Rifugio sanitario. Il carteggio tra il Comune e la Guardia di Finanza non era secretato

Nel carteggio tanto discusso tra la Guardia di Finanza ed il Comune di Ragusa, in merito alle indagini sulla gestione del canile rifugio sanitario comunale, non c’è nulla di segreto. E’ questo che afferma in una nota, datata 2 febbraio, lo stesso Comando delle Fiamme Gialle.
In gennaio le consigliere Migliore e Nicita si erano viste negata la possibilità di entrare in possesso della suddetta documentazione, in quanto, a parere del sindaco e dei suoi collaboratori (Segretario Generale e Avvocatura), quello scambio epistolare non poteva essere divulgato, perché riservato e riguardante procedimenti tributari nei confronti dell’Aida.

Ieri, durante la conferenza stampa organizzata dal Direttivo del Laboratorio politico culturale 2.0 e dalle consigliere Sonia Migliore e Manuela Nicita (ambedue portavoce in Consiglio comunale del Lab. 2.0) si è scoperto che in quel carteggio non c’era nulla segreto e cosa più importante, forse, non si affrontavano argomentazioni di natura tributaria, così come avevano fatto credere dall’Amministrazione, che si era richiamata all’art. 16 comma 1 lettera b della Legge 15 del 2005, proprio la normativa che vieta la divulgazione di tali atti.

Dopo aver fatto un breve excursus sull’intera vicenda, le due consigliere di concerto con tutto il Direttivo, hanno ribadito, ancora una volta, che la loro azione non è rivolta contro nessuna associazione, in questo caso l’Aida, che certo entra a pieno titolo nella vicenda, perché è l’affidataria del servizio, ma è solo volta a fare un po’ di chiarezza sulla vicenda. Non va dimenticato, infatti, che questo servizio non è proprio gratuito per le casse comunali.

“Questo – ha precisato in conclusione la Migliore – è ciò che fa un’opposizione. L’opposizione ha il dovere, ma anche il diritto, di controllare ogni atto emanato dall’Amministrazione, poiché l’operato di quest’ultima riguarda direttamente la cosa pubblica ossia i cittadini di una comunità. Non si capisce – conclude la Migliore – il perché questo soggetto (l’Aida, ndr) è l’unico a sentirsi in dovere di rispondere alle interrogazioni che i consiglieri rivolgono all’Amministrazione. In questi quasi due anni, mi sono e ci siamo occupati delle tante criticità legate a bandi e ai servizi che il Comune fornisce alla città, nessun soggetto, ente, associazione o impresa, si è mai sentita in dovere di risponderci, con un’unica eccezione”.

Nessun documento secretato

di Rosario Distefano04 Feb 2015 12:02

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