Teatro Aperto a Vittoria presenta: “VIA. EPOPEA DI UNA MIGRAZIONE”

Lo spettacolo, che ha replicato in tanti paesi del mondo, è un toccante viaggio nella nostra memoria recente, quando gli italiani emigravano in massa in cerca di un futuro migliore.
Ci sono strade di un paese che nascondono storie. Piccole misteriose o tenere. Ma anche enormi. Storie che ci appartengono, che hanno lasciato un segno in chi le ha vissute e che ancora hanno da dirci. “VIA” è un esile ponte con un passato vicino e sconosciuto, la narrazione di una migrazione epica: l’Italia del dopoguerra, gli accordi tra la nascente Repubblica Italiana e il Belgio, le miniere di carbone e soprattutto Marcinelle. Storie di vagoni di un treno che portano uomini lontano dalla propria terra e, altrove, portano fuori dalla terra quel carbone che, nei racconti dei minatori un Dio furioso ha creato rivoltando il mondo sottosopra.
Il lavoro è stato scritto a partire dalle proprie memorie familiari. Le storie raccontate dai nonni e dai genitori sono state ritrovate nelle parole delle vedove e dei minatori tornati in Italia, raccolte in un lavoro sul campo di interviste che offrono una ricostruzione aguzza e inflessibile di quella vicenda.

«un viaggio nel fondo della notte raccontato senza enfasi melodrammatica, ma con l’allegria, il secco lirismo e il decoro davvero straziante dei sopravvissuti come “Liborio” che lo stesso Saccomanno incarna affiancato dalla silenziosa presenza di Cristina Mileti, muto contraltare al suo anfetaminico flusso affabulatorio».
Nico Garrone – la Repubblica

«è una costruzione a scatole cinesi l’efficace drammaturgia di fabrizio saccomanno per Via che racconta della tragedia di Marcinelle in Belgio, accompagnato dalla muta ma intensa presenza di Cristina Mileti, l’interprete si lancia in una narrazione che non prevede pause, travolgente e ironica quando occorre, fornita di adeguata drammaticità al momento opportuno». Nicola Viesti – Hystrio

 

di Redazione10 Mar 2015 12:03
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