Pianto del coccodrillo per il turismo
Federalberghi Palermo registra un calo medio del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Questo dato – dice Rosa Di Stefano, presidente degli albergatori palermitani – è un campanello d’allarme. Palermo ha un potenziale straordinario, ma la percezione di insicurezza tra i turisti sta erodendo il nostro essere attrattivi. Il turismo è, allo stesso tempo, uno dei motori economici più potenti di centinaia di comunità italiane e uno degli asset più sottovalutati del nostro sistema produttivo”. Lo stesso grido di dolore è stato lanciato da Siracusa.
E a Ragusa, da ogni parte arrivano segnalazioni per la crisi del settore. Solo chi non vuol sentire, qualche amministratore in particolare, da Schifani a Cassì, continua a sbrodolarsi parlando di turismo ma l’analisi è presto fatta. Secondo i dati di assoturismo il costo delle vacanze, in particolare quelle al mare, è aumentato nel 2025, con rincari per ombrelloni, lettini, parcheggi e ristorazione. Questo ha reso le vacanze in Italia meno accessibili per alcune famiglie, spingendole a cercare alternative più economiche o a rinunciare del tutto. Altre destinazioni turistiche, come la Croazia, l’Albania e la Grecia, hanno messo a punto campagne promozionali basate sulle informazioni dei viaggiatori e offrono prezzi più competitivi e potrebbero attrarre i turisti che cercano un buon rapporto qualità-prezzo. Certe località non possono reggere all’usura del tempo, come per Montalbano, e i destination manager vantati da Gal Gac etc, le loro manifestazioni inutili, realizzate spendendo sldi della comunità non riescono a riparare i danni,
I turisti potrebbero essere sempre più alla ricerca di esperienze autentiche e sostenibili, e di sicuro in destinazioni meno affollate e con un’offerta più varia. In alcune località turistiche italiane, si verifica addirittura il fenomeno dell’ overturism, cioè l’eccessivo afflusso di visitatori che causano sovraffollamento, degrado dei centri storici e un peggioramento della qualità della vita per i residenti. Questo scoraggia abbastanza i turisti tanto da spingerli a cercare destinazioni meno congestionate. In sintesi, il calo di presenze , ad esempio a Ragusa potrebbe essere il risultato di una combinazione di fattori economici per i prezzi degli affitti e dei servizi troppo alti e senza controllo. La concorrenza è spietata e si registrano cambiamenti nelle preferenze dei viaggiatori e c’è anche qualche problema legato all’overtourism. Marina è impraticabile per tutti, abitanti, villeggianti, visitatori pomeridìani e addirittura anche bagnanti. Ma ormai solo per 20 giorni l’anno. E qui casca l’asino. Cosa si deve fare? Ragusa vanta esperti di chiara fama ma dei quali non abbiamo contezza. Quelli a cui i comuni hanno demandato la promozione, parlo del Gal ad esempio, non riescono a studiare una strategia idonea. Ripetono sempre le stesse azioni, qualche fiera, arlare sempre di “destination manager” che come si vede non servono a nulla, riempono le città di cartelli che fanno pubblcità alo stesso Gal, senza badare alle brutture che ci sono in giro. Tutto ciò permette al comune di sentirsi coperto e non avere un capitolo e tanto meno un’assessore al turismo. Infatti è prassi a Ragusa demandare ogni cosa a qualche altro o a un bel bando. Niente da dire invece se si tratta di spettacoli. In piazza, sul sagrato della cattedrale, a Marina,, a Ibla. Come dicevo in altre occasioni basta dare un pezzetto di pista ciclabile, una rotatoria dopo l’altra, ( ma lo faceva già il sindaco Dipasquale) decine di spettacoli affidati ai soliti imprenditori, seri certamente, ma sempre loro e basta e la gente è contenta.
E a Ragusa, da ogni parte arrivano segnalazioni per la crisi del settore. Solo chi non vuol sentire, qualche amministratore in particolare, da Schifani a Cassì, continua a sbrodolarsi parlando di turismo ma l’analisi è presto fatta. Secondo i dati di assoturismo il costo delle vacanze, in particolare quelle al mare, è aumentato nel 2025, con rincari per ombrelloni, lettini, parcheggi e ristorazione. Questo ha reso le vacanze in Italia meno accessibili per alcune famiglie, spingendole a cercare alternative più economiche o a rinunciare del tutto. Altre destinazioni turistiche, come la Croazia, l’Albania e la Grecia, hanno messo a punto campagne promozionali basate sulle informazioni dei viaggiatori e offrono prezzi più competitivi e potrebbero attrarre i turisti che cercano un buon rapporto qualità-prezzo. Certe località non possono reggere all’usura del tempo, come per Montalbano, e i destination manager vantati da Gal Gac etc, le loro manifestazioni inutili, realizzate spendendo sldi della comunità non riescono a riparare i danni,
I turisti potrebbero essere sempre più alla ricerca di esperienze autentiche e sostenibili, e di sicuro in destinazioni meno affollate e con un’offerta più varia. In alcune località turistiche italiane, si verifica addirittura il fenomeno dell’ overturism, cioè l’eccessivo afflusso di visitatori che causano sovraffollamento, degrado dei centri storici e un peggioramento della qualità della vita per i residenti. Questo scoraggia abbastanza i turisti tanto da spingerli a cercare destinazioni meno congestionate. In sintesi, il calo di presenze , ad esempio a Ragusa potrebbe essere il risultato di una combinazione di fattori economici per i prezzi degli affitti e dei servizi troppo alti e senza controllo. La concorrenza è spietata e si registrano cambiamenti nelle preferenze dei viaggiatori e c’è anche qualche problema legato all’overtourism. Marina è impraticabile per tutti, abitanti, villeggianti, visitatori pomeridìani e addirittura anche bagnanti. Ma ormai solo per 20 giorni l’anno. E qui casca l’asino. Cosa si deve fare? Ragusa vanta esperti di chiara fama ma dei quali non abbiamo contezza. Quelli a cui i comuni hanno demandato la promozione, parlo del Gal ad esempio, non riescono a studiare una strategia idonea. Ripetono sempre le stesse azioni, qualche fiera, arlare sempre di “destination manager” che come si vede non servono a nulla, riempono le città di cartelli che fanno pubblcità alo stesso Gal, senza badare alle brutture che ci sono in giro. Tutto ciò permette al comune di sentirsi coperto e non avere un capitolo e tanto meno un’assessore al turismo. Infatti è prassi a Ragusa demandare ogni cosa a qualche altro o a un bel bando. Niente da dire invece se si tratta di spettacoli. In piazza, sul sagrato della cattedrale, a Marina,, a Ibla. Come dicevo in altre occasioni basta dare un pezzetto di pista ciclabile, una rotatoria dopo l’altra, ( ma lo faceva già il sindaco Dipasquale) decine di spettacoli affidati ai soliti imprenditori, seri certamente, ma sempre loro e basta e la gente è contenta.
di Direttore12 Ago 2025 19:08
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