Il “prezzo anomalo” dei carburanti.

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Secondo alcune informazioni giunte in redazione su alcune autostrade italiane il prezzo del diesel, servito, tocca i 2 euro e 50 e si fa fatica a capire il perchè visto che da qualche tempo il costo del petrolio al barile è calato di molto tornando a livelli di prima della guerra. Qui non è solo questione delle accise che purtroppo servono visto che lo stato le ha già impegnate per i prossimi anni a venire ma c’è qualcosa che non va  considerando che a pochi chilometri da noi ad esempio la Slovenia o anche Malta non andiamo oltre l’euro e 40 compreso tasse ed accessori. Come è possibile? Però di fronte a questa evidenza non c’è nessuno che interviene. Forse le aziende petrolifere sono in grado di comparsi anche la nostra politica ?  Oggi sui prezzi dei carburanti parte una nuova offensiva legale del Codacons, che chiama in causa l’Antitrust chiedendo di aprire una istruttoria per la possibile fattispecie di intesa anticoncorrenziale. Vogliamo capire se all’interno della filiera dei carburanti ci siano cartelli, accordi o altre strategie vietate dalla legge tese a far salire immotivatamente i listini di benzina e gasolio alla pompa – spiega il Codacons – Al netto dell’aumento delle accise deciso dal Governo che non ha prorogato lo sconto di 18,3 centesimi, l’incremento dei prezzi registrato negli ultimi giorni presso i distributori di tutta Italia sembra non rispondere all’andamento delle quotazioni petrolifere: prendendo in esame solo le ultime settimane, si scopre che il Brent in due mesi ha subito un deprezzamento del -25,5%, passando dai 99 dollari al barile del 7 novembre 2022 agli attuali 73,7 dollari. Situazione analoga per il Wti, che passa dai 92,5 dollari al barile di novembre ai 78,6 dollari di oggi (-15%). Anche rispetto al 30 dicembre 2022, ultimo giorno di rilevazioni per l’anno passato, quando il petrolio chiuse a 80,26 dollari al barile, le quotazioni sono in calo del -8,2%.
A fronte di tale crollo delle quotazioni, e al netto del rialzo delle accise, i prezzi di benzina e gasolio stanno salendo ad una velocità eccessiva, al punto che in modalità servito il diesel arriva a sfiorare i 2,5 euro al litro in autostrada. Per tale motivo il Codacons, dopo la denuncia a Procure e Guardia di finanza, presenterà domani un formale esposto all’Antitrust, chiedendo di aprire una pratica per possibile cartello anticoncorrenza nel settore dei carburanti, e di acquisire presso tutti gli operatori della filiera la documentazione utile a capire se siano in atto manovre speculative per far salire in modo ingiustificato i listini alla pompa.
“Chiediamo – spiega Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons – al Governo di estendere gli ambiti di applicazione della legge 231 del 2005 che vieta gli aumenti eccessivi dei prezzi al dettaglio nel settore agroalimentare, introducendo lo stesso principio anche al comparto dei carburanti e definendo in modo certo e preciso il “prezzo anomalo”, ossia la percentuale massima di aumento dei listini oltre la quale scatta l’illecito sanzionabile in base alle leggi dello Stato”.
“Abbiamo deciso- continua il Codacons – inoltre di lanciare un boicottaggio nazionale dei distributori più cari, invitando gli automobilisti italiani a verificare i prezzi sul proprio territorio, anche attraverso le apposite app che segnalano i gestori più convenienti, e a non fare rifornimento presso le pompe che applicano prezzi eccessivi. Al tempo stesso chiediamo ai consumatori di inviarci le foto dei distributori che praticano per benzina o gasolio prezzi superiori ai 2 euro al litro, per le segnalazioni del caso alle autorità competenti”.
Tutti gli interessati possono inviare una mail all’indirizzo info@codacons.it, indicando l’ubicazione dei distributori e allegando una foto dei prezzi praticati.

di Direttore09 Gen 2023 17:01