Le donne e gli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria
E’ certezza che nella nostra martoriata regione il fuoco amico ha fatto ingenti danni alle cose, ma è altrettanto certo che nel sistema penitenziario siciliano, la Polizia Penitenziaria piange il disagio e le aggressioni nell’adempimento del proprio dovere.
Mettere a repentaglio la propria vita per far rispettare lo Stato Italiano cui è stato prestato giuramento, né
vale per il valore delle donne e degli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria che, impegnati nelle
operazioni di contenimento e sicurezza degli Istituti penitenziari, l’ultimo evento nei giorni scorsi, a Siracusa
è venuta a mancare la forza, la determinazione e l’impegno di un’amministrazione assente e distratta.
Sono tutti inutili i vari proclami di uomini politici che per apparire come soccorritori di un Corpo che,
oramai, massacrato e in coma, tentano di rianimarlo lanciando proclami a chi, loro stessi, avrebbero dovuto
sollecitare durante tutta questa legislatura che volge al termine ma, purtroppo, non c’è nulla da fare.
Questa, spesso è la triste sorte di chi è quotidianamente impegnato per la società, per la legalità e per
garantire l’incolumità della comunità dichiarano Rosario Mario Di Prima Segretario Nazionale e Nicolò
Lauricella Segretario Generale Aggiunto del SiNAPPe.
A fronte dei disagi, delle sofferenze ma soprattutto dell’impegno dei poliziotti penitenziari che giornalmente
soffrono il soffocamento delle violenze, c’è un’amministrazione distante dalla realtà, è novità ma, la
prevenzione è una parola astratta per chi ha le chiavi del potere, gli interventi a prevenire sono dimenticati,
le azioni a favare della sicurezza delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria non portano interessi.
Siamo sconcertati per ciò che accaduto in questi giorni ma, purtroppo, c’è altro e non solo, dicono ancora,
Lauricella e Di Prima, che con una nota ben circostanziata hanno denunciato uno dei tanti eventi che
dimostrano l’assoluta incompatibilità tra la legalità e la gestione degli Istituti penitenziari siciliani, seppur
accaduto negli anni passati, lo scenario e gli attori siano ancora gli stessi.
Il Si.N.A.P.Pe ha ritenuto doveroso sottoporre “nuovamente” all’attenzione dei vertici dell’Amministrazione
penitenziaria, con carattere di *assoluta urgenza*, le gravissime circostanze indicate nella nota, sulla visita
effettuata presso la Casa Circondariale “Pagliarelli” di Palermo da un Senatore della Repubblica,
accompagnato dal Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Sicilia, che, per la loro
natura e per le modalità con cui sarebbero state rappresentate, *non possono in alcun modo essere
sottovalutate né archiviate come meri episodi di carattere informale o di irrilevante natura istituzionale.*
La formale segnalazione è stata fatta, affinché siano immediatamente verificati fatti che, ove confermati,
evidenzierebbero una situazione di eccezionale gravità e di evidente incompatibilità con i principi di legalità,
imparzialità, trasparenza e buon andamento cui deve essere necessariamente improntata l’azione
dell’Amministrazione Penitenziaria.*.
Dichiara, ancora, – Lauricella- “Secondo quanto riferito, la visita non sarebbe stata concretamente orientata
alle finalità proprie di una visita istituzionale presso un istituto penitenziario, ossia alla verifica delle
condizioni strutturali dell’istituto, delle condizioni di vita della popolazione detenuta e del rispetto dei diritti
fondamentali delle persone ristrette, come previsto dall’*art. 67 dell’Ordinamento Penitenziario, bensì
sarebbe stata caratterizzata dall’intenzione di incontrare specificamente un detenuto indicato quale *amico e
conoscente del Senatore sin dall’infanzia*”.
La circostanza, ove confermata, sarebbe di per sé *estremamente grave*, poiché porrebbe un evidente
interrogativo circa l’effettiva finalità della presenza all’interno dell’istituto e circa l’eventuale utilizzazione
di una prerogativa istituzionale per finalità estranee a quelle proprie della funzione esercitata. Ma, vi è di più, secondo quanto riferito, l’incontro tra il Senatore e il detenuto sarebbe avvenuto in termini di
particolare familiarità e confidenza, con modalità tali da indurre lo stesso Senatore a precisare, alla presenza
dei soggetti presenti, che il detenuto era una sua *vecchia conoscenza d’infanzia*.
Secondo le informazioni pervenute, si parla che “il predetto Senatore avrebbe fatto parte del partito politico
NCD, dell’On.le Angelino ALFANO, il quale avrebbe sostenuto o proposto, la nomina a *Provveditore
Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria* chi poi lo ha accompagnato nella visita.
Ulteriore e non meno rilevante profilo riguarda la posizione del predetto “Senatore”, il quale, secondo
quanto rappresentato, all’epoca dei fatti sarebbe stato interessato da un procedimento giudiziario avente a
oggetto ipotesi di reato quali *associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, abuso
d’ufficio e falso*.
Si tratta di circostanze che, se riscontrate e correttamente collocate sotto il profilo temporale, *impongono
un accertamento rigoroso circa l’eventuale sussistenza di rapporti, collegamenti, interessi o situazioni
suscettibili di compromettere, anche soltanto sotto il profilo dell’apparenza, l’imparzialità dell’azione
amministrativa.*
Il SiNAPPe ha chiesto “formalmente alle Autorità interessate, di procedere senza indugio a ogni opportuno
accertamento…….e di ogni ulteriore elemento utile alla completa ricostruzione della vicenda.
La gravità delle circostanze rappresentate impone un riscontro *puntuale, trasparente e documentato*,
nonché l’individuazione di eventuali responsabilità qualora dagli accertamenti dovessero emergere condotte
non conformi alla legge o ai principi che regolano l’azione della Pubblica Amministrazione.
I dirigenti sindacali – Lauricella e Di Prima- preannunciano formalmente la presentazione di un dettagliato
esposto-denuncia alla competente Autorità Giudiziaria, nel quale saranno rappresentati tutti gli elementi
attualmente disponibili e saranno richiesti gli accertamenti investigativi ritenuti necessari per verificare la
sussistenza di eventuali responsabilità.
Il SiNAPPe ha chiesto formalmente, di conoscere quale ruolo abbia avuto il Provveditore Regionale nello
svolgimento della visita e nella gestione dei relativi rapporti istituzionali?
Il SiNAPPe si riserva altresì di valutare ogni ulteriore iniziativa nelle competenti sedi amministrative,
disciplinari e giudiziarie, a tutela della legalità, della trasparenza dell’azione amministrativa, dell’immagine e
del prestigio del Corpo di Polizia Penitenziaria e dei diritti del personale rappresentato.
E’ già in fase di elaborazione, da parte dei dirigenti sindacali di un altro documento denominato “IL
SISTEMA – ATTO QUARTO”, nel quale saranno portate all’attenzione delle competenti Autorità altre
circostanze e fatti di particolare gravità che, secondo gli elementi attualmente nella disponibilità della
scrivente, si sarebbero verificati nell’ambito dell’Amministrazione Penitenziaria Nazionale, a vantaggio di
chi gestisce la Regione Sicilia, con ripercussioni ricadenti negli iscritti e delegati Si.N.A.P.Pe., affinché
ciascuna Autorità possa procedere alle verifiche di propria competenza.
La scrivente Organizzazione Sindacale ritiene che la trasparenza dell’azione amministrativa non possa essere
un principio meramente enunciato, ma debba trovare concreta applicazione soprattutto quando sono
segnalate circostanze suscettibili di incidere sull’immagine, sull’imparzialità e sull’affidabilità
dell’Amministrazione Penitenziaria.

