Comiso : Protesta per il 16 novembre
Comiso : Protesta per il 16 novembre
È stata ufficializzata per il 16 novembre prossimo la data per la manifestazione che si svolgerà davanti all'aeroporto di Comiso per protestare contro il completo abbandono dello scalo ibleo. A comunicarlo sono i rappresentanti dell'ormai noto comitato comisano che da qualche mese porta avanti una serie di iniziative miranti a sensibilizzare la politica locale sulla questione dei pochissimi voli in programma. La manifestazione, regolarmente autorizzata dalla questura, si svolgerà, dunque il 16 novembre, a partire dalle 9 del mattino davanti all'entrata dell'aeroporto. La speranza è che prima di quella data ci possano essere delle novità riguardanti investimenti finalizzati ad incentivare altre compagnie aeree oltre Aeroitalia. Da parte della Sac non sembra ci siano segnali di alcun tipo. La società di gestione di Catania e Comiso mantiene il silenzio dopo l'incontro della scorsa settimana giudicato dai presenti come una inutile passerella. A nostro parere ora la misura è colma e la stessa Regione non può permettere che si dica in giro che c'è un aeroporto, l'unico in Italia, che perde ogni anno passeggeri e soldi. Un intervento straordinario di Schifani è più che auspicabile se non necessario. In una Sicilia che si vanta delle presenze turistiche Comiso è una grave anomalia scaturita da una cattiva gestione provata dai bilanci sempre in perdita e dal calo emorragico dei passeggeri. Un eventuale aiuto regionale dovrà essere rivolto solo a Comiso senza farlo passare da Catania che, siamo male pensanti, potrebbe anche usarlo per altre destinazioni. In ogni caso dobbiamo dire che il comitato ha svolto il suo compito soprattutto se, vista la pochissima disponibilità del Sac, sarà riuscito a "commuovere" Schifani.
Concludere l'iter per la privatizzazione
Concludere l'iter per la privatizzazione
Palermo dunque guarda alla privatizzazione con grande interesse. A Catania non si dimette nessuno e la privatizzazione in pratica è in mano alla Cam Com del Sud Est e quindi in mano al Commissario Becuore. Nessuno, politici, organizzazioni datoriali, sindaci in questa Sicilia orientale spinge affinche ci sia un nuovo consiglio camrale che possa guardare alla privatizzazione con maggiore imparzialità
Comibleo: Circonvallazione strada insicura
Comibleo: Circonvallazione strada insicura
La questione viabilità nella città antica di Ibla resta sempre al centro dell’attenzione del
Comibleo, il comitato spontaneo di residenti che ha più volte sollecitato interventi
specifici in questo senso. “Alla luce delle interlocuzioni avviate già nelle scorse settimane
con l’assessore al ramo, considerato che sul tema ci battiamo da tempo, auspichiamo che
possano arrivare presto delle risposte – affermano da Comibleo – anche perché non
occorre certo essere esperti di viabilità per rendersi conto, da semplici cittadini, del rischio
e pericolo che si corre lungo la circonvallazione trasformata in strada insicura, quando ci si
trova all’improvviso di fronte un furgone, un camper, un bus. E’ accaduto anche, in
passato, che all’incrociarsi dei pullman, a causa dell’insufficiente larghezza della
carreggiata, si restava bloccati, con tutte le conseguenze del caso. Tutto questo avrebbe
finito con l’inficiare l’accesso rapido ai mezzi di soccorso e protezione civile. Inoltre,
l’assenza dei controlli in zona Santissimo Trovato agevola l’inversione di marcia dei bus
turistici con gli intralci alla circolazione veicolare che è facile immaginare. Abbiamo più
volte sollecitato, come si ricorderà, l’immediato ripristino della sicurezza stradale della
circonvallazione Ottaviano, il senso unico di marcia in uscita di Discesa Peschiera, che
purtroppo viene principalmente utilizzata per l’attraversamento di Ibla, con l’incremento
dell’inquinamento acustico, da vibrazione e atmosferico da circa quatto anni segnalato,
con insidie, rischi e pericoli derivanti dall’angusta e pericolosa arteria e conseguente grave
stato di invivibilità dei residenti delle aree interessate dal continuo traffico di
attraversamento (Discesa Peschiera, Cap. Bellina, Ten. La Rocca, Delle Suore,
Orfanotrofio, largo Camerina, Del Mercato, piazza Repubblica, corso Don Minzoni o
corso Mazzini). A proposito del senso unico di Discesa Peschiera, oltre a migliorare la
sicurezza, consentirebbe di triplicare gli stalli di parcheggio. Speriamo, dunque, che
qualcosa lungo questa direzione possa accadere”.
Tg del 4 ottobre
Tg del 4 ottobre
Nell'Indice: La guerrra e le tasse per gli Italiani. L'anni accademico. Intervista al Magnifico Rettore e al presidente del consorzio universitario. Le lezioni per le province. L'olio ad Assisi. La commedia comisana. parla la sindaca Schembari. Mal Comune con Cesare Pluchino. Le pensiline da vergogna. Andrea Ottaviano parla di Santa Gaudenzia.
Trascrizione
Accordo Regione-Webuild: Il 9 e 10 ottobre tappa a Catania
Accordo Regione-Webuild: Il 9 e 10 ottobre tappa a Catania
Unict a Ragusa, obiettivo mille iscritti
Unict a Ragusa, obiettivo mille iscritti
Inaugurato questa mattina l’anno accademico 2024-25 dell’ateneo catanese con una solenne cerimonia nell’auditorium “San Vincenzo Ferreri”. Il rettore Priolo: “In un quarto di secolo i corsi iblei hanno laureato quasi 4 mila studenti e studentesse. Rilanciamo la nostra presenza con nuovi corsi e nuove sedi”
«Oggi, a quasi trent’anni di distanza dal primo insediamento universitario, Ragusa ospita ben cinque
corsi di laurea dell’Università di Catania, con 793 iscritti, quasi il doppio dei 434 del 2018-29. È il segno
del nostro impegno tangibile sul territorio: e confido che in futuro, proprio grazie a una maggiore
differenziazione nell’offerta formativa, si possa registrare un ulteriore consistente aumento superando
ampiamente i mille studenti».
Il rettore Francesco Priolo ha declinato questa mattina i numeri della presenza universitaria nel
capoluogo ibleo, scegliendo di svolgere in questa sede uno dei tre eventi previsti per l’inaugurazione
dell’anno accademico 2024-25, il 590esimo dalla fondazione del Siciliae Studium Generale, dopo
l’apertura lunedì scorso al Teatro greco-romano di Catania.
Per la prima volta nella storia dell’Ateneo, il corteo accademico ha sfilato lungo le stradine di Ibla,
partendo dall’aula magna del complesso di Santa Teresa, per raggiungere l’auditorium San Vincenzo
Ferreri, nel cuore dello splendido giardino ibleo. Qui sono stati rinnovati i gesti e i simboli di quella
tradizione che da quasi sei secoli, accompagna lo sviluppo della ricerca e della didattica nella corsa
inarrestabile della conoscenza umana verso l’innovazione tecnologica, alla presenza delle autorità
cittadine che hanno accolto il “Magnifico”, la prorettrice Francesca Longo, il direttore generale Corrado
Spinella, i presidenti delle Struttura didattiche speciale di Ragusa Stefano Rapisarda e di Siracusa
Carmelo Nigrelli, i presidenti della Scuola superiore di Catania Daniele Malfitana e della Scuola di
Medicina Pietro Castellino, insieme ai docenti, al personale e agli studenti della sede iblea.
«Questa inaugurazione – ha proseguito il rettore nel suo discorso inaugurale - rappresenta non solo
un’assoluta novità, ma anche il segno tangibile che Ragusa è città universitaria, e che questa
governance intende sempre più rafforzarne il ruolo. Il Siciliae Studium Generale si apre oggi all’ultimo
decennio dei suoi primi seicento anni di storia e lo fa presentando i suoi tre poli come le basi fondanti di
quella rinascita che questa parte della Sicilia merita». Il rettore ha poi ripercorso la storia
dell’insediamento universitario a Ibla, a partire dal corso di laurea in Scienze agrarie tropicali e
subtropicali all’inizio degli anni ’90, al corso in Lingue e Culture europee ed extraeuropee nel ’99-2000,
accompagnato dalla nascita del Consorzio universitario ibleo.
I corsi ad indirizzo linguistico, incardinati del dipartimento di Scienze umanistiche, hanno laureato in 25
anni oltre 3.600 studenti e studentesse, registrando sempre un altissimo indice di soddisfazione. Tra i
punti di forza, oggi, non solo l’insegnamento di lingue europee e di giapponese, arabo e cinese,
un’offerta formativa di tutto rispetto nel panorama dei decentramenti italiani, ma anche della Lingua dei Segni, che rappresenta una delle eccellenze a livello nazionale. Il percorso – ha ricordato il rettore – ha
incontrato negli anni battute di arresto, ma anche importanti riprese, come la recente istituzione di tre
nuovi corsi di studio che hanno risposto con efficacia alle aspettative delle famiglie: “Management delle
imprese per l’economia sostenibile”, “Gestione dei sistemi produttivi agrari mediterranei” e “Scienze
motorie”. L’ultimo impulso, ha riconosciuto il prof. Priolo, si deve anche al contributo fattivo e concreto
del Comune di Ragusa, del Consorzio universitario e della Banca Agricola Popolare di Ragusa, grazie
ai quali è stata acquisita la nuova sede della ex Scuola dello Sport, che si aggiunge a quelle storiche del
Distretto e di Santa Teresa.
Fra i “to do” da inserire subito in agenda, ha sottolineato ancora il rettore, il necessario miglioramento
della mobilità studentesca fra la parte nuova della città e le sedi presenti a Ibla, così come la
realizzazione di alloggi pubblici per gli studenti e le studentesse meritevoli, ma con famiglie in difficoltà
economica, e il maggiore coinvolgimento dei principali attori del tessuto economico e produttivo, anche
a beneficio di una importante realtà di ricerca come il Corfilac, al quale l’Ateneo contribuisce
fattivamente, e che rappresenta una naturale sede per i tirocini degli studenti di Agraria. Tra le cose
fatte, invece, il progetto Greentech, finanziato con oltre 10 milioni di euro, in collaborazione con Comune
e Bapr, che diventerà a breve un incubatore di imprese a beneficio di tutti i giovani ragusani, dando
anche ulteriore impulso alla progettualità e alle attività di Terza Missione dei docenti che vi insegnano.
La manifestazione, scandita dagli intermezzi musicali del Coro studentesco dell’Ateneo diretto dai
maestri Paolo Cipolla, Franco Lazzaro e Giuseppe Sanfratello, che ha eseguito il goliardico
“Gaudeamus igitur”, il canto tradizionale serbo “Gusta mi magla padnala” e la più moderna “Believer”,
ha previsto poi l’apprezzato intervento del presidente della Sds di Ragusa Stefano Rapisarda. «Questa
giornata ha soprattutto un significato – ha sottolineato -: le sedi decentrate non sono ‘colonie’, non sono
un avamposto, ma sono parte organica dell’Istituzione Ateneo, sono membra dello stesso corpo, come
le mani lo sono della testa. Oggi si rafforza il senso di appartenenza e di affiliazione, che ribadisce un
importante legame storico e sociale con questo territorio, se pensiamo che l’Ateneo di Catania è stato
tradizionalmente il luogo di formazione universitaria per la maggior parte della classe dirigente iblea e
ragusana. E non è un caso che questa espansione si realizzi nel luogo più spagnolo di Sicilia, la contea
dei Cabrera, degli Enriquez, degli Alvarez de Toledo, in un ideale omaggio a quel re di Aragona che ci
fondò quasi seicento anni fa». Il polo ragusano rende di fatto l’ateneo catanese uno dei più a sud
d’Europa, insieme a Malta, Cadice, e alla Università Ionia di Grecia: «La frontiera – ha aggiunto il
presidente della Sds -, questa linea che corre tra quelle “comunità immaginarie” che sono le nazioni,
può essere linea di confine o linea di contatto. Noi aspiriamo a essere linea di contatto e da questo sud
d’Europa offriamo i corsi della comunicazione interculturale, dell’empatia, della mediazione, della
sostenibilità economica e della sostenibilità agraria, e del benessere fisico e sportivo».
L’ultimo messaggio il prof. Rapisarda lo rivolge accoratamente agli studenti della comunità iblea:
«L’università non è un ufficio, non è uno sportello al quale ci si rivolge per ottenere un certificato, ma un
luogo nel quale si abita, si vive, si fa amicizia, si discute appassionatamente e litiga se occorre ma nel
quale si vive. L’università è la nostra casa, è vita quotidiana, frequenza regolare di aule e di biblioteche,
partecipazione alle attività culturali comuni, e anche il caffè a piazza Pola, la conversazione a mensa, un
allenamento di corsa ai giardini iblei, la festa musicale di giugno, la gita del mese di aprile, la conferenza
di qualche illustre relatore che ci apre all’improvviso un orizzonte nuovo d‘idee al quale non avevamo
mai pensato. E allora vi dico: frequentate, e risiedete il più possibile in città».
Tg del 3 ottobre
Tg del 3 ottobre
Nell'Indice: Guerra e Pace.. L'olio siciliano ad Assisi. La mostra sulle vie siciliane. Il G7 senza risposte. Le lamentele dei siracusani. Le novità di Aerolinee Siciliane. intervista Luigi Crispino. A Comiso deve bastare così. La crisi idrca e le bollette a Vittoria. Servizio sul sequestro di una nave a Pozzallo. Intervista ad Albani dell'UIC
Non poteva andare diversamente.
Non poteva andare diversamente.
Capita spesso di sentire che in caso di eventi negativi, più o meno gravi, la responsabilità, per la proprietà transitiva, va sempre in capo all'amministratore che è comunque colpevole di non aver svolto il proprio compito con la giusta diligenza. Nel caso dell'aeroporto di Catania le cose sono andate diversamente. A conclusione delle indagini, più di un anno, si è stabilito che i milioni di euro, in contanti, di danni derivati dall'incendio del luglio scorso, i miliardi di danni, virtuali , causati all'immagine di questa isola martoriata, sono tutti da imputare ad una doppia spina. Nessun colpevole se non un paio di persone che rientrano nel famoso caso della " corda ruppa ruppa" . Noi sapevamo che sarebbe finita così, lo abbiamo detto più volte, perchè dopo un piccolo fuoco di paglia causato dallo scontro tra big della politica della Sicilia si è raggiunta la pax tra le fazioni. Ed anche questa, così, è passata! Ecco il comunicato ufficiale.
È stata una “multipresa per le utenze elettriche difettosa”, presente nel box dell’agenzia di noleggio auto “Italy Rent Car” al terminal arrivi, a innescare il rogo all’aeroporto Vincenzo Bellini–Fontanarossa di Catania del 16 luglio 2023, che ha paralizzato per giorni l’intera Sicilia. È quanto emerge dall’avviso di conclusione indagini notificato dalla Procura di Catania all’ingegnere Orazio Condorelli, procuratore speciale incaricato dalla Società aeroporto di Catania (Sac) di far rispettare gli adempimenti e le norme antincendio, e a Federica Caravello, amministratrice unica e legale rappresentante di “Italy Rent Car”. Entrambi sono accusati di incendio colposo: l’inchiesta è coordinata dai procuratori aggiunti Agata Santonocito e Fabio Scavone. Il rogo aveva paralizzato lo scalo catanese costringendo a dirottare i voli su Palermo e Trapani, con bus che trasferivano i viaggiatori da una parte all’altra dell’isola ed enormi ritardi (video). La vicenda aveva aperto anche un caso politico interno al centrodestra: mentre il ministro del Sud Nello Musumeci e il governatore Renato Schifani minimizzavano i disagi, annunciando la riapertura del traffico aeroportuale poche ore dopo l’incendio, il ministro delle Imprese Adolfo Urso tuonava contro la “mancata programmazione” e le “carenti verifiche sui programmi infrastrutturali, annunciati e mai realizzati” dalla Regione. In parallelo, gli inquirenti iscrivevano nel registro degli indagati sette persone, tra cui l’ad di Sac Nico Torrisi. A rischiare il processo a un anno di distanza, però, sono solo in due, Condorelli e Caravello, mentre le altre posizioni sono state stralciate in vista di una probabile richiesta di archiviazione. Secondo l’accusa, in particolare, Condorelli ha “omesso di attivare una procedura organizzativa per la gestione della sicurezza antincendio adeguata alle dimensioni dell’aerostazione in termini di superfici e numero di passeggeri”. Nello specifico, il manager dello scalo non ha previsto “la presenza necessaria e continuativa di un numero minimo di operatori antincendio (…) che presidiassero ogni zona o maxi-zona dell’aeroporto, tanto che la sera dell’incendio erano presenti in tutto il terminal solo quattro operatori” e “in tutta la zona arrivi, aperta al pubblico, non era presente, né era previsto che fosse presente, alcun operatore antincendio”. La presenza di personale specializzato, secondo i magistrati, “avrebbe consentito di giungere nell’immediatezza sul posto e spegnere l’incendio”. A Caravello, invece, è contestato di aver “omesso di fornire” alla sua dipendente, presente nel box noleggio al momento dello scoppio dell’incendio, “la necessaria formazione obbligatoria in materia di sicurezza e prevenzione antincendi”, che le avrebbe consentito di fronteggiare prontamente una possibile emergenza. Inoltre, i magistrati contestano all’amministratrice della compagnia di autonoleggio anche il falso, perché, nel corso della “procedura per il rilascio del tesserino aeroportuale” per l’accesso a Fontanarossa, ha dichiarato “che la dipendente avesse ricevuto l’apposita formazione”.
Tg 2 ottobre
Tg 2 ottobre
Nell'Indice: La guerra e le armi nucleari. La webuild a Palermo. Parla Schifani. La storia dell'aeroporto di Comiso in inverno. Interviste a Torrisi, Intrieri e Prelati. La tassa di soggiorno e l'etica delle spese. Sostiene Pe..ppe Lizzio. Intervista a Vito Zagarrio.







