Flash Mob contro il ponte  

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Davanti al Parlamento Europeo i deputati di Pd, Avs e 5 Stelle si sono resi protagonisti di un flash mob. L’obiettivo è evitare che la Commissione Europea conceda la deroga a costruire la grande opera. L’iniziativa è stata promossa da Annalisa Corrado (Pd), Sandro Ruotolo (Pd), Giuseppe Lupo (Pd), Ignazio Marino (Avs), Cristina Guarda (Avs), Leoluca Orlando (Avs)  nella foto, Benedetta Scuderi (Avs), Pasquale Tridico (M5S), Giuseppe Antoci (M5S).  Il concetto è che destinare ingentissime risorse pubbliche all’avvio della costruzione di un ponte stradale e ferroviario sullo Stretto di Messina non è una buona idea. Per più motivi. E’ un progetto nebuloso, dannoso, antistorico e insostenibile, dicono in tanti, che arrecherebbe danni incalcolabili ai territori coinvolti e alla biodiversità degli ecosistemi su cui inciderebbe, con rischi enormi per la salubrità ambientale che ricadrebbero sulle comunità coinvolte. Per non parlare del fatto che si sta ragionando di costruire il ponte sospeso più grande d’Europa su faglie attive, in una zona ad elevatissima attività sismica”, Però non tutti gli argomenti contrari sono convincenti. Sostenere ad esempio  che “con tutti quei soldi si farebbe un regalo alle mafie”, non lo è. E’ come affermare che di fronte alla criminalità organizzata lo Stato è impotente e non in grado di fare qualsiasi opera pubblica; rischi ci sono, ci si deve attrezzare per affrontarli.   Per le infrastrutture sappiamo che in Sicilia e in Calabria (come in Sardegna) il deficit nelle infrastrutture e nei servizi di trasporto è colossale: nell’Isola circolano poco più di 450 treni regionali (vecchi e assai lenti), la metà che in Emilia-Romagna, un quarto rispetto alla Lombardia; l’accessibilità ferroviaria è la metà rispetto al Nord. Il Ponte non migliorerebbe certo questa condizione. Inoltre ci sono ancora dubbi tecnici sulla fattibilità dell’opera, che ha caratteristiche che non si ritrovano in nessun altro caso al mondo. Sono legati alla lunghezza della campata, alla sismicità dei luoghi, all’altezza del Ponte sul mare e a quella delle sue torri (da realizzare, tra l’altro, in zone di grande pregio ambientale), all’impatto dei venti. Le sfide ingegneristiche difficili vanno affrontate, non demonizzate: ma la realizzazione di un intervento così grande va avviata solo quando vi sia assoluta certezza di fattibilità.

di Direttore23 Gen 2025 23:01
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