Ma allora di chi è la colpa?

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E’ strano sentire il primo rappresentante del governo dell’isola lamentarsi della mala burocrazia. E’ vero ogni tanto Musmeci se le presa con qualche funzionario ma alla fine lui è come gli altri con gli incarichi e gli stipendi senza pubblicazione. Eppure Musumeci , durante il suo intervento alla assemblea annuale di Confindustria di Catania in corso di svolgimento nel centro etneo di Viagrande ha detto:  «Se vogliamo ripartire – e dobbiamo farlo al più presto – bisogna sapere dove andare. E avere i mezzi per farlo. Non parlo solo di risorse finanziarie, che arriveranno con il Pnrr. Tra l’obiettivo politico e la sua realizzazione c’è di mezzo un mostro a più teste, in alcuni casi più potente della politica e si chiama mala burocrazia: leggi, leggine, regolamenti, autorizzazioni. Tutte pastoie che spesso nulla hanno a che vedere con la trasparenza. Se non cambia la legislazione,  potranno arrivare decine di miliardi in Sicilia ma ben poco accadrà».  Quasi come il detto del bue che dice ….
Ma ha continuato Musumeci «Abbiamo bisogno di risorse umane che lavorino giorno e notte a un progetto comune e di non attendere anni perché arrivi una autorizzazione da Roma. Paghiamo a caro prezzo la nostra condizione di marginalità in Europa. Solo affermando la centralità della Sicilia nel Mediterraneo, tornato ad essere mare di commercio, e dotando l’Isola di infrastrutture strategiche potremo riuscirci. La vera ricchezza non arriva dall’amministrazione pubblica ma dalle imprese – ha concluso il governatore – e la Regione è al fianco degli industriali. Se questa logica fosse stata presente nel passato, si sarebbe evitata una politica assistenzialista e clientelare che, invece, ha mortificato la nostra economia. Il nostro futuro si chiama Mediterraneo, si chiama Sud». E allora che si deve fare?
di Redazione20 Set 2021 15:09