Raccontare gli Iblei

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Raccontare gli Iblei attraverso i luoghi che ne custodiscono la storia e le eccellenze che ne disegnano il futuro. È questa la sfida del Raduno Nazionale della Federazione Italiana Circoli Enogastronomici (F.I.C.E.), organizzato dalla Confraternita dei Cenacolari dell’Antica Contea, che prosegue in questi giorni nel territorio ragusano con un programma dedicato alla cultura, alle tradizioni e alla ricchezza produttiva del Sud-Est siciliano. Oggi i riflettori si sono accesi su Villa Fegotto, straordinaria testimonianza della civiltà agricola iblea. I bagli, la villa padronale e gli antichi ambienti produttivi raccontano una storia fatta di lavoro, saperi contadini e trasformazioni economiche che hanno plasmato il paesaggio e l’identità del territorio.

Qui, davanti a circa 160 partecipanti provenienti da diverse realtà nazionali, la memoria rurale ha incontrato il presente: spazio alle produzioni DOP e IGP, alle aziende d’eccellenza e a un sistema imprenditoriale capace di innovare senza perdere il legame con le proprie radici. “Questo prestigioso appuntamento rappresenta per il nostro territorio un’opportunità importante per raccontarsi nella sua interezza, mostrando come cultura, storia, paesaggio ed enogastronomia siano espressioni complementari di un’unica identità”, dichiara Carmelo Iacono, presidente della Confraternita dei Cenacolari dell’Antica Contea. “Villa Fegotto rappresenta perfettamente questo legame: un luogo nel quale la memoria della civiltà agricola è ancora leggibile negli edifici, negli spazi produttivi e nell’organizzazione del complesso, e dal quale è possibile raccontare l’evoluzione del territorio fino alle eccellenze imprenditoriali di oggi”.

Un racconto arricchito da contenuti video dedicati alle realtà produttive locali ed un focus al polo digitale grazie alla presenza di Oasi digitale. “La nostra missione è contribuire alla crescita del territorio, perché quando cresce il territorio crescono anche le imprese e le opportunità”, afferma Stefano Ricca, amministratore delegato di Ricca. “Abbiamo aderito con convinzione a questa iniziativa perché celebra le eccellenze iblee, di cui anche il mondo digitale è parte integrante. Oggi il nostro ecosistema riunisce 12 imprese, con 350 milioni di euro di fatturato e 1.300 persone coinvolte. Vogliamo creare opportunità per i giovani e favorire il ritorno di professionisti esperti. Gli Iblei hanno un valore aggiunto straordinario, anche sul piano enogastronomico: dobbiamo essere i primi a raccontarlo e valorizzarlo”.

L’evento conferma così la propria vocazione: trasformare il patrimonio culturale ed enogastronomico in una leva concreta di promozione turistica e sviluppo territoriale.

Domani, sabato 24 ottobre, il viaggio prosegue tra Modica e Scicli, ma ci sarà anche un’occasione speciale per entrare nel cuore della storia gastronomica siciliana. La sede della Confraternita, in via del Mercato a Ragusa Ibla, aprirà eccezionalmente le proprie porte alla Città, turisti e visitatori, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:30 alle 19:30.

Ospitata in un complesso architettonico di fine Ottocento, la sede custodisce un patrimonio di particolare valore: la Biblioteca del Coria, con circa tremila volumi donati dagli eredi del Colonnello Giuseppe Coria, socio onorario dei Cenacolari e autore della celebre opera enciclopedica sulla cucina siciliana. Una raccolta tra le più ricche del Mezzogiorno d’Italia, che conserva ricette, saperi e testimonianze della cultura alimentare dell’Isola. Un patrimonio da scoprire, perché la gastronomia non è soltanto gusto: è memoria, identità e storia da tramandare.

Domenica 25 ottobre il Raduno si concluderà a Ragusa con la sfilata finale alle 11.00 dalla Cattedrale a Piazza Libertà.

di Redazione23 Ott 2026 23:10
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