fosse data adeguata pubblicità. Proprio per la consapevolezza della rilevanza della cosa.
Dunque pur d' accordo alla vendita e non obiettando sul piano della legittimità, Spadola si dichiara obbligato a prendere le distanze da questi modi giudicati discutibili. Infine Filippo Spadola chiede di sapere se il presidente della Assap fosse al corrente dei tempi dell'asta.
Insomma come avrebbe detto Shakespeare " c'è del marcio" a Marina di Ragusa. Calabrese aveva lanciato il grido d'allarme facendo notare che quei terreni secondo il PRG, (vedremo se poi è vero) non prevedono la possibilità di costruire villette ma solo un albergo con diversi piani e forse un parcheggio pubblico. Ora sappiamo che a Ragusa, in questo settore e non solo, nulla è più certo dell'inciucio. Sappiamo che tanti sono bravi a pubblicare bandi in piena estate con soli 3 giorni di tempo per partecipare. Sappiamo anche che, se fosse vero quanto detto da Calabrese che parla di un progetto della suddetta società acquirente con 150 villette, considerata la location e un valore stimabile di 500 mila euro ciascuna ( di più secondo noi) fanno un rientro totale, lordo, di 75 milioni di euro che sono in grado di aprire porte, cambiare date e così via.
Non sappiamo quale possa essere il reale valore dell'area della quale si è parlato molto durante l'iter del PRG ma 6,5 milioni si spendono se si ha, non la certezza ma almeno delle assicurazioni importanti sulla loro edificabilità. Qualcuno dice che intorno al porto di Marina ci troveremo a breve di fronte ad una enclave...maltese. Nulla di male ma è importante la legittimità.
La giornata "marittima" mondiale
La giornata "marittima" mondiale
La tutela degli ecosistemi marini rappresenta una priorità globale, fondamentale per la salute del pianeta e il benessere delle generazioni future. I mari e gli oceani svolgono un ruolo cruciale nel regolare il clima, nel garantire biodiversità e nel sostenere economie e comunità costiere. Salvaguardarli significa non solo proteggere l’ambiente, ma anche promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo. È per questo che le strategie di conservazione marina richiedono un impegno condiviso, scientificamente fondato e concretamente attuabile.
Abbiamo ripreso un articolo di Interris.it, che in occasione della Giornata Marittima mondiale, ha intervistato il professor Alberto Felici, direttore del Master “MARAC” dell’Università di Camerino su quale è il significato della Giornata Marittima mondiale?
“E’ una delle ricorrenze promosse dalle Nazioni Unite per la tutela dell’ecosistema marino. Noi del Master Marac collaboriamo da tempo con l’ONU, in particolare con l’UNRIC – West Europe. Siamo direttamente coinvolti nella promozione di queste giornate, che non servono solo a ricordare l’importanza del mare, ma anche a riportare l’attenzione su tematiche cruciali legate alla sua salvaguardia. È un’occasione per fare il punto della situazione, verificare lo stato dell’Obiettivo 14 dell’Agenda ONU – quello dedicato alla vita sott’acqua – e per valutare anche altri obiettivi collegati al mare. Serve a capire dove siamo arrivati, cosa è stato fatto e quali azioni correttive o implementazioni siano necessarie”.
Quali sono le principali minacce alla biodiversità marina e quali gli interventi urgenti per tutelare l’ecosistema?
“La minaccia più grave è rappresentata dai cambiamenti climatici. Le variazioni di temperatura e composizione chimica del mare stanno alterando profondamente l’ambiente marino, spingendo le specie autoctone a spostarsi e favorendo l’ingresso di specie aliene, che modificano gli equilibri esistenti. Questi cambiamenti incidono su molti aspetti, ad esempio sulla capacità dei molluschi di costruire gusci resistenti, aumentando la loro vulnerabilità. Il risultato è una trasformazione profonda dell’ecosistema. In futuro si raggiungerà un nuovo equilibrio, ma non è detto che l’uomo possa ancora farne parte. Come è già accaduto nella storia evolutiva, prima i dinosauri, poi i mammiferi, se cambia l’ambiente, cambiano anche le specie che possono abitarlo. Il vero problema non è l’ambiente in sé, ma la nostra capacità di adattarci”. Cosa si può dunque fare. “Agli studenti si insegna, oltre alle competenze tecniche, a guardare con il cuore al mare e a chi ci lavora. Li formiamo alla sostenibilità quotidiana: ogni piccolo gesto può fare la differenza, soprattutto se condiviso da chi lavora sul mare ma anche da chi vive sulla terraferma e ne beneficia indirettamente. Il nostro approccio è stato lungimirante in più di un’occasione. Abbiamo evidenziato il problema del granchio blu circa un anno e mezzo prima che esplodesse, non perché fossimo ‘veggenti’, ma perché avevamo letto i segnali. Abbiamo adattato i nostri corsi a questa emergenza, come avevamo già fatto per la gestione degli sversamenti in mare, formando studenti che si sono rivelati fondamentali, ad esempio, durante l’incidente della Costa Concordia. Il nostro obiettivo è spostare l’attenzione su tutte le aree coinvolte nella filiera del mare, anche quelle che non lo vivono direttamente. Turismo, consumo, abitanti dell’entroterra: tutti devono adottare un approccio nuovo e responsabile. La tutela del mare inizia anche da terra”.
Fine dei debiti!!!!
Fine dei debiti!!!!
50ª edizione della Fiera agroalimentare mediterranea
50ª edizione della Fiera agroalimentare mediterranea
Tutto pronto per la 50ª edizione della Fiera agroalimentare mediterranea (Fam), uno degli eventi più attesi nel panorama agricolo e zootecnico siciliano, che si terrà da venerdì a domenica nella nuova location di via Prof. Vincenzo Malfitano a Ragusa. Un’edizione speciale che segna mezzo secolo di storia, evoluzione e legame con il territorio, simbolo dell’identità agricola e zootecnica della provincia iblea.
La presentazione ufficiale si è svolta questa mattina a palazzo di Città, con la partecipazione delle principali autorità istituzionali e degli enti coinvolti nell'organizzazione dell’evento. Un legame profondo con il territorio. Il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, ha sottolineato l’importanza della manifestazione: “Sappiamo quanto l’economia di Ragusa e dell’intera provincia si basi sullo sviluppo del comparto agroalimentare. Questo settore rappresenta le fondamenta sociali ed economiche della nostra città. La Fam è il momento della celebrazione, dell’impegno e dell’identità condivisa. Quest’anno inauguriamo una nuova location, più vicina al contesto urbano, una scelta che avvicina la fiera alla città e viceversa, rafforzando il legame tra comunità e territorio”. Anche Maria Rita Schembari, presidente del Libero consorzio comunale di Ragusa, ha evidenziato il sostegno dell’ente: “È nostro dovere supportare una manifestazione così significativa. L’agricoltura e l’allevamento rappresentano la nostra storia e il nostro futuro, grazie anche alle innovazioni tecnologiche che permettono un’agricoltura più sostenibile e un allevamento estensivo di qualità”. Il commissario straordinario della Camera di Commercio del Sud Est, Antonino Belcuore, ha ribadito la solidità della manifestazione: “Cinquant’anni di attività confermano la sostanza della Fam. La fiera racconta un territorio che vive e prospera grazie alle sue risorse naturali e alle sue imprese. La Camera di Commercio non può che essere presente per favorire e sostenere un’iniziativa di tale rilevanza”. Dall’Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia, il direttore Giovanni Siino ha messo in evidenza l’importanza del supporto tecnico: “Siamo orgogliosi di collaborare, offrendo assistenza tecnica agli allevatori del territorio. Il nostro obiettivo è valorizzare prodotti d’eccellenza come il Ragusano Dop, che merita di essere conosciuto e apprezzato non solo in Italia, ma nel mondo”. Giorgio Massari, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Ragusa, ha evidenziato il valore storico e culturale della fiera: “La Fam non è solo un evento economico, ma un momento di riscoperta della nostra identità. Quest’anno festeggiamo i 50 anni della fiera moderna, ma le radici di questa manifestazione risalgono a oltre un secolo fa come testimonia il riconoscimento che abbiamo recuperato e che premia un allevatore di Ragusa già nel giugno del 1925. Inoltre, siamo lieti di annunciare che Ragusa è stata designata ‘Città del Formaggio 2026’ dall’Onaf, un riconoscimento che ci permetterà di valorizzare ulteriormente le nostre eccellenze”. Alla conferenza stampa erano presenti anche il presidente del Consiglio Comunale Fabrizio Ilardo, il vicesindaco Gianni Giuffrida, gli assessori Elvira Adamo e Andrea Distefano, i consiglieri comunali Salvatore Battaglia e Sergio Schininà, e i rappresentanti del Consorzio Provinciale Allevatori, che sta curando l’organizzazione dell’evento. C’erano anche i rappresentanti di Baps, Progetto Natura, Despar, Ragusa Latte, Colacem, Iabichella, Spadola e Sallemi carburanti che stanno sostenendo la kermesse. La 50ª edizione della FAM offrirà un ricco calendario di eventi: mostre zootecniche, degustazioni di prodotti tipici, workshop dedicati all’innovazione agricola, convegni tematici e spazi dedicati alle eccellenze del territorio. L’obiettivo è promuovere la sostenibilità, la qualità e le tradizioni che fanno della provincia di Ragusa un punto di riferimento nel settore agroalimentare. Un’occasione imperdibile per operatori del settore, famiglie e visitatori curiosi di scoprire le meraviglie di un territorio che continua a crescere e innovarsi nel rispetto delle proprie radici.
Paga per quello che butti nella spazzatura.
Paga per quello che butti nella spazzatura.
Il circolo Legambiente di Ragusa interviene sulla questione del bando per la raccolta dei rifiuti a Ragusa che deve essere pronto al più presto visto che l'affidamento alla ditta Busso è scaduto da un po'. E' necessario migliorare alcuni servizi e insistere soprattutto nella comunicazione.
Lunedì 15 settembre, si legge nella nota, abbiamo partecipato ad un incontro presso la sede della SRR, sulla nuova gara
di igiene urbana del comune di Ragusa. Quanto abbiamo appreso nel corso dell’incontro ci ha lasciato
quantomeno meravigliati. E’ certamente meritorio che si voglia introdurre la tariffazione puntuale in
base al principio cardine europeo del PAYT “pay as you throw” ovvero paga per quello che butti, ma
questa buona intenzione viene vanificata dal fatto che non si prevede di fare informazione lasciando
al nuovo gestore alcuni compiti del tutto insufficienti con una stanziamento di appena 24.000 € a
fronte dei 114.000 € dell’appalto uscente. Già è stata insufficiente l’informazione nell’attuale gara,
figurarsi con risorse pari a meno di un quarto.
Per centrare gli obiettivi europei di preparazione al riutilizzo e riciclo dei rifiuti urbani (65% al 2035),
occorre agire per aumentare congiuntamente quantità e qualità della raccolta differenziata e gli
schemi di tariffazione puntuale si sono rilevati efficaci nel conseguire tassi di RD molto elevati come
emerge dalla delibera ARERA 43/2025/Rif/R dell’11 febbraio 2025 “ Chiusura dell’indagine
conoscitiva, avviata con deliberazione dell’Autorità 41/2024/R/rif, sui criteri di articolazione dei
corrispettivi applicati nel servizio di gestione dei rifiuti urbani “. Dalle informazioni rese dai gestori
in tariffa puntuale, emerge la necessità di affiancare alla leva tariffaria opportune “buone pratiche”
gestionali quale l’informazione puntuale la c.d. KAYT – “Know As You Throw”, conosci quello che
butti: frequenti campagne di comunicazione e sensibilizzazione ambientale che hanno bisogno per
avere efficacia di investimenti di almeno 2-3 €/ab./anno.
A ciò vanno affiancati sistemi di segnalazione di violazioni con tempestivo riscontro all’utenza,
attività di vigilanza e controllo capillare per accertare e scoraggiare i comportamenti scorretti, utilizzo
di misure per prevenire fenomeni di abbandono e commistione, in un processo di monitoraggio
continuo anche per individuare eventuali interventi di revisione dell’impostazione. Ù
La realizzazione di un sistema di tariffazione puntuale è un progetto complesso che richiede il
contributo di molteplici fattori e la partecipazione e la sinergia di diverse aree organizzative, oltre al
coinvolgimento attivo degli utenti. Non si improvvisa. Invece tutto ci sembra in balia
dell’improvvisazione. La motivazione addotta alla mancata previsione nel bando di gara di risorse
economiche per l’informazione puntuale è stata che non ci sono risorse.
Riteniamo la decisione profondamente sbagliata perché le risorse si possono recuperare trasferendo
nei costi generali il costo degli attuali dipendenti di ruolo impiegatizio (solo considerando i sesti,
settimi e ottavi livelli e il dirigente si recupererebbero più di 400.000 € anno). Tutti i servizi di igiene
urbana, infatti, si dimensionano in base al personale che va su strada. I costi per attività organizzative
e amministrative rientrano nelle spese generali. Le risorse per la comunicazione, inoltre, si possono
reperire recuperando le somme che dovevano essere spese, e non lo sono state, per la distribuzione
porta a porta dei mastelli (la distribuzione è avvenuta per punto, tanti cittadini non hanno ritirato i kit,
e non avendo i mastelli hanno abbandonato i rifiuti a terra) e recuperando, se non è stato già fatto, le somme dovute al comune dal gestore per il mancato raggiungimento del 75% di raccolta differenziata
e la per la compartecipazione ai maggiori costi di selezione. Le risorse ci sono: basta volerle trovare.
La protesta dei laboratori di analisi mediche
La protesta dei laboratori di analisi mediche
Coordinamento Intersindacale dei Laboratori di Analisi Siciliani a nome i Pietro Miraglia e del Ragusano Salvatore Battaglia ci manda questo comunicato nel quale si presenta un quadro preoccupante per quanto riguarda i servizi sanitari di questo genere.
Un recente decreto di determinazione budget che blocca le strutture in una posizione di
immobilismo; una mancata volontà politica di uscire dal piano di rientro; aggregati di spesa
iniqui che non tengono conto del reale fabbisogno sanitario regionale dei cittadini siciliani;
tariffe ridotte all’osso e totale assenza di interventi nell’ultima manovra finanziaria, stanno
soffocando il comparto
Una Sanità regionale, che a differenza di molte Regioni italiane, ha subito il blocco al 2011 di
finanziamenti destinati alla sanità convenzionata, mentre il finanziamento complessivo del
Servizio Sanitario Nazionale – e quindi anche la quota parte della Sicilia – dal 2011 al 2025
è aumentato di oltre 30 miliardi di euro.
La gestione della sanità regionale è stata caratterizzata dalla mancata capacità – o volontà
politica – di uscire da un piano di rientro per debiti pregressi, originati da un utilizzo
distorto delle risorse destinate all’assistenza sanitaria. Un piano di rientro che dura da 17
anni e che, da 17 anni, impedisce ai cittadini siciliani di poter esercitare pienamente il
diritto, sancito dalla legge, di scegliere il luogo di diagnosi e di cura, la libera scelta garantita
dalla legge, rispondendo con efficacia ed efficienza ai bisogni effettivi di salute. Un piano di
rientro che da fa da paravento a gestioni politiche della sanità molto orientate a
massimizare il consenso politico e molto poco verso i compiti istituzionali propri di una
sanità per la quale i cittadini pagano le tasse.
Secondo i rappresentanti sindacali, la mancata volontà del Governo regionale di fuoriuscire
dal piano di rientro è parte imprescindibile del problema: un’azione che mantiene
artificialmente bloccati gli aggregati di spesa e impedisce una reale programmazione
sanitaria, negando il riconoscimento del fabbisogno sanitario reale dei cittadini.Non una
necessità tecnica, ma una precisa scelta politica che sta soffocando la sanità siciliana!
Ulteriori criticità per le strutture di laboratorio convenzionate e contrattualizzate sono nate
il 31 dicembre 2024, con l’emanazione del nuovo nomenclatore tariffario nazionale che –
dopo 25 anni – ha ridotto le tariffe di oltre il 30% in media, con punte di riduzione superiori
all’80%.
Mentre tante altre Regioni, non sottoposte a piano di rientro, non solo non hanno accettato
di applicare le nuove tariffe a ribasso, ma hanno addirittura aumentato le proprie tariffe
regionali, indicizzandole e allineandole ai valori di mercato, la Sanità Siciliana e per essa il
Governo Regionale, ha tentato di porre rimedio con una misura legislativa che stanziava 15
milioni di euro per l’aumento tariffario, attingendo da fondi regionali. Una misura la cui
inadeguatezza legislativa, ampiamente nota e preannunciata,, è stata impugnata dal
Governo Nazionale e destinata ad essere abrogata dalla Corte Costituzionale, lasciando i
laboratori piegati non solo da aggregati iniqui, ma anche da tariffe sottocosto.
Le conseguenze derivanti dal sotto costo tariffario ricadono sia sulle strutture pubbliche
che su quelle private: per i laboratori privati accreditati significa lavorare in perdita e
rischiare il fallimento, mentre le strutture pubbliche - che hanno costi di produzione ben
più alti - non sono passibilli di fallimento, generando pesantissimi debiti che gravano sul
bilancio del Sistema Sanitario Regionale. Tra le criticità segnalate dai laboratori di analisi si
aggiunge la scelta del Governo nazionale di trasferire competenze professionali mediche
alle cosiddette “Farmacie dei Servizi”, dando loro la possibilità di eseguire esami al loro
interno, un vero e proprio “ esproprio proletario della professione laboratoristica” .Una
manovra definita << assolutamente inutile>> e uno <<spreco di risorse>>, dal momento
che i laboratori sono già capillari sul territorio e garantiscono copertura anche nelle aree
più disagiate. Ad aggravare lo scenario la recente, sconsiderata, decisione del Governo
regionale di aprire centinaia di punti prelievo pubblici, nonostante il divieto previsto dalla
normativa vigente e al di fuori di qualsiasi programmazione sanitaria.
Si tratta di uno spreco di risorse umane e di denaro pubblico, in violazione delle norme di
accreditamento rigidamente imposte alle strutture private. << Laboratori e punti prelievo –
spiegano i rappresentanti sindacali – sono presenti su tutto il territorio regionale,
garantendo al Sistema Sanitario Regionale costi nettamente inferiori rispetto al pubblico.
Aprire nuovi Punti prelievo pubblici significa duplicare servizi, disperdere risorse e gravare
ulteriormente sui bilanci della sanità , un totale sperpero di denaro pubblico..>> Secondo i
laboratori, questa strategia ha un chiaro disegno politico: azzerare il ruolo dei laboratori
convenzionati, decretandone di fatto una vera propria “condanna a morte” di un comparto
che da oltre cinquant’anni garantisce prestazioni tempestive, certificate e capillari.
«La convenzionata esterna è un pilastro del sistema sanitario – affermano – e consente
diagnosi rapide, referti certificati e costi più bassi per la Regione, eppure questo governo
regionale continua a ignorare il nostro ruolo.>> << È inaccettabile che un settore che da
oltre cinquant’anni è a fianco del SSR e dei cittadini, garantendo prestazioni capillari,
tempestive e certificate, sia oggi trattato come un ostacolo invece che come una risorsa».<<
Si tratta di una politica miope e affarista, che non ha alcuna riconoscenza per un comparto
che ha retto il Sistema anche nelle fasi più critiche e che oggi viene deliberatamente spinto
verso il collasso.>> «Noi non ci stiamo – dichiarano i rappresentanti dei laboratori – e
denunciamo pubblicamente questo sperpero di denaro pubblico e il disegno politico che
mira a cancellarci. Non permetteremo che un patrimonio di competenze, professionalità e
servizi venga smantellato nel silenzio generale». «Da mesi il nostro settore cerca invano
un dialogo con la Presidenza della Regione, senza ottenere alcuna risposta. È ormai
evidente il continuo rinvio e la mancanza di ascolto. Oggi rivendichiamo con
determinazione che le istanze dei laboratori di analisi vengano finalmente messe sul
tavolo. Se le istituzioni continueranno a ignorarci, saremo pronti a mettere in campo
una serie di azioni di protesta. Non accetteremo oltre l’indifferenza di queste
istituzioni!>>
I dubbi sulla rete ospedaliera appena rivista
I dubbi sulla rete ospedaliera appena rivista
La rete ospedaliera appena rivista ha subito creato due fronti contrapposti: i favorevoli ed i contrari. Se da una parte la maggioranza al governo della Regione sembra soddisfatta perché segue un percorso da tempo avviato che mira al collegamento tra rete ospedaliera e territorio favorendo l’accesso alle cure anche attraverso i servizi territoriali, le case e gli ospedali ospedali di comunità, dall'altra parte motivazioni ben argomentate mettono in dubbio la sua approvazione. Il presidente di Federsanità Anci Sicilia, Giovanni Iacono, a tal proposito, dichiarato : La revisione della rete ospedaliera deve essere impostata a dei criteri in grado di poter garantire il miglioramento del vitale sistema sanitario per renderlo sempre più efficiente, equo, efficace nelle cure e nell’attenzione ai bisogni di salute. Una rete ospedaliera dovrebbe privilegiare il rafforzamento delle strutture che garantiscono maggiore accessibilità, la continuità assistenziale, la sicurezza, la gestione delle emergenze, l’equità e la sostenibilità, la trasparenza e la partecipazione ma, soprattutto, dovrebbe avere una visione olistica, integrata e sistemica orientata al paziente e tesa alla valorizzazione del capitale umano. : “La revisione della rete ospedaliera che abbiamo analizzato provincia per provincia ha poco dei criteri ai quali dovrebbe ispirarsi una rete ospedaliera e basta vedere come alcune strutture vengono rafforzate ed altre depauperate per ragioni poco razionali e troppo ‘politiche’. Il confronto preventivo e in corso d’opera con i Comuni non è stato fatto, nessun coinvolgimento se non a cose fatte. L’assessorato alla Salute in Sicilia e il management sanitario sono di grande qualità tecnica ma vi è un condizionamento eccessivo ed invasivo della politica regionale che porta a scelte irrazionali, campanilistiche, dannose per i cittadini e siamo convinti che il ministro della Salute e i tecnici dei ministeri vigilanti sapranno ‘riparare’ alcune, evidenti, aberrazioni. Federsanità nazionale e regionale è disponibile anche in questa fase ad un confronto propositivo e costruttivo con lo stesso ministro”.










