La dissalazione dell’acqua di mare.

La dissalazione dell’acqua di mare.

Si è svolto a Palermo, nei giorni scorsi, il seminario “La Dissalazione dell’acqua di mare  e le tecnologie correlate nel contesto del Water-Energy-Food-Ecosystem (WEFE) Nexus”, un evento articolato in due intense giornate di lavori che ha visto la partecipazione di numerosi esperti, rappresentanti istituzionali, accademici e tecnici del settore. L’iniziativa, promossa dall’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia e dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo, ha avuto come obiettivo quello di mettere al centro del dibattito il tema cruciale della crisi idrica e della siccità, stimolando un confronto costruttivo sulle soluzioni strutturali da adottare per fronteggiare un’emergenza che rischia di diventare permanente. L’evento ha ospitato contributi molto interessanti e pregnanti, che hanno analizzato la tematica dal punto di vista tecnico e tecnologico, giuridico e normativo, con interessanti casi studio per valutarne con metodo le applicazioni concrete e le conseguenze attese; hanno preso la parola, in rappresentanza degli Ordini promotori, anche Vincenzo Di Dio, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Palermo, e Paolo Mozzicato per l’Ordine dei Geologi di Sicilia. Vari i casi studio presentati da Rosario Ruggieri, che ha relazionato sul tema “Vulnerabilità e protezione delle fonti idriche ad uso potabile: due casi studio emblematici negli Iblei”, relativi a problematiche di inquinamento che, nel corso degli anni, hanno interessato l’area iblea. Tra questi, spiccano l’insalinamento da cloruri della fascia costiera iblea, che si estende per circa 2 km verso l’entroterra a causa dell’avanzamento del cuneo salino, fenomeno riconducibile al sovrasfruttamento della falda costiera, determinato dalla presenza intensiva di pozzi per uso irriguo nella cosiddetta “fascia trasformata”; l’inquinamento della sorgente Salto di Lepre, utilizzata per l’approvvigionamento idrico del Comune di Scicli, dovuto all’ingresso di acque insufficientemente depurate; l’inquinamento della sorgente Fonte Paradiso, utilizzata dal Comune di Santa Croce Camerina, compromessa dalla perdita del fluido di circolazione durante una trivellazione petrolifera; infine, l’inquinamento delle sorgenti Oro e Scribano-Misericordia del Comune di Ragusa, causato dalla presenza di attività antropiche all’interno del bacino di ricarica di tali fonti, nonostante fossero vigenti le fasce di rispetto previste dal D.Lgs. 152/2006. Questi casi evidenziano la necessità improrogabile per gli enti competenti di istituire con urgenza le Aree di salvaguardia per i corpi idrici destinati al consumo umano e di garantire il rispetto delle prescrizioni contenute nel suddetto decreto legislativo, attraverso un’efficace e costante attività di controllo e monitoraggio. «L’obiettivo di questa iniziativa era proprio quello di riportare con forza il tema della siccità e della gestione delle risorse idriche al centro dell’agenda politica – ha dichiarato il Presidente Mozzicato a margine del convegno - e di stimolare un dibattito costante e qualificato, soprattutto con la classe dirigente, che deve essere responsabilizzata affinché si superi l’approccio emergenziale che ha caratterizzato le scelte degli ultimi decenni. È essenziale pianificare con visione strategica, adottando soluzioni strutturali e durature che garantiscano la resilienza del territorio. Continuare oggi a discutere di perdite idriche in una fase di grave crisi climatica rappresenta una sconfitta inaccettabile: una situazione che non possiamo più permetterci». Particolare attenzione è stata dedicata, nella seconda giornata, al tema della desalinizzazione dell’acqua di mare e alle tecnologie innovative legate al Water-Energy-Food-Ecosystem (WEFE) Nexus, con relazioni di assoluto rilievo ed attualità che hanno illustrato soluzioni tecnologiche e operative all’avanguardia per affrontare la sfida della scarsità idrica. L’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia ribadisce il proprio impegno nel promuovere il confronto interdisciplinare e la diffusione di buone pratiche per la gestione sostenibile delle risorse idriche e per la tutela del territorio, nella consapevolezza che la crisi idrica rappresenta una delle emergenze più gravi del nostro tempo e che soltanto un approccio condiviso e lungimirante potrà garantire soluzioni efficaci e durature.


L'ospedale Cannizzaro eccellenza siciliana

L'ospedale Cannizzaro eccellenza siciliana

Un'eccellenza dlla sanità siciliana è senza dubbio il Cannizzaro di Catania ed è per questo che pubblichiamo questa notizia.
Si trasferisce l’attività del Pronto Soccorso generale dell’Azienda Ospedaliera per l’Emergenza Cannizzaro di Catania: a partire da domani, mercoledì 9, gli ambulatori saranno operativi nei locali profondamente rinnovati, con accesso dall’ingresso principale. Si tratta del più importante step dell’opera di rifunzionalizzazione del PS, realizzata grazie ai fondi della struttura commissariale per il potenziamento della rete ospedaliera siciliana. Il cantiere, tuttavia, non cesserà in quanto gli interventi edili e impiantistici proseguiranno nei locali finora occupati dai codici verdi.
Da domani, i mezzi di soccorso e i veicoli utilizzati per gli accessi autonomi dovranno, pertanto, indirizzarsi verso l’ingresso centrale (F1), caratterizzato dalla camera calda anch’essa rinnovata, e non più verso quello laterale a fianco al Pronto Soccorso pediatrico.
Il nuovo PS generale si caratterizza per l’ammodernamento impiantistico con nuove funzionalità, la riqualificazione e l’ampliamento dei vari spazi compresa l’area infettivologica, la riorganizzazione dei percorsi e della segnaletica anche in funzione dei nuovi codici colore, l’implementazione di misure per la sicurezza di utenti e operatori, la dotazione di nuovi elettromedicali e letti, il miglioramento dell’umanizzazione per un maggiore comfort dei pazienti e l’ottimizzazione dell’area esterna con parcheggio dedicato.
Qui è stata rinnovata anche la segnaletica, adeguata per migliorare la viabilità anche attorno all’area antistante il PS e l’ingresso F3, nonché per l’accesso verso diversi padiglioni.

IL CONSIGLIO APERTO ALL'AEROPORTO

IL CONSIGLIO APERTO ALL'AEROPORTO

Sono stato all'aeroporto di Comiso per seguire i lavori del consiglio comunale aperto con argomento unico la situazione dello scalo. Purtroppo è ormai prassi, in queste occasioni aperte, far parlare prima sindaci e deputati e così si perde almeno un'ora e mezza. Poi parlano quelli del popolo, del comitato e alla fine, quando sono tutti stanchi, interviene il padrone di casa intesi come la Schembari e Dibennardo. La trama dell'incontro era ben nota. I consiglieri di maggioranza, "curcati nta pagghia", quelli di opposizione, come Gaglio, con accuse pesanti alla Sac. Poi le belle parole dei sindaci che hanno ribadito l'importanza dello scalo e di fare squadra e ancora la necessità di ritrovare Ryanair (dice Cassì) . E ancora i deputati di maggioranza che dicono di aver fatto tutto e d'opposizione con accuse politiche e richieste di maggiori interventi. Qundi il comitato fortemente critico nei confronti della sindaca e della Sac. Ma le conclusioni sono toccate proprio a questi ultimi che invece hanno rigettato ogni accusa affermando che non si poteva fare meglio presentando piani industriale approssimativi e puntando sui sogni del cargo. Ma ormai erano tutti stanchi, circa le 21 e 30, e nessuno ha avuto la forza di ribadire. La conclusione? Nulla di nuovo. L'aeroporto è vuoto, non c'è la summer, e le previsioni per il prossimo anno non sono rosee. Anche la continuità territoriale non sarà la salvezza per le voci che circolano che vogliono vincitrice del bando la contestatissima Aeroitalia. Insomma la frittata e fatta da tempo e la possiamo rigirare come si vuole ma sempre frittata è. Due note. La prima è che per la prima volta, ripeto la prima volta, entra nel dibattito l'on Abbate che chiederà a Palermo di far ritirare la concessione alla Sac. Lui è un testardo e se ci si mette.... Una decisione però che doveva essere presa molti anni fa quando il sottoscritto e pochi altri dicevamo che c'era una strategia catanese per non far cresce Comiso. L'altra è sulla teoria del complotto militare che porta avanti il sindaco Aiello. Non c'è nessun piano per trasformare Comiso di nuovo in base militare. A meno che non si entri in guerra e allora sarebbe un'altra storia. In definitiva può servire parlare di un problema ma c'è troppa passerella e il dibattito non si può svolgere. L'dea del ritiro della concessione non è azzardata perchè anche uno studentello di ragioneria al primo anno capisce che chi compra un bene per diversi milioni e poi fa di tutto per perderne tanti altri e non intende investire è destinato non a fallire, perchè la Sac non fallisce, ma almeno a conquistare il "Tapiro d'oro degli Iblei"

ecco alcuni interventi


Per la prima volta anche Abbate.

Per la prima volta anche Abbate.

E' la prima volta che sento l'on Abbate prendere una posizione, in merito alla situazione dell';aeroporto di Comiso.
E' così mentre all'interno della struttura, oggi pomeriggio, si svolge un consiglio comunale aperto, Abbate scende in campo con una richiesta che non ammette mezze misure. Il deputato regionale chiede al Governo Regionale di lavorare per rimuovere dalla gestione dello scalo la SAC. E lo fa attraverso una lettera indirizzata al Consiglio Comunale di Comiso, oggi convocato in seduta aperta con un unico argomento all'ordine del giorno: il Pio La Torre. ;Anche a distanza, desidero che giunga forte e chiara la mia voce e la mia posizione in merito all'Aeroporto di Comiso. Voglio ribadire con estrema fermezza la mia assoluta determinazione a non permettere che cali il silenzio su quello che, a tutti gli effetti, si configura come un vero e proprio abbandono della nostra infrastruttura aeroportuale. Anzi, il recente e significativo gesto del sindaco di Acate Gianfranco Fidone, con il suo video che ha fatto il giro del web, ha avuto il grande merito di riaccendere prepotentemente i riflettori su una situazione che rischiava di scivolare nell'indifferenza generale. Questo ha dimostrato, ancora una volta, quanto la questione sia sentita dalla nostra comunità e quanto sia necessario agire con urgenza. Ritengo che l'unica e piena responsabilità di questa disastrosa situazione ricada senza alcun dubbio sulla SAC. È semplicemente inaccettabile il modo in cui, anche in quest'ultimo periodo, la SAC abbia sistematicamente scelto di dirottare voli verso altre destinazioni, persino su Malta, pur di non utilizzare e valorizzare lo scalo di Comiso. Questo atteggiamento non solo danneggia economicamente il nostro territorio, ma mortifica la dignità dell'intera area iblea, privandola di opportunità di sviluppo, di collegamenti essenziali per il turismo e per le attività produttive locali. È una chiara manifestazione di disinteresse e di una gestione che non tiene in alcun conto le esigenze del nostro tessuto sociale ed economico. Per tale motivo ho chiesto al Presidente Carta, già da qualche settimana, la convocazione della Commissione Infrastrutture all’ARS per iniziare un percorso alternativo che impegni il governo regionale a prendere iniziative estreme per togliere la gestione dell’Aeroporto di Comiso alla SAC. .


Protocollo d’intesa per investimenti e credito

Protocollo d’intesa per investimenti e credito

BAPS (Banca Agricola Popolare di Sicilia) e Regione Siciliana hanno firmato oggi un protocollo d’intesa per sostenere investimenti e favorire l’accesso al credito delle imprese siciliane del settore agroalimentare. L’accordo siglato da Saverio Continella, Amministratore Delegato e Direttore Generale di BAPS, e Salvatore Barbagallo, Assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, stanzia 150 milioni di euro per le imprese agricole e agroindustriali siciliane. Grazie a questo strumento, l’Istituto siciliano si impegna a facilitare l’accesso al credito per le imprese siciliane nel triennio 2025-2027 attraverso soluzioni dedicate che favoriscano la sostenibilità, l’innovazione e la competitività internazionale del comparto.“L’accordo di oggi si inserisce all’interno del nostro Piano di Impresa 2025-2027 FUTURA, che intende rafforzare il dialogo strutturato e costante tra sistema bancario, partner industriali e commerciali, imprese, territorio e pubblica amministrazione per affrontare al meglio le grandi sfide della trasformazione economica, energetica e infrastrutturale. Il nostro ruolo è creare in Sicilia le migliori opportunità possibili per le famiglie e le imprese. I 150 milioni di euro stanziati saranno orientati a sostenere progetti strategici in settori chiave per il rilancio dell’economia regionale: transizione energetica, efficientamento infrastrutturale, innovazione nei comparti produttivi, valorizzazione delle filiere agricole e agroindustriali, rigenerazione urbana e sostegno alle PMI”, ha dichiarato Saverio Continella, Amministratore Delegato di BAPS. Il protocollo firmato oggi da Salvatore Barbagallo Assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, rappresenta un passo concreto nella direzione di una politica agricola più integrata, moderna e orientata ai bisogni reali delle imprese. “In un contesto di cambiamenti climatici e volatilità del mercato, il comparto agroalimentare siciliano ha bisogno di strumenti agili, tempestivi e ben calibrati per continuare a crescere e innovare”, ha dichiarato l’Assessore Salvatore Barbagallo. “Questo accordo permette di rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato e accompagnare gli imprenditori agricoli in una fase decisiva della transizione ecologica ed economica”. Il plafond potrà sostenere progetti in ambiti chiave come l’agricoltura rigenerativa, la digitalizzazione, l’uso efficiente delle risorse idriche, le energie rinnovabili, la logistica e la trasformazione industriale, con particolare attenzione ai giovani agricoltori e alla sostenibilità ambientale. Il protocollo siglato oggi suggella un percorso di avvicinamento e di attenzione da parte di BAPS al comparto agroindustriale e a tutti i suoi operatori, coerentemente con la sua storia e con le opportunità di sviluppo che possono generarsi. Di recente diversi le iniziative concluse: gli accordi con i Consorzi di tutela del vino Cerasuolo di Vittoria ed Etna DOC, l’autorizzazione del MASAF per gestire gli investimenti della filiera frutta in guscio, la sospensione della quota capitale dei finanziamenti agrari per le aziende colpite dalla siccità, la sottoscrizione di accordi con FEI per il supporto allo sviluppo di progetti di innovazione e trasformazione, il costante supporto alle comunità energetiche e ai finanziamenti legati all’agrivoltaico.


Ma che c'entra?

Ma che c'entra?

Mi chiedo, e con me sono sicuro un bel po' di Ragusani, per quanto tempo ancora dovremo sopportare la vista di quella specie di enorme  pianoforte sottosopra posizionato in piazza San Giovanni di fronte alla nostra Cattedrale la cui facciata è inserita nella lista dell'Unesco.
L'architetto Semprini, ormai adottato dal Sindaco Cassì che ama quelli che vengono dal nord,   responsabile di un festival che nonostante il nome è assolutamente fuori contesto in questa città, da ormai 5 anni approfitta, in tutti i sensi, di Ragusa per le sue esternazioni, con buona pace dell'amministrazione. Questa volta è toccato a Piazza san Giovanni dove è stato sistemata, come dicevamo,  una grande sagoma che riproduce un  pianoforte posizionato su un lato con dentro dei cubi non meglio definiti e a fianco una colonna fatta di materiale traslucido.
La cosa più triste per non dire drammatica è che questa improbabile composizione "artistica" ha un titolo, leggendo il quale, il buon Dipietro direbbe a piena voce : ma che ci azzecca!
Infatti per colpire di più e, forse forse, approfittare della "provincia babba"  questo capolavoro artistico si chiama " Sinfonia Vulcanica" raffigurando, dicevamo, un pianoforte forgiato in metallo e pietra lavica ( ecco il riferimento vulcanico).
Quindi dovete abbandonare l'idea della musica, facilmente suggerita dallo strumento e pensare, come dice Semprini,  a "un incontro inedito tra la memoria del passato e la previsione del futuro".
Davvero incredibile come sia facile prenderci per il..........naso!
Va bene dover sottostare alle velleità culturali dell'amministrazione ma sarebbe giusto porre un limite temporale permettendo questa digressione, imperdonabile nella piazza principale  della città capitale del barocco, appena per i giorni del festival.
Interessante anche il metodo con il quale l'amministrazione ha deciso di finanziare la manifestazione.
Si tratta infatti  di un affidamento tramite trattativa diretta di un accordo/partenariato con l’Associazione Culturale Stupor Mundi per la realizzazione del Festival Barocco e Neobarocco V Edizione, dal 18 al 22 giugno, con mostre visitabili fino al 29 giugno 2025. Insomma quasi come per l'affaire "Castello di Donnafugata" dove con la scusa del partenariato si è fatto quel che si voleva.
L'impegno di spesa, almeno per quello che siamo riusciti a trovare, non è esagerato ma l'escamotage dell'accordo/partenariato è davvero simpatico e rientra nelle alchimie di bilancio per le quali è famoso qualche dirigente al Comune.
Detto questo, si prega quindi di far rimuovere l'ingombro in piazza visto che tra l'altro le mostre dovevano finire il 29 giugno ( chissà cosa inventeranno per spiegare questi ritardi)
Lo stesso dicasi per l'altra istallazione che è possibile " ammirare" in piazza delle Poste. Una serie di colonne il legno alte diversi metri utili a sorreggere pannelli sui quali sono affissi progetti mai realizzati e che mai si potranno realizzare.
Una dichiarazione di resa su tutti i fronti senza neanche sapere di chi è la colpa di tanti insuccessi.
Insomma, a detta di molti,  questa quinta edizione è stata  poco interessante e se non ci fosse stata la storia del pianoforte coricato o dei pilastri in legno non l'avrebbe notato nessuno.


Contributi regionali...ma tutto fa brodo

Contributi regionali...ma tutto fa brodo

La notizia non ci sorprende perchè da quando esiste la Regione, ed in particolare l'assessorato al Turismo, è a conoscenza di tutti l'enorme spreco di denaro elargito per manifestazioni inutili, in qualche caso neanche esistenti, con rendiconti esagerati e naturalmente il tutto affidato senza neanche un minimo di trasparenza, senza neanche l'ombra di un bando di gara. Ne potremmo citare tanti di eventi inseriti in campagne strategiche per il turismo o per lo sviluppo. Se tutto fosse stato davvero propedeutico allo sviluppo di qualche cosa, la Sicilia sarebbe meglio della Svezia. Succede ovunque è vero ma non vuol dire che la prassi sconsiderata debba diventare legge. Gli amministratori siano essi regionali o locali, soprattutto i sindaci, incuranti dei problemi delle loro città, non possono fare a meno di finanziare, a botte di centinai di migliaia di euro, le estati, i festival autoreferenti, e soprattutto gli spettacoli in piazza che sono il massimo della " cumacca". E' anche vero che ci sono operatori del settore onesti e scrupolosi ma come si può pensare che in città, per lo più in dissesto economico, si svolgano manifestazioni dove si spendono cifre enormi. Questa è clientela bella e buona, se non altro,  e al sindaco di turno non importa poi se la manifestazione vale o meno quello che conta è il manifesto firmato, la locandina, le stelle e la soddisfazione di aver speso cifre a tanti zeri mentre in città ad esempio manca l'acqua o la spazzatura arriva al primo piano.  A Ragusa ancora non sappiamo  a quanto ammonta la spesa per l'estate. Lo scorso anno, a detta del sindaco, sembra si sia superata la cifra di quattrocento mila euro e per il 2025 l'amministrazione non vorrà di certo fare cattiva figura. D'altra parte il sistema lo avevano già inventato i Romani: scacce, cavati. street food e  spettacoli e il popolo sarà felice. La triste considerazione comunque viene da quello che accade alla Regione dove anche  l'assessore regionale allo Sport , Elvira Amata, è indagata per corruzione per l'esercizio della funzione dalla Procura di Palermo nella stessa inchiesta in cui è coinvolto il presidente dell'Ars Gaetano Galvagno. Militari della guardi di finanza le hanno notificato avviso di richiesta di proroga delle indagini.  Al centro dell'inchiesta contributi per eventi culturali a fondazioni ed enti, in cambio di incarichi e consulenze per lo staff del presidente Galvagno, indagato per corruzione, insieme alla sua portavoce, Sabrina De Capitani, alla presidente della Fondazione Dragotto Caterina "Marcella" Cannariato, all'imprenditore Nuccio La Ferlita (organizzatore di eventi) e a Marianna Amato, dipendente della Fondazione orchestra sinfonica siciliana.  Se la magistratura volesse mettere il naso nella lista delle spese di qualche comune, da Ragusa in poi, se ne vedrebbero delle belle.


Protocollo di intesa tra Regione e BAPS per aziende più competitive sui mercati.

Protocollo di intesa tra Regione e BAPS per aziende più competitive sui mercati.

I fondi per l'agricoltura sono stati numerosi e molto congrui ma spesso non solo non sono riusciti a dare impulso al settore ma addirittura diverse centinaia di milioni sono rimasti nei cassetti dell'UE per incapacità dei nostri imprenditori ad accedere ai contributi. C'è anche il problema del credito perchè , come è naturale si devono anticipare somme rilevanti ed i rimborsi a causa della burocrazia tecnologicamente molto avanzata e precisa sono molto lenti. Ora c'è questo protocollo tra Baps e assessorato all'agricoltura che viene presentato a Ragusa.  I nuovi bandi del Piano di sviluppo rurale metteranno a disposizione delle aziende agricole siciliane ingenti risorse finanziarie per agevolare gli investimenti. È questo il contenuto del protocollo di intesa che sarà firmato  lunedì 7 luglio, alle 11, nella sede di Ragusa della Banca Agricola Popolare di Sicilia tra l’Assessore all’Agricoltura Salvatore Barbagallo e il direttore di BAPS Saverio Continella. «Per la realizzazione degli investimenti  - afferma l'assessore Barbagallo - è utile agevolare i rapporti tra aziende e istituti di credito. Per tale motivo il mio assessorato si fa promotore di sinergie con gli istituti di credito, anche per consentire tempestività ed efficacia negli interventi infrastrutturali da realizzare per rendere le aziende siciliane più competitive nei mercati italiani ed esteri». All’incontro, nel corso del quale saranno illustrati i contenuti del protocollo, sono invitati gli imprenditori agricoli interessati.

Meno male che arriva un volo ogni tanto.

Meno male che arriva un volo ogni tanto.

A Comiso, oltre alla mancanza di voli devo dire che c'è anche un certa mancanza di organizzazione. Faccio riferimento, per esperienza personale, al controllo passaporti per i  passeggeri che arrivano con voli da paesi non Schengen cioè al di fuori della Comunità Europea. E' il caso del collegamento per Tirana che opera 2 volte la settimana, ogni lunedì e venerdi, che al momento registra un ottimo successo. Il volo dura appena un'ora ma visto che dagli aerei della Wizzair sbarcano circa 200 passeggeri e  tutti insieme si ritrovano in un corridoi troppo piccolo,. Si crea un caos indescrivibile perché si è già un po' nervosi e non mancano i battibecchi. A conti fatti, alla fine, si passano almeno 3 quarti d'ora in fila.   Mi chiedo: ma considerando che appunto Tirana è l'unica destinazione che richiede un controllo accurato non si potrebbe, quelle sole due volte la settimana, aumentare il personale e fare più  file. Ad esempio sarebbe utile, come si fa in altre nazioni, creare una corsia per i passeggeri della Comunità Europea il che servirebbe a snellire le procedure e a ridurre l'attesa. Ora non so dirvi da chi dipende questo  servizio. Non credo tocchi alla Sac ma la società di gestione per soddisfare i propri clienti dovrebbe intervenire.


La movida senza esagerare

La movida senza esagerare

Le città che si vantano di essere "turistiche", pur nell'ottica della vacanza, devono avere per forza delle regole perchè la località non è solo di coloro che la raggiungono di sera per passare qualche ora a bere e a fare schiamazzi se non di peggio ma anche dei residenti e di chi vorrebbe starsene tranquillo a godersi il  fresco. Giusta quindi l'ordinanza del sindaco di Ragusa costretto a fare questo passo dopo aver tentato il dialogo per contrastare fenomeni di degrado urbano, disturbo della quiete pubblica e rischio per la sicurezza nelle aree più sensibili della frazione balneare di Marina di Ragusa, in vigore dal 2 luglio al 30 settembre 2025. Il provvedimento – che revoca le precedenti ordinanze in materia – dispone, nelle aree individuate  il divieto di assembramenti non finalizzati alla corretta fruizione degli spazi pubblici, in particolare bivacchi e schiamazzi, il consumo all’aperto di bevande alcoliche e non, se contenute in vetro o lattine, con conseguente divieto di abbandono di rifiuti e attività ludiche che disturbino la quiete pubblica (es. diffusori musicali).  L’ordinanza si rende necessaria a seguito del peggioramento delle condizioni di vivibilità e sicurezza urbana, dovuto a comportamenti incivili e pericolosi che minacciano in particolare le fasce più deboli della popolazione. Sono previste sanzioni amministrative fino a 500 euro per i trasgressori, che saranno tenuti a cessare i comportamenti vietati e a ripulire l’area occupata.
Naturalmente questa ordinanza ha sollevato diverse proteste che possono a anche essere comprensibili dal punto di vista di qualche esercente ma non c'è dubbio che è necessario riportare la cosiddetta Movida entro limiti tollerabili e soddisfacenti per tutti.
Per maggiore chiarezza oggi è stato emesso questo comunicato: “Qualcuno, forse non comprendendone il senso o forse volutamente, sta facendo passare un messaggio distorto sull’ordinanza antibivacco per Marina. Facciamo allora un po’ di chiarezza perché è nell’interesse di tutti avere una Marina viva e decorosa, non il coprifuoco. L’ordinanza non vieta le attività ludiche né vieta gli assembramenti a prescindere; li vieta quando questi sfociano in atti molesti, in dispersione di rifiuti, nel disturbo della quiete pubblica o in qualsiasi altro comportamento illecito. Nessuno vieta e vieterà ai ragazzi o a chiunque di riunirsi, di stare insieme, di bere se hanno l’età per farlo.
Si può uscire in comitiva, non fare la pipì sui portoni delle case; si può bere nei locali, non per strada e lasciare le bottiglie in giro; si può scherzare, non arrampicarsi o scavalcare i cancelli delle abitazioni. Nessuno vuole reprimere nessuno.
L’ordinanza non vieta a prescindere, ma è uno strumento che consente alle forze dell’ordine di applicare una sanzione pecuniaria quando vengono attuati  comportamenti che oltrepassano il confine della legalità”.