Cgil: “ Sanità Iblea. Si attui il piano di riordino della rete ospedaliera e territoriale secondo la Balduzzi”

Avevamo detto che era stata attuata nell’ambito della rimodulazione della rete ospedaliera e territoriale una “Balduzzi manovrata” con il rischio di non raggiungere gli obiettivi di efficienza, efficacia e di ottimale gestione del sistema sanitario provinciale.
Alla luce della “annunciata bocciatura” del piano regionale di riordino della rete ospedaliera e territoriale da parte del Ministero della Salute e dell’Economia e dell’Agenas, avevamo visto giusto.
Il piano di riordino così come è stato varato dal governo regionale, nonostante alcuni elementi di novità, mantiene le criticità evidenziate dai Ministeri e l’ulteriore tempo concesso deve servire a migliorare e definire alcuni aspetti fondamentali.
Permane un’eccessiva frammentazione dell’offerta ospedaliera e il rischio di una disarticolazione dei servizi sanitari, ospedalieri e territoriali, è molto alto. Bisogna abbandonare le logiche municipalistiche ed evitare che l’intervento della politica faccia “pressing” per tutelare interessi territoriali, condizionando scelte e linee di intervento che tendono ad elevare la qualità dell’offerta sanitaria e la affidabilità dei servizi e delle prestazioni ospedaliere e ambulatoriali. Si deve guardare al modello di sanità che serve ai bisogni di salute dei cittadini, rafforzando la medicina territoriale e di base, attuando la deospedalizzazione con una vera integrazione ospedale-territorio, con ricoveri appropriati e percorsi diagnostici e terapeutici di assistenza che accompagnino i pazienti dalla fase acuta a quella riabilitativa. E’ necessario ridurre le liste di attesa ed evitare che le persone, per avere esami e prestazioni diagnostiche o visite specialistiche, devono attendere mesi e mesi, oppure devono rivolgersi al privato e pagare di tasca propria.
Siamo in una fase delicata per la Sanità Iblea, c’è l’emergenza di riorganizzare i servizi sanitari, in modo tale da ridurre il rischio clinico, le lunghe attese e la mobilità passiva, quest’ultima indice della mancanza di fiducia dei ragusani nei confronti delle strutture sanitarie della provincia.
Pertanto il governo regionale stabilisca in fretta il percorso da seguire secondo un cronoprogramma dettagliato che si agganci alla Balduzzi, si aggiornino velocemente, se necessario, gli atti aziendali e le dotazioni organiche, al fine di assicurare da subito la riorganizzazione dei servizi sanitari e l’espletamento dei concorsi per implementare le piante organiche con le figure professionali sanitarie e tecniche carenti.
Si evitino le esternalizzazioni dei servizi ai privati (RSA, cucine, manutenzione stabili), le quali in termini qualitativi ed economici non hanno mai dato risultati migliori del pubblico.
E infine da un lato si completi al più presto il nuovo Ospedale di Ragusa Giovanni Paolo II, con tutte le discipline e le specializzazioni che gli competono, quale Presidio di I livello, e dall’altro si avvii e si definisca, nel breve, il processo di aggregazione e semplificazione delle strutture sanitarie degli Ospedali Riuniti di Modica e Vittoria, potenziando la rete di emergenza-urgenza con mezzi e personale, attraverso collegamenti delle postazioni con strumenti innovativi, tipo la telemedicina.

di Redazione27 Ott 2015 10:10