Fondi per i siti Unesco. Trascorsi 25 anni ma si poteva fare di più.

< class="t-entry-title title-giornale-before h3">>

La città di Ragusa ha da tempo abdicato al  suo ruolo di capitale  reale del tardo barocco del Sud Est a causa del disinteresse mostrato,nel tempo, da sindaci ed amministratori, Eppure essendo inserita nella lista Unesco con tutto il centro storico e ben 18 monumenti rappresenta il vero punto di forza  del territorio. Basti pensare ad esempio che Modica ha solo due chiese nella lista, Scicli la sola Via Mormino e Catania solo la Via Crociferi. Purtroppo in quegli anni, prima del 2000 mila, nessuno,  in verità solo chi vi scrive,  alzò  la voce per contestare la  definizone di  citta del ” Val di Noto” che faceva riferimento alla antica suddivisione  geo politica degli arabi prima dei Normanni.  Si parla di un inutile associazione del Sud Est che pur avendo avuto a disposizone dei capitali non ha saputo ne mettere in piedi il necessario “piano di gestione” e tanto meno metterlo in pratica. La presidenza di questo fantomatico distretto è passata tra le mani dei sindaci di Noto, come per volontà divina, e poi di Caltagirone. E dire che Ragusa ha versato somme importanti ma a causa della ritrosia dell’amministrazione siamo succubi del “Val di Noto” Non è campanilismo becero è  constatazione di una evidente incapacità a guidare le sorti dell’intero Barocco del Sud Est nonostamnte le diverse occasioni avute perutilizzare questo strumento che per ora non serve a nulla. La Regione  ne capisce ancora meno e si limita a suddvidere fondi non puntando alla bonta di un progetto ma solo in base, forse , alla popolazione. o ad altro parametro che non conosociamo. La consigliera comunale di Ragusa, Rossana Caruso, ha ora  presentato una mozione di indirizzo che impegna l’Amministrazione comunale a utilizzare queste risore in modo mirato e strategico.  Per Ragusa, la somma disponibile ammonta a 162.741 euro, destinata — come previsto dall’articolo 26 della legge regionale per l’esercizio finanziario 2026 — esclusivamente alla valorizzazione culturale e del patrimonio artistico e museale.

La mozione sottolinea come il centro storico e Ragusa Ibla rappresentino il cuore identitario della città, il luogo dove si concentra la maggior parte del patrimonio monumentale. Per questo, Caruso propone che le risorse siano destinate prioritariamente a un programma organico di valorizzazione culturale, capace di rafforzare la partecipazione dei cittadini, sostenere la vivibilità del centro storico e accrescere l’attrattività turistica.

«Dobbiamo investire in iniziative che rendano i nostri luoghi della cultura più accessibili e più vivi — prosegue Caruso —. Penso ad aperture straordinarie serali e festive, a visite guidate gratuite, a percorsi culturali che raccontino la storia e l’identità di Ragusa. Penso soprattutto ai giovani: è fondamentale coinvolgere le scuole, creare laboratori, attività educative, strumenti che permettano alle nuove generazioni di conoscere davvero il patrimonio che hanno ereditato». Tra gli impegni richiesti alla Giunta, anche la predisposizione di un programma pubblico e trasparente sull’utilizzo dei fondi, con l’indicazione degli interventi previsti, dei relativi costi e degli obiettivi culturali perseguiti, oltre a una relazione finale al Consiglio comunale sui risultati ottenuti. «Questa mozione — conclude Caruso — vuole essere uno stimolo e un atto di responsabilità. Ragusa possiede un patrimonio unico, riconosciuto nel mondo. Sta a noi valorizzarlo, renderlo vivo, farne un motore di crescita culturale e sociale. È un dovere verso la città e verso chi la abita». Noi siamo d’accordo ma ci farebbe piacere che questi fondi, seppur limitati, possano essere utilizzati per conquistare qule ruolo del quale abbiamo parlato in apertura. Noto guadagna molto in promozione solo per questa definizione di capitale del barocco che è legittima ma non certo esclusiva. Da quasi 10 anni il sindaco Cassì ha avuto la possibilità di far valere i suoi diritti ma è sempre stato defilato. Una grave colpa proprio ora che si andranno a celebrare i 25 anni del riconoscimento Unesco.  Per inciso la foto di copertina è del 2023 e ritrae i responsabili della gestione di siti. ma non abbìamo notizia dei progetto e dei  risultati.

di Direttore02 Giu 2026 18:06
Pubblicità