Novità nella raccolta differenziata a Ragusa.
L’avvio del nuovo appalto di igiene urbana affidato alla ditta Busso ha introdotto a Ragusa diverse novità operative pensate per ottimizzare il servizio e agevolare i cittadini nel conferimento dei rifiuti. A breve, tralaltro, entreranno in servizio i nuovi mezzi che daranno un sicuro nuovo impulso al servizio di raccolta differenziata.
Tra le novità piu importanti spiccano le nuove isole ecologiche mobili: punti di conferimento itineranti, attivi dal lunedì al sabato nei vari quartieri, dove le utenze domestiche e non domestiche possono consegnare frazioni specifiche come organico, carta, multimateriale (plastica e lattine), vetro e piccoli RAEE (piccoli elettrodomestici ed elettronica).
Un’iniziativa lodevole sulla carta, concepita per offrire un’alternativa flessibile ai calendari tradizionali e ai centri di raccolta fissi. Tuttavia, calare questo modello nel cuore del centro storico rischia di trasformare una buona intenzione in un costoso e frustrante “buco nell’acqua”.
Il nodo critico risiede nella specificità sociale del centro storico.
Il motivo di questo scetticismo non sta tanto nell’efficienza del mezzo meccanico o nella buona volontà dell’azienda, ma nella sociologia urbana del centro antico di Ragusa. Negli ultimi anni, infatti, il centro storico è diventato l’area a più alta densità di residenti stranieri di diverse nazionalità. Si tratta di una comunità multietnica composita, spesso caratterizzata da barriere linguistiche e, soprattutto, da una totale mancanza di familiarità con i rigidi protocolli della raccolta differenziata.
Nei paesi d’origine di molti di questi nuovi cittadini, la differenziazione spinta dei rifiuti non è la norma o segue regole radicalmente differenti. Pretendere che, dall’oggi al domani, questa fetta importante di popolazione comprenda il funzionamento delle soste a orario delle isole ecologiche mobili, decifri la cartellonistica multilingue (ammesso che sia capillare ed efficace) e si adegui agli standard richiesti senza un’opera di mediazione culturale quotidiana è un pio desiderio.
Vi è quindi Il rischio dell’abbandono e del degrado.
Senza un’azione preventiva mirata, l’introduzione delle isole ecologiche nelle piazze del centro storico rischia di produrre l’effetto contrario: non un incentivo al riciclo, ma un richiamo a cielo aperto per l’abbandono indiscriminato dei sacchetti.
Se il cittadino straniero non comprende il meccanismo orario della sosta del mezzo itinerante o non sa dove conferire correttamente, la tentazione di lasciare i rifiuti per strada — magari accanto alla piazzola designata, scambiandola per un cassonetto tradizionale — è altissima. Il risultato visibile sotto gli occhi di tutti sarebbe il moltiplicarsi di micro-discariche abusive nei luoghi più suggestivi e delicati della città antica, vanificando gli sforzi di decoro e pulizia che l’amministrazione e la stessa ditta Busso cercano di perseguire con il nuovo appalto.
La sfida dell’integrazione passa (anche) dai rifiuti
Il nuovo servizio della ditta Busso rappresenta un banco di prova fondamentale per la gestione dei rifiuti a Ragusa. Le isole ecologiche mobili possono rivelarsi uno strumento eccellente nelle zone residenziali o nelle periferie disciplinate, ma nel centro storico richiedono un presupposto imprescindibile: l’alfabetizzazione ambientale.
Prima ancora di far transitare i mezzi, l’amministrazione e i soggetti gestori avrebbero dovuto investire massicciamente in mediatori culturali, sportelli di prossimità e campagne informative porta a porta tradotte nelle lingue delle comunità straniere presenti. Senza questo lavoro di accompagnamento umano e sociale, le belle sponde tecnologiche delle isole ecologiche rischiano di infrangersi contro la dura realtà di un tessuto urbano multiculturale e disorientato, lasciando in eredità solo sporcizia e l’ennesima occasione mancata per la transizione ecologica della città.

