Il parco della discordia! Dubbi su zonizzazione e governance

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Quei territori  che in tre province occupano le pendici di monte Lauro e la cosiddetta catena dei monti iblei  sono tra le realtà più produttive, ma belle dal punto di vista ambientale e paesaggistico e perfettamente conservate della Sicilia. Sono stati proprio gli abitanti di quei luoghi, gli imprenditori  agricoli, gli allevatori, riconosciuti tra i migliori d’Italia, ad impegnarsi, lavorando giorno e notte, per mantenere integre le loro terre che oggi rappresentano un enorme patrimonio ambientale ed economico. Tutta quell’area però, senza tenere conto della sua straordinaria peculiarità,  è stata inserita , di forza nell’istituendo, ancora, Parco degli iblei del quale come è facile dimostrare nessuno ne sentiva il bisogno. Il guaio è che questa idea è nata dalla mente….. di un paio di politici siracusani, allora in auge e oggi poco più che consiglieri comunali, che approfittando del loro ruolo e della incapacità di far comprendere subito agli enti locali la pericolosità del progetto, sull’onda dell’ambientalismo senza limiti, hanno cercato di far nascere un organismo che dopo ben 15 anni è ancora in dubbio. E’ possibile dunque che questo si debba rivedere? Dubbi sull’iter relativo alla perimetrazione ed alla zonizzazione del Parco degli Iblei ma anche sulla futura Governance  sono stati espressi dai sindaci di sette comuni (Buccheri, Ferla, Sortino, Carlentini, Rosolini, Noto e Lentini) che nel corso di un incontro di qualche giorno fa  hanno è discusso  sulla proposta di perimetrazione e zonizzazione del Parco Nazionale degli Iblei e la richiesta di conferma dell’Arta (Agenzia regionale territorio e ambiente). I sette sindaci hanno rappresentato le loro perplessità rispetto all’iter procedimentale che, al momento, risulta carente di alcuni passaggi fondamentali. Inoltre i sindaci hanno chiesto la sospensione dell’iter istitutivo in quanto né i Comuni, né le associazioni di categoria, né i cittadini stessi, sono stati messi nelle condizioni di verificare la nuova proposta di perimetrazione e zonizzazione oltre che avere contezza effettiva dei rilievi tecnici preliminari alla perimetrazione stessa.  Dubbi come dicevamo anche sulla futura governance dell’ente parco composta da otto membri di cui cinque di nomina ministeriale e quattro scelti tra associazioni ambientalistiche, Istituto superiore per la protezione e la ricerca Ambientale (Ispra), ministero delle Politiche agricole e ministero dell’Ambiente. Gli organi dell’ente parco sono il presidente nominato dal ministero dell’Ambiente, il Consiglio direttivo, la Giunta esecutiva, la comunità di Parco e il collegio dei revisori dei conti. E’ facile prevedere che ci vorrà molto tempo per trovare l’accordo tra tutti questi enti nazionali e regionali e non si capisce perchè sono già a priori escluse le rappresentanze locali. Infatti chi potrà conoscere meglio dei responsabili dei territori le vere necessità del parco? “Non possiamo accettare alcuna fuga in avanti né tantomeno nessuna decisione che venga ‘calata dall’alto’ – aggiungono i sindaci di cui abbiamo parlato – soprattutto in un periodo, anche post pandemico, in cui i problemi emersi sono particolarmente seri e quelli emergenti potrebbero esserlo ancora di più”. “Nessuno di noi – concludono – ha preconcetti verso l’istituzione del parco nazionale degli Iblei che, se ben strutturato, potrebbe certamente avere delle ricadute positive per i nostri territori; ma al momento non ci sono le condizioni e chiunque spera di accelerare l’iter istitutivo in difetto di una corretta istruttoria o in assenza di un perimetro procedimentale ben definito e lineare, non farebbe altro che un danno al territorio stesso”.  Di conseguenza tutto è stato rinviato ad una serie di incontri tecnici tra i comuni ed i Liberi consorzi, necessari per verificare la documentazione cartografica nel dettaglio e gli studi preliminari, all’esito dei quali i comuni si esprimeranno e si determineranno, ma non senza aver prima condiviso il percorso con le associazioni di categoria. L’appuntamento a Ragusa è per il 7 luglio alla ex provincia.  Come al solito non è d’accordo su questi dubbi Legambiente Sicilia che afferma: “Restiamo basiti nel leggere l’ultima esternazione di alcuni sindaci del siracusano per cercare di fermare, ancora una volta, l’iter dell’istituzione del Parco nazionale degli Iblei. Tutte le fasi delle concertazioni, del dialogo e del confronto con i territori sono state già espletate”.  Non sono previsti altri passaggi. Si proceda, quindi, celermente alla definizione del decreto istitutivo. Basta altre perdite di tempo, vogliamo subito il Parco degli Iblei, dopo più di 14 lunghi anni di attesa”. In verità, ma questa è una considerazione di chi vi scrive, solo per questa violenza dell’affermazione mi impegnerei a contrastarlo,

di Direttore02 Lug 2022 11:07