Contributi regionali…ma tutto fa brodo
La notizia non ci sorprende perchè da quando esiste la Regione, ed in particolare l’assessorato al Turismo, è a conoscenza di tutti l’enorme spreco di denaro elargito per manifestazioni inutili, in qualche caso neanche esistenti, con rendiconti esagerati e naturalmente il tutto affidato senza neanche un minimo di trasparenza, senza neanche l’ombra di un bando di gara. Ne potremmo citare tanti di eventi inseriti in campagne strategiche per il turismo o per lo sviluppo. Se tutto fosse stato davvero propedeutico allo sviluppo di qualche cosa, la Sicilia sarebbe meglio della Svezia. Succede ovunque è vero ma non vuol dire che la prassi sconsiderata debba diventare legge. Gli amministratori siano essi regionali o locali, soprattutto i sindaci, incuranti dei problemi delle loro città, non possono fare a meno di finanziare, a botte di centinai di migliaia di euro, le estati, i festival autoreferenti, e soprattutto gli spettacoli in piazza che sono il massimo della ” cumacca”. E’ anche vero che ci sono operatori del settore onesti e scrupolosi ma come si può pensare che in città, per lo più in dissesto economico, si svolgano manifestazioni dove si spendono cifre enormi. Questa è clientela bella e buona, se non altro, e al sindaco di turno non importa poi se la manifestazione vale o meno quello che conta è il manifesto firmato, la locandina, le stelle e la soddisfazione di aver speso cifre a tanti zeri mentre in città ad esempio manca l’acqua o la spazzatura arriva al primo piano. A Ragusa ancora non sappiamo a quanto ammonta la spesa per l’estate. Lo scorso anno, a detta del sindaco, sembra si sia superata la cifra di quattrocento mila euro e per il 2025 l’amministrazione non vorrà di certo fare cattiva figura. D’altra parte il sistema lo avevano già inventato i Romani: scacce, cavati. street food e spettacoli e il popolo sarà felice. La triste considerazione comunque viene da quello che accade alla Regione dove anche l’assessore regionale allo Sport , Elvira Amata, è indagata per corruzione per l’esercizio della funzione dalla Procura di Palermo nella stessa inchiesta in cui è coinvolto il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Militari della guardi di finanza le hanno notificato avviso di richiesta di proroga delle indagini. Al centro dell’inchiesta contributi per eventi culturali a fondazioni ed enti, in cambio di incarichi e consulenze per lo staff del presidente Galvagno, indagato per corruzione, insieme alla sua portavoce, Sabrina De Capitani, alla presidente della Fondazione Dragotto Caterina “Marcella” Cannariato, all’imprenditore Nuccio La Ferlita (organizzatore di eventi) e a Marianna Amato, dipendente della Fondazione orchestra sinfonica siciliana. Se la magistratura volesse mettere il naso nella lista delle spese di qualche comune, da Ragusa in poi, se ne vedrebbero delle belle.

