Sen. Padua: “Nonostante la disinformazione, sono arrivate le risorse per i rimborsi del sisma ’90”

“Ecco quando si trova il sistema di trasformare anche le buone notizie in un modo per alimentare disinformazione a fini strumentali, visto che siamo in campagna elettorale”. E’ quanto dichiara la senatrice Venera Padua dopo che, in queste ultime ore, alcuni concorrenti politici hanno utilizzato la vicenda dell’avvio dei pagamenti sul rimborso sisma come una occasione per sollevare polemiche inutili, sterili e che dimostrano un solo obiettivo: fomentare il malcontento. “Finalmente, dopo vent’anni – sottolinea la senatrice Padua – cominciano ad arrivare concretamente i rimborsi per chi possiede i titoli, vale a dire dipendenti e pensionati che avevano presentato l’istanza di richiesta entro il primo marzo 2010. Inoltre, da tempo diciamo che, con una delle precedenti leggi di Bilancio, quella del 2015, le somme per coprire i rimborsi ammontavano a novanta milioni di lire. Siamo riusciti pure a fare venire a Ragusa il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, il quale ha illustrato il quadro generale chiarendo che ovviamente le risorse economiche non sarebbero bastate per tutti e che intanto si sarebbe cominciato a liquidare il cinquanta per cento del dovuto. Una battaglia complessa, articolata, che in pratica io ho portato avanti quasi da sola e che finalmente riuscirà a fare percepire delle somme ai cittadini colpiti dal sisma del 1990. Più volte, inoltre, abbiamo sottolineato che il Governo, per la prossima legge di Bilancio, si è assunto l’impegno di fare in modo che queste somme potessero essere ulteriormente implementate. Quindi, insomma, finalmente la situazione si è sbloccata. E a fronte di ciò c’è chi si lascia andare ad esternazioni estemporanee comunicando queste notizie come se non le avesse mai conosciute, tra l’altro dando prova in questo modo di non avere seguito in maniera attenta l’evoluzione del complesso iter, solo per fare confusione e per dare vita al sensazionalismo disfattista tipico di alcune componenti politiche del nostro Paese. Era meglio allora non fare niente? Ci siamo mossi con la massima attenzione per fare in modo che potessero arrivare i risultati auspicati. Non sono arrivati al cento per cento ma intanto qualcosa, finalmente, si muove. E a fronte di una penuria generalizzata di risorse economiche ritengo che questo impegno concreto sia da apprezzare”.

di Redazione24 Feb 2018 16:02