Che ribassi!!!

Che ribassi!!!

Manco a farlo apposta, ma state pur certi che in questo caso non c'è nulla da ridire, ma sembra strano che su un lavoro corposo come quello della metroferrovia ci sia un ribasso del 25 per cento che  ovunque verrebbe considerato anomalo. Cero perchè uno sconto di un quarto sul costo dei lavori fa pensare. O il progettista non ha saputo fare bene i conti, e rischiava di creare un danno economico alla amministrazione appaltante, oppure la ditta aggiudicatrice, con i tempi che corrono, dovrà lavorare con molta attenzione per non finire sul lastrico visto che affronta un compito che costerà di più di quanto ha offerto. Ma già ad inizio di quest0 2025 sono stati aggiudicati i “Lavori Metroferrovia – Polo Ospedaliero – Cisternazzi – Opere di connessione al tessuto urbano”  ad un Consorzio con sede a Milano per il prezzo di  992.996 euro, compresi gli oneri di sicurezza non soggetti a ribasso, pari a euro 22.000, al netto del ribasso offerto addirittura del 31,620% su un importo a base  di gara di euro 1.442.000 comprensivo degli oneri di sicurezza. Come possono accadere queste cose?
Comunque ecco la notizia di oggi: Il Comune di Ragusa, Settore XI Appalti, Contratti, Patrimonio, ha formalizzato l'aggiudicazione efficace dei lavori relativi all'intervento di riqualificazione della periferia storica di Ragusa: ripristino accessibilità e connessione con la città moderna attraverso la ferrovia urbana – metroferrovia - fermata Carmine – Stralcio A. L'intervento include anche misure per la riduzione del rischio idrogeologico e opere di connessione al tessuto urbano. L'importo complessivo a base d'sta ammontava a € 12.000.000,00.
La procedura è stata finalizzata con la Determinazione Dirigenziale n° 2259 del 13/05/2024. I lavori sono stati aggiudicati all'operatore economico C.G.C. S.R.L., con sede in San Gregorio di Catania (CT) che ha praticato un ribasso pari al 25,123%. L'mporto contrattuale ammonta a € 7.575.485,38 (oltre I.V.A.).


Fermarsi è un atto di responsabilità

Fermarsi è un atto di responsabilità

Si è svolto ieri sera il Consiglio comunale aperto che il Partito Democratico di Ragusa ha fortemente voluto per discutere del nuovo bando per la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti indetto dal Comune di Ragusa. Una gara da oltre 105 milioni di euro che impegnerà i bilanci della la città per i prossimi otto anni. Il PD cittadino aveva richiesto la seduta già il 1° ottobre, ma la convocazione è arrivata solo dopo 54 giorni, un ritardo giudicato “ingiustificabile e mortificante” dai consiglieri e dalla segreteria dem.

A intervenire in aula anche il segretario del circolo PD di Ragusa, Riccardo Schininà, che ha portato la discussione sul piano politico e istituzionale. Schininà ha evidenziato come l’esclusione del Consiglio da un confronto preliminare rappresenti una carenza di sensibilità democratica già emersa in altre vicende, dal Piano Regolatore Generale al caso Iblea Acque. "Il Consiglio comunale - ha detto - non può essere scavalcato su atti strategici da decine di milioni di euro: è una questione di rispetto delle istituzioni e della democrazia". Il segretario ha sottolineato che un passaggio in aula avrebbe consentito ai gruppi politici di proporre osservazioni utili a migliorare il servizio, dalla partecipazione delle imprese alle tutele dei lavoratori, fino alla definizione più rigorosa del sistema sanzionatorio.
Schininà, inoltre, ha ribadito la necessità di procedere con la massima cautela considerando che il 24 gennaio si terrà l’udienza del TAR sul ricorso presentato dal Partito Democratico. "Se il TAR dovesse darci ragione e nel frattempo la gara fosse stata già affidata, il danno per il Comune sarebbe enorme. Fermarsi è un atto di responsabilità", ha concluso.
Per questa ragione il Partito Democratico invita l'amministrazione a sospendere ogni procedura in attesa del pronunciamento del TAR, ribadendo che, comunque vada, continuerà a vigilare su ogni fase del procedimento, chiedendo trasparenza, confronto e pieno rispetto delle istituzioni.
Il capogruppo del PD Peppe Calabrese ha denunciato l’assenza di un vero confronto istituzionale su un atto che inciderà sulla vita amministrativa di tre diverse consiliature. "Un bando di questa portata non può essere blindato dall’Amministrazione e sottratto al Consiglio comunale", ha affermato, sottolineando come la città non sia stata adeguatamente informata del Consiglio aperto. Il capogruppo dem, inoltre, ha evidenziato un atteggiamento sempre più accentratore dell’Amministrazione, che dopo le dimissioni dell’assessore all’Ambiente continua a concentrare deleghe e responsabilità nelle mani di pochi, marginalizzando il resto della giunta. "Siamo di fronte a una gestione antidemocratica che priva l'Aula del proprio ruolo - ha aggiunto - mentre nelle passate amministrazioni atti di questa rilevanza venivano sempre discussi in Consiglio".
Il consigliere ha richiamato anche alcune criticità del capitolato, dalle garanzie insufficienti per i lavoratori stagionali alle disparità nella pulizia delle spiagge tra Marina di Ragusa e altre zone del territorio, passando per la partecipazione limitata a sole tre ditte, dato considerato anomalo per una gara di queste dimensioni. Calabrese ha ricordato che le tre proroghe degli ultimi anni hanno prodotto milioni di euro di extracosti per interventi fuori capitolato: "Se davvero l’obiettivo era migliorare il servizio, perché arrivare con anni di ritardo e con costi così elevati?", ha domandato.

Forte disappunto per il rinnovo della Sac

Forte disappunto per il rinnovo della Sac

Ecco finalmente un segnale di dissenso da parte delle associazioni di categoria per le nomine Sac. Un atto necessario nel tentativo di ripristinare il giusto rapporto all' interno della società digestione aeroportuale al momento sottoposta alle scelte di commissari.
Ecco il testo.
Le associazioni di categoria del territorio del Sud Est, in una nota congiunta, esprimono "forte disappunto per il rinnovo del Consiglio di amministrazione della Sac Spa, società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso e il cui principale azionista è la Camera di commercio, con una partecipazione superiore al 60%". Le associazioni ricordano che "avevano accolto positivamente le dichiarazioni del presidente Schifani che, lo scorso aprile, invitava il commissario della Camera di commercio del Sud Est, Antonio Belcuore, ad approvare con urgenza il bilancio dell'ente e ad astenersi da decisioni sulla governance della Sac, evidenziando che 'tale scelta spetta agli organi della Camera di Commercio, una volta ricostituiti, per assicurare una rappresentanza adeguata e il rispetto delle procedure', invitandolo, inoltre, ad avviare celermente le procedure di rinnovo". "È doveroso riconoscere - prosegue la nota - che le procedure sono state effettivamente avviate e che la prima fase si è conclusa, con la consegna della documentazione da parte delle associazioni di categoria lo scorso 10 novembre. Va inoltre evidenziato come, in questo percorso di rinnovo camerale, la grande maggioranza delle associazioni, dalle più rappresentative alle più piccole, abbia dimostrato un forte senso di responsabilità, condividendo una visione comune e una progettualità per il futuro della Camera di commercio del Sud Est. Le nomine del Cda della Sac deliberate dall'assemblea il 21 novembre, pur formalmente legittime, appaiono però discutibili dal punto di vista dell'opportunità e della forma". Le associazioni di categoria annunciano che "continueranno comunque a svolgere con determinazione la loro funzione di rappresentanza delle imprese" e che "intendono individuare proposte e progetti, nell'interesse di tutto il comparto economico". "Ci auguriamo - conclude la nota - che l'iter per il rinnovo camerale si concluda in tempi brevi, così da restituire alla Camera di commercio del Sud Est una governance pienamente legittimata, e che si possa aprire al più presto un dialogo costruttivo con le Istituzioni e le rappresentanze politiche, nel rispetto dei ruoli, per condividere le politiche di sviluppo del Sud Est siciliano".
Purtroppo,  pur non avendo nulla contro questo nuovo CDA, è evidente la spartizione partitica che lo ha fatto nascere. Inoltre non si notano elementi di discontinuità con il rischio, tangibile, di non volere cambiare nulla che riguarda Comiso. In una intervista ad un quotidiano catanese Torrisi riparla di futuro roseo facendo riferimento alla continuità territoriale e senza novità per i voli internazionali che sono essenziali. Molti commenti raccolti tra gli interessati al problema Comiso dicono però che l'intervento delle associazioni è tardivo facendo pensare addirittura di una sorta di sponda  offerta alla politica. Insomma, come sempre , qualcuno sta giocando con l'economia del nostro territorio sacrificandola alla politica.


Che succede nella giunta Cassì?

Che succede nella giunta Cassì?

Le voci circolavano da giorni, ma oggi sono diventate una notizia ufficiale che scuote la tranquillità apparente  di Palazzo dell'Aquila. L'Assessore Mario D'Asta ha rassegnato le proprie dimissioni, inviando una mail protocollata e, contestualmente, un messaggio al gruppo di maggioranza che ha fatto rapidamente diffondere la notizia. Un epilogo in verità atteso, ma non per questo meno dirompente, che mette in luce una frattura insanabile con il Sindaco Peppe Cassì.  Alla base del dissidio pare esserci stata la volontà del Sindaco di ridisegnare le deleghe  dopo le dimissioni di Massari . Le indiscrezioni parlavano di una decisione già presa da Cassì: togliere all'Assessore D'Asta le competenze sul Verde Pubblico e sui Servizi Cimiteriali per trasferirle al Consigliere comunale Giovanni Iacono, molto stimato dal sindaco. Secondo le ricostruzioni,  Cassì avrebbe auspicato una accettazione silenziosa e senza discussioni da parte di D'Asta. Tuttavia, l'Assessore non era affatto d'accordo con tale riorganizzazione e ha espresso la sua ferma contrarietà.  L'ultimo incontro tra i due non sembra aver portato a una conciliazione, nonostante il Sindaco avesse forse sperato di "mantenere le posizioni" e disinnescare la crisi. Tutti i tentativi successivi di mediazione sono risultati vani. Non ha sortito effetto neanche le telefonate del Vicesindaco Giuffrida, che avrebbe provato a far recedere D'Asta dalla sua ormai imminente decisione. La determinazione dell'Assessore era ormai chiara. E' anche probabile che tra le motivazioni ci sia anche quella che riguarda la nuova veste della giunta sempre più targata "Forza Italia" È troppo presto per capire a cosa può portare, politicamente parlando, questa mossa. Quel che è certo è che le dimissioni di D'Asta mostrano un malessere che non può essere nascosto. L'ex Assessore si pone ora, inevitabilmente, come segno tangibile del disaccordo che regna in giunta diventando  l'esempio lampante del dissenso interno. D'Asta ha dimostrato, al contrario di altri,  di  avere una dignità politica, cosa  molto rara nell'ambito del Consiglio Comunale, mostrando di voler arginare le "politiche sempre più spregiudicate di Cassì e del suo cerchio magico". Secondo noi  la politica ragusana entra in una fase di  incertezza che trova conferma nella crisi della maggioranza regionale. Se solo il sindaco avesse immaginato  quello che è accaduto in questo ultimo mese avrebbe continuato a fare "l'indiano" senza accettare le lusinghe dei partiti. .


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Il progetto politico “Governo di Liberazione

Il progetto politico “Governo di Liberazione

Nel corso della presentazione del progetto politico “Governo di Liberazione” a Ragusa, l’on. Cateno De Luca ha illustrato – anche attraverso una metafora calcistica – la visione che Sud Chiama Nord propone alla Sicilia per costruire una vera alternativa di governo. De Luca ha spiegato che in ogni squadra arriva un momento in cui, pur avendo un gruppo affiatato, serve qualcosa in più per vincere davvero il campionato: «Nel calcio – ha detto – capita che una squadra cresciuta insieme, che ha già vinto qualche partita, si renda conto che così non può vincere il campionato. Allora si va a cercare il fuoriclasse, il giocatore che in altri contesti ha dimostrato il suo valore, ma che lì non ha avuto le condizioni per far vincere il campionato. È un meccanismo normale: se vuoi arrivare in cima, devi investire sul fuoriclasse.»Ri collegandosi al dibattito politico siciliano, De Luca ha commentato:
«Il cosiddetto campo largo si considera una squadra affiatata. Nel 2022 dicevano di essere uniti, poi si sono divisi in due squadre appena arrivati in campo. Tre anni fa si sono massacrati, oggi fanno finta di essere compatti. Sono andati pure sotto il mantello di San Martino, ma non ci hanno voluto: non ci hanno invitato. E gli ostracismi non servono a nulla, perché non si cambia una terra con queste logiche.»  Il leader di Sud Chiama Nord ha poi rilanciato la metafora:
«Se una squadra vuole vincere il campionato, prende il fuoriclasse. Se invece vuole solo vincere qualche partita e restare nelle zone alte della classifica ma senza arrivare al titolo, allora fa altre scelte. Il punto ora è semplice: il centrosinistra deve decidere se vuole continuare a fare opposizione sterile o se vuole tentare di vincere il campionato.»
«Il campionato – ha aggiunto – si può vincere in un solo modo: prendendo chi fa la differenza. Piaccia o no, i sondaggi e i numeri dicono che in Sicilia i fuoriclasse siamo noi. Quindi se vogliono vincere le elezioni devono scegliere Cateno De Luca come candidato alla presidenza della Regione. Siamo riconosciuti dall’elettorato regionale. E lo siamo perché non abbiamo mai cercato di fare finta politica nazionale: siamo un movimento regionale che funziona e che ha costruito una credibilità reale nei territori.»
La tappa di Ragusa si inserisce nel tour di presentazione del Governo di Liberazione, che in queste settimane sta attraversando la Sicilia per incontrare stampa, cittadini e sostenitori. Nel corso della presentazione del progetto politico “Governo di Liberazione” a Ragusa, l’on. Cateno De Luca ha illustrato – anche attraverso una metafora calcistica – la visione che Sud Chiama Nord propone alla Sicilia per costruire una vera alternativa di governo.

De Luca ha spiegato che in ogni squadra arriva un momento in cui, pur avendo un gruppo affiatato, serve qualcosa in più per vincere davvero il campionato:
«Nel calcio – ha detto – capita che una squadra cresciuta insieme, che ha già vinto qualche partita, si renda conto che così non può vincere il campionato. Allora si va a cercare il fuoriclasse, il giocatore che in altri contesti ha dimostrato il suo valore, ma che lì non ha avuto le condizioni per far vincere il campionato. È un meccanismo normale: se vuoi arrivare in cima, devi investire sul fuoriclasse.»
Ricollegandosi al dibattito politico siciliano, De Luca ha commentato:
«Il cosiddetto campo largo si considera una squadra affiatata. Nel 2022 dicevano di essere uniti, poi si sono divisi in due squadre appena arrivati in campo. Tre anni fa si sono massacrati, oggi fanno finta di essere compatti. Sono andati pure sotto il mantello di San Martino, ma non ci hanno voluto: non ci hanno invitato. E gli ostracismi non servono a nulla, perché non si cambia una terra con queste logiche.»
Il leader di Sud Chiama Nord ha poi rilanciato la metafora:
«Se una squadra vuole vincere il campionato, prende il fuoriclasse. Se invece vuole solo vincere qualche partita e restare nelle zone alte della classifica ma senza arrivare al titolo, allora fa altre scelte. Il punto ora è semplice: il centrosinistra deve decidere se vuole continuare a fare opposizione sterile o se vuole tentare di vincere il campionato.»
«Il campionato – ha aggiunto – si può vincere in un solo modo: prendendo chi fa la differenza. Piaccia o no, i sondaggi e i numeri dicono che in Sicilia i fuoriclasse siamo noi. Quindi se vogliono vincere le elezioni devono scegliere Cateno De Luca come candidato alla presidenza della Regione. Siamo riconosciuti dall’elettorato regionale. E lo siamo perché non abbiamo mai cercato di fare finta politica nazionale: siamo un movimento regionale che funziona e che ha costruito una credibilità reale nei territori.»
La tappa di Ragusa si inserisce nel tour di presentazione del Governo di Liberazione, che in queste settimane sta attraversando la Sicilia per incontrare stampa, cittadini e sostenitori.


Nuovo CdA della Sac. La protesta del M5S

Nuovo CdA della Sac. La protesta del M5S

Alla Sac la società di gestione gli aeroporti Fontanarossa di Catania e Pio La Torre di Comiso, oggi è stato designato il nuovo Cda: Nico Torrisi è stato confermato amministratore delegato . Del nuovo consiglio di amministrazione fanno parte la commercialista Anna Quattrone (presidente del Cda) e i consiglieri Giuseppe Alfano, Salvo Panebianco e l'avvocato penalista Francesca Garigliano. Quindi in barba a tutte le promesse di Schifani abbiamo una nuova governance alla Sac.  Come era facile prevedere l'assemblea dei soci (  in massima parte rappresentata da commissari come ad esempio Antonio Belcuore che a nome della Camera di Commercio contava per cinque ottavi delle quote) ha riconfermato l'amministratore delegato uscente Nico Torrisi e ratificato le nomine dei nuovi componenti del Cda. Del nuovo consiglio di amministrazione fanno parte la commercialista Anna Quattrone (presidente del Cda) e i consiglieri Giuseppe Alfano (ex sindaco di Comiso), Salvo Panebianco (imprenditore, ex assessore provinciale ed ex vicesindaco di Paternò) e l'avvocato penalista Francesca Garigliano. Sulla notizia è subito intervenuta  l'on Campo del M5S.
Le nomine Sac sono un messaggio chiaro alla Sicilia, l’aeroporto di Catania, assieme a quello marginalizzato di Comiso, trattato come terreno di spartizione e non come infrastruttura strategica per l’Isola”.
“Da mesi – dice Campo - la SAC è ostaggio delle solite trattative di potere. Un CdA scaduto, assemblee rinviate, decisioni congelate: non per migliorare gli aeroporti di Catania e Comiso, ma per spartirsi le poltrone. Il 'rilancio' tanto sbandierato è solo facciata: l’assetto della società è scritto nelle segreterie dei partiti di centrodestra, con un manuale Cencelli aggiornato alle esigenze della coalizione. Schema 3-1-1: tre posti del CdA a Fratelli d’Italia, uno al Movimento per l’Autonomia e, innanzitutto, la conferma dell’amministratore delegato, Nino Torrisi, in quota Forza Italia, o forse addirittura in quota Schifani. A questo schema, a caselle già riempite, anche Totò Cuffaro aveva avanzato delle pretese di partito, peccato per lui, che le coincidenze giudiziarie, che lo hanno travolto, mandando in fumo questo ramo di spartizione partitocratica”.
“La conferma di Torrisi - continua Campo - non è una scelta tecnica, ma l’ingranaggio di un equilibrio tra FdI, MPA, FI e le loro correnti. Altro che merito: lottizzazione pura, la stessa che ha invaso sanità, partecipate e ogni angolo dell’amministrazione regionale. Il commissariamento della Camera di commercio — principale azionista — completa il cortocircuito: chi dovrebbe controllare è controllato. Intanto Comiso resta un aeroporto fantasma: poche rotte, voli occasionali, nessun piano credibile per attirare vettori o sviluppare il cargo. La propaganda parla di miracoli, la realtà di un territorio che non decolla”.
“Le nomine in SAC. continua Campo avrebbero richiesto trasparenza, competenze e selezioni pubbliche. Invece il governo Schifani dimostra ancora una volta di usare infrastrutture strategiche come uffici di collocamento politico. Un danno per la Sicilia orientale, per le imprese e per chi crede in istituzioni al servizio dei cittadini, non delle correnti”.
“Tutto questo – conclude la deputata - mentre la situazione dell’aeroporto di Comiso resta sospesa fra dichiarazioni trionfalistiche da una parte e scalo limitato a pochi voli al giorno dall’altra. Nessuno può negare che i voli agevolati siano una boccata d’ossigeno per i residenti, ma restano misure emergenziali, non una strategia. Non esiste un vero sistema di rotte coerente, non esiste un piano pluriennale credibile per attrarre vettori solidi. Le nuove tratte sono spesso stagionali, occasionali, rivolte a bacini limitati e con orari poco funzionali al turismo. Sul versante cargo, poi, si continua a raccontare un progetto che esiste sulla carta da oltre dieci anni, rilanciato ciclicamente a ogni conferenza stampa ma senza risposte alle domande fondamentali: quali operatori saranno coinvolti, quale ruolo avrà l’area industriale iblea, chi beneficerà davvero di questo presunto hub logistico?”

 


Ma quando piove.....

Ma quando piove.....

“Il forte temporale di venerdì 6 novembre ancora una volta ci mette davanti il fatto che continuiamo
a sottovalutare i nuovi scenari climatici e metereologici: piove tanto e in poco tempo. Sono piogge
tipiche di un meteo che non è impazzito ma che reagisce a una situazione climatica fortemente
modificata dal riscaldamento del pianeta dovuto alle emissioni di gas serra. A questo si aggiunge la
situazione di un terreno incapace di reagire a questi fenomeni, perché non assorbe più nulla. Se
piovesse, anche tanto, in un’area permeabile gli effetti ci sarebbero, ma risulterebbero comunque
decisamente inferiori e più lenti a generarsi rispetto alle aree impermeabilizzate. Al contrario, in
presenza di massiccia impermeabilizzazione, ovvero di cementificazione, l’infiltrazione di acqua nel
suolo è quasi nulla.
I fatti di questi giorni ci dimostrano che la soluzione tecnica della nuova rete di smaltimento delle
acque bianche” – commenta il presidente di Legambiente Ragusa, Angelo Rinollo – “tanto invocata
da tecnici e politici come soluzione non può funzionare e non ha funzionato. Quella che è stata
inaugurata lo scorso anno non è riuscita a reggere l’impatto dell’evento. Presumibilmente non sarà
in grado di farlo neppure nei prossimi anni.
Non basta un rimedio tecnico davanti a uno scenario urbanistico che continua pervicacemente a
non dare segnali di cambiamento. Sovradimensionare la rete scolante e nel frattempo non fermare
l’onda di impermeabilizzazione (ovvero di consumo di suolo) da un lato e non avviare un serio,
diffuso, esteso e cospicuo programma di depavimentazione dall’altro non fa che rendere vane
quelle opere. Non servono a nulla se nel frattempo non si smette di impermeabilizzare il territorio
a colpi di cemento e asfalto.
Nel corso dell’adozione del PRG” – continua ancora il presidente di Legambiente Ragusa, Angelo
Rinollo – “abbiamo proposto di vincolare le nuove impermeabilizzazioni del suolo alla
depavimentazione di una pari superficie da destinare alla piantumazione di nuovi alberi, ma il
Consiglio Comunale non ha accettato la proposta. E’ pur vero che l’Amministrazione Comunale di
Ragusa, meritoriamente, ha deciso di interrompere la folle corsa alla cementificazione, iniziata nel
2007, di 2.000.000 di mq di suolo agricolo, riducendo la superficie destinata a nuove edificazioni,
ma tale riduzione è comunque inferiore a quanto sarebbe stato necessario.
E’ importante convincersi che la crescita dell’urbanizzazione concorre a peggiorare gli effetti del
nuovo clima e a incrementare l’esposizione ai danni ovvero aumenta la spesa pubblica. Quel che
bisogna fare è semplice: riutilizzare ciò che già esiste prima di toccare anche un solo metro quadrato
di suolo, lavorare a un rigoroso stop al consumo di suolo, avviare una campagna di estesa
depavimentazione con conseguente rinaturazione delle aree depavimentate.
Si inizi dai progetti a titolarietà comunale” – conclude il presidente di Legambiente Ragusa, Angelo
Rinollo, – “sia quelli in corso di attuazione che quelli programmati, che riguardano la realizzazioni
di impianti sportivi e di costruzioni collegate nell’area tra via Berlinguer, via Psaumida e via
Cartia.”


Nuove regole per la Sanità Siciliana

Nuove regole per la Sanità Siciliana

Ieri il centrodestra ha preso una decisione storica sul fronte delle nomine nella sanità che da adesso in poi non potranno più essere lottizzate dai partiti. Verrà istituita un’Alta Commissione composta dal Presidente della Regione, da un componente espresso dell’Agenas e uno dalla Conferenza dei rettori. Questa proporrà (tra gli idonei) una terna di candidati sulla quale poi il governo deciderà. Sarà il sistema più trasparente tra tutte le regioni. “I nuovi direttori generali non saranno scelti soltanto dalla giunta ma prima saranno selezionati da una commissione composta da tre soggetti nominati, uno dal presidente della Regione, un altro da Agenas e il terzo dalla conferenza dei rettori”. Con queste parole, ieri sera, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha annunciato una modifica significativa al sistema di selezione dei manager della sanità, anticipando una riforma che punta a ridurre polemiche e opacità che negli ultimi anni avevano accompagnato le nomine. Nulla di realmente nuovo, in realtà. Il modello annunciato da governatore richiama da vicino lo schema già introdotto durante il governo Musumeci con l’allora assessore alla Salute Ruggero Razza. Fu infatti in quella stagione che, applicando il decreto Lorenzin, la selezione dei direttori generali venne affidata a una commissione terza composta da un rappresentante del Consiglio Superiore di Sanità, un delegato Agenas e un docente universitario nominato dal presidente della Regione.

La differenza proposta  da Schifani, e che il governo regionale sta valutando nelle sue applicazioni, è lo scorporo delle fasce, non più gruppi omogenei. Una selezione, quindi, distinta per ogni singola azienda, con la commissione chiamata a formulare terne specifiche. Un modello che restringe ulteriormente il campo, riduce, almeno sulla carta, i margini di discrezionalità politica e punta a consegnare ai governi regionali liste più mirate e meno manipolabili. Tuttavia,  quel sistema, pur più ordinato, non fu immune da polemiche. La novità proposta oggi dal governatore, invece, non ha suscitato contestazioni: in Fratelli d’Italia è stata accolta con entusiasmo.


Sabato 22 novembre Deluca a Ragusa

Sabato 22 novembre Deluca a Ragusa

Cateno De Luca dopo i suoi problemi di salute e aver subito le lusinghe della maggioranza di destra che lo hanno convinto a dilapidare un piccolo patrimonio di consensi come figura anti Schifani oggi ritorna in se e lancia il tour “Governo di Liberazione”: incontri nelle province siciliane con stampa e sostenitori. Un  percorso politico guidato dall’on. Cateno De Luca, sotto l'egida di Sud chiama  Nord  che attraverserà tutte le province siciliane con una fitta agenda di conferenze stampa, incontri pubblici e momenti di ascolto con sostenitori, amministratori e cittadini.
Un calendario intenso, articolato tra novembre e dicembre, pensato per parlare direttamente ai siciliani e condividere un progetto politico che punta a restituire autonomia, trasparenza e sviluppo ai territori.
Le  tappe del tour toccheranno Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Agrigento Messina, Palermo, Siracusa, Trapani e , Ragusa dove l'appuntamento è previsto per sabato prossimo al Mediterraneo.  Il messaggio politico è chiaro «La Sicilia è arrivata a un punto di svolta: o si ha il coraggio di rompere gli schemi e liberarla dalle lobby che la tengono ostaggio imponendo un insopportabile PIZZO LEGALIZZATO oppure questa terra continuerà a essere soffocata da giochi di potere e improvvisazione. Ho ormai risolto i miei problemi di salute. A dicembre effettuerò l’ultimo test, ma tutto sembra definitivamente superato. E proprio per questo, in un momento così delicato per la Sicilia, riprendo adesso il percorso che ho dovuto interrompere quasi due anni fa, nell’aprile del 2024, a causa dei miei gravi problemi di salute .
Oggi la Sicilia vive una fase complessa, che richiede serietà, responsabilità e una visione capace di guardare lontano intervenendo immediatamente con riforme strutturali che richiedono il coinvolgimento di uomini e donne di buona volontà sdegnati dalla stucchevole guerra tra conservatori del sistema parassitario ed improvvisati savonarola ben pagati.
La Sicilia negli ultimi dieci anni è stata governata da tutto l’arco costituzionale, ma la situazione è andata sempre peggiorando perché tutti hanno preferito mangiare la mela del peccato gestendo come un bancomat i nostri destini, evitando di imbracciare l’ascia delle riforme per squarciare la cappa di rassegnazione e sudditanza che pervade buona parte dei siciliani».


Comiso cresce e forse raddoppia!

Comiso cresce e forse raddoppia!

 Ad appena due settimane dall’avvio della continuità territoriale, partita il primo novembre, i numeri certificano il successo dell’operazione  10 mila passeggeri sulle rotte per Milano e Roma, con il collegamento diretto Comiso-Milano Linate che ha registrato una percentuale di riempimento del 99 per cento. E sono già oltre 30 mila i biglietti venduti per partenze previste nelle prossime settimane. Alla luce dell'alto gradimento registrato, il vettore Aeroitalia ha manifestato la disponibilità a valutare rotazioni aggiuntive sulla direttrice Comiso-Milano Linate-Comiso, e l'assessorato regionale delle Infrastrutture e mobilità ha pianificato il potenziamento del trasporto pubblico per raggiungere l'aeroporto.  «Siamo davvero orgogliosi di questo risultato straordinario - commenta il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani - che testimonia come avessimo visto giusto quando abbiamo deciso di investire con forza per il rilancio di questa infrastruttura, fondamentale per l'intero sistema regionale. Il successo di un aeroporto moderno passa anche dall'aumento dell’offerta commerciale, che si traduce nell'incremento del numero dei voli disponibili, e dalla facilità di raggiungere lo scalo aereo. Ecco perché l’assessorato delle Infrastrutture e mobilità ha pubblicato la manifestazione di interesse per attivare due nuove tratte aeree, con destinazioni ancora da stabilire, e ha disposto il potenziamento dei collegamenti di trasporto pubblico da Ragusa, Agrigento e Gela. La continuità territoriale non è solo un servizio, ma uno strumento di sviluppo economico e sociale per la Sicilia sud-orientale. Comiso vola alto e il raddoppio dei voli su Linate, le nuove tratte in arrivo e il potenziamento del trasporto pubblico locale testimoniano l’attenzione del governo regionale verso un’infrastruttura strategica per tutta la Sicilia.