Variante delta. Non ne sappiamo molto, ma…

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La pandemia non è ancora passata anzi ci costringerà a fare molta attenzione anche durante questa estate. Insomma sarebbe meglio continuare a tenere la mascherina e la distanza se non si vuole incappare nel contagio che ormai è soprattutto della famigerata variante Delta che sta preoccupando tutto il mondo per la sua velocità di diffusione, sta diventando dominante, tanto che, secondo gli scienziati, andrà a sostituire presto quella precedente, l’Alfa, o variante inglese. per informazioni dei nostri lettori diremo che Per quanto riguarda la variante Delta sappiamo anche che i sintomi sono leggermente diversi: mal di testa, mal di gola, naso che cola e febbre. Mentre la tosse si manifesta raramente, e ancora più rara è la perdita dell’olfatto. Nel Regno Unito rappresenta già il 99% dei casi totali. Nel nostro Paese si stima che al momento sia tra il 17 e il 26%, e che presto potrebbe però arrivare ad avere una rapida ascesa. La sua maggiore caratteristica è quella di diffondersi molto più velocemente rispetto alle altre. Da alcuni calcoli elaborati soprattutto su dati provenienti dal Regno Unito, sarebbe emerso che la variante Delta sia del 60% più trasmissibile rispetto a quella Alfa, che già era più trasmissibile del 50% rispetto a quella che girava lo scorso anno in Europa. Preoccupante l’annuncio del premier del Nuovo Galles del Sud, Gladys Berijiklian, che ha parlato di incontri “spaventosamente rapidi” tra due soggetti non vaccinati che non indossavano la mascherina, che sarebbero stati all’origine del focolaio di Bondi, una spiaggia poco lontana da Sydney. Il contatto sarebbe avvenuto in soli 5-10 secondi all’interno di un centro commerciale. A spiegare alla stampa quanto avvenuto è stata il capo della sanità del Queensland, la dottoressa Jeannette Young, che ha dichiarato: “All’inizio di questa pandemia, ho detto che 15 minuti di stretto contatto erano un tempo cui prestare attenzione. Ora sembra che siano da 5 a 10 secondi a preoccupare. Il rischio è molto più alto ora rispetto a solo un anno fa”. La dirigente sanitaria ha poi continuato precisando che “gli aerosol respiratori si accumulano nello stesso modo in cui si accumula il fumo di sigaretta. In uno spazio chiuso dove la ventilazione non è adeguata il virus è ancora nell’aria. Quindi se cammini in quella zona e respiri quell’aria, potresti essere infettato”. Al momento non ci sarebbero comunque studi adeguati che vadano ad avvalorare questa tesi, nata dall’idea che un uomo si sia contagiato dopo che uno sconosciuto, positivo, gli era passato accanto mentre si trovava nel centro commerciale dove è poi scoppiato un focolaio di variante Delta. C’è comunque da dire che tutta la comunità scientifica ha preso con le pinze e notevole scetticismo l’annuncio arrivato dall’Australia. Massimo Ciccozzi, direttore dell’Unità di Statistica medica ed Epidemiologia molecolare dell’Università Campus Biomedico di Roma, ha commentato la notizia a SkyTg24: “Non so come hanno fatto a tirare fuori questo dato, da epidemiologo non capisco”. L’esperto ha spiegato di non capire “come possano dire queste cose. È un po’ come quando ti chiedono ‘ma a ottobre la possiamo togliere la mascherina?’ Se uno è un mago può rispondere, se uno fa l’epidemiologo non può far altro che dire: vediamo i dati settimana per settimana”. L’unico dato certo che abbiamo fino a questo momento è che la variante Delta sia molto più contagiosa rispetto alla precedente Alfa. Da tenere anche presente che al momento del focolaio in Australia non era obbligatorio l’utilizzo della mascherina, neanche nei luoghi al chiuso, e che a ricevere la seconda dose di vaccino era stato meno del 5% della popolazione. Nel Nuovo Galles del Sud, con Sydney capitale, i funzionari parlano di una trasmissione domestica vicina al 100% rispetto al 25% delle varianti precedenti. Intanto, sono oltre 5 milioni le persone che nella Grande Sydney e dintorni sono state ora bloccate per un lockdown di 14 giorni. Ripreso dal sito ilgiornale.it

di Direttore06 Lug 2021 14:07