Le ragioni di uno sciopero nazionale

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Anche la provincia di Ragusa si prepara per lo sciopero generale del 16 dicembre deciso dalla CGIL
e dalla UIL. Si è avuto solo un incontro lo scorso 16 novembre, durante il quale ci è stato detto che si sarebbe
aperto un confronto di merito sul fisco. Dopodiché il Governo ha lavorato con i partiti di
maggioranza e il 29 novembre ha illustrato alle forze sindacali solo verbalmente la decisione senza
nessuna volontà di modificarla
Per realizzare una riforma organica del sistema fiscale ci vogliono più risorse. L’intervento in Legge
di Bilancio non è una riforma del fisco.
Abbiamo chiesto che le risorse fossero interamente destinate alla riduzione della pressione fiscale
sui redditi bassi e medio-bassi di lavoratori e pensionati, che contribuiscono all’IRPEF per l’85%.
Inoltre, siamo contrari alla riduzione o cancellazione dell’IRAP (oltre un miliardo di euro).
Del resto, la Legge di bilancio 2022 già prevede misure a vantaggio delle imprese per oltre 10
miliardi di euro che si sommano ai 185 miliardi di euro a loro destinati dal 2015 ad oggi.
È importante usare anche la leva fiscale per dare una risposta tangibile all’impoverimento del
lavoro e delle condizioni sociali delle persone.
L’IRAP non va ridotta perché sostiene il Servizio sanitario nazionale e pensiamo che le risorse per
garantire la sanità debbono essere aumentate e non tagliate. Tutto questo va a vantaggio della
Sanità privata contro il sistema sanitario pubblico e contro la stragrande maggioranza di cittadini
con redditi bassi e medio bassi.
In questa provincia sappiamo bene cosa significano i tagli alla Sanità con un rete ospedaliera
carente e sempre meno adeguata a dare risposte efficienti alla comunità, che oggi può contare
soltanto su tre ospedali, nei quali ci sono criticità a partire dalla mancanza di personale, come
abbiamo visto e denunciato in questo ultimo periodo rispetto grave situazione del pronto
soccorso di Modica.
L’altro grande tema su cui il governo vuole andare dritto è quello delle pensioni.
Chiediamo un confronto vero, una contrattazione dalla quale far scaturire una vera riforma che
cambi l’attuale assetto della legge Fornero introducendo elementi di flessibilità per l’uscita e al
tempo stesso riconoscendo il diritto alla pensione con 41 anni di contributi senza età. Questi sono
temi fondamentali per il futuro del Paese , per questo c’è bisogno di cambiare rotta e guardare
alla crescita attraverso il contrasto alle tante diseguaglianze, a partire da quelle territoriali con l’ormai quasi insanabile frattura nord/sud. Questi sono gli elementi più importanti sui quali esprimiamo la nostra contrarietà e per questo abbiamo proclamato lo sciopero generale.
Ma abbiamo tanti punti di proposta che fanno parte della nostra piattaforma rivendicativa di
questo sciopero generale indetto da CGIL e UIL. Per questo diciamo che occorre contrastare la
precarietà e garantire occupazione stabile a partire da giovani e donne.
Per la scuola pubblica e per un sistema di istruzione di qualità a partire dalla stabilità del lavoro.
C’è poi il tema dell’impiego delle risorse del PNRR e della scarsissima considerazione che il piano
ha per il rilancio del Mezzogiorno dove occorrono nuove politiche industriali per affrontare la
transizione ecologica e digitale. Il sistema produttivo della provincia di Ragusa necessità di una
puntuale attenzione poiché serve rendere competitivo tutto il nostro sistema produttivo a partire
dal comparto agroalimentare che soffre sempre di più il gap di infrastrutture materiali ed
immateriali.
Abbiamo sempre chiesto al Governo una diversa governance per quanto riguarda l’impiego dei
fondi del PNRR soprattutto alla luce del dato che in Sicilia la pubblica amministrazione non è per
niente adeguata a stare al passo con i cronoprogrammi previsti dall’Europa.
Abbiamo infatti fin da subito ribadito la necessità di investire nel rafforzamento della P.A.
attraverso nuove assunzioni con profili utili a sostenere questi processi. Anche su questo non c’è
stata la dovuta sensibilità da parte del Governo con il rischio che il mezzogiorno, e soprattutto la
Sicilia, possa perdere anche quest’altra straordinaria occasione per interventi strutturali.
Lo sciopero generale serve a richiamare l’attenzione del Governo su tutti questi aspetti di fronte
ad una situazione sociale già di per sé complicata e che la pandemia ha ulteriormente aggravato.
Noi diciamo al Governo che occorre cambiare rotta. Purtroppo il governo, ma soprattutto i partiti
hanno dimostrato poca, ed in certi casi nessuna sensibilità in merito. Per questo abbiamo deciso di
proclamare lo sciopero generale. Se non ora quando.

di Direttore14 Dic 2021 23:12
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