E l’Emaia affondò!

Non poteva andare diversamente: l’Emaia la grande rassegna fieristica vittoriese, anno per anno, è andata perdendo le sue prerogative di campionaria e mancando anche le poche risorse elargite dalle istituzioni a causa dei precari rapporti da sempre tenuti dalla dirigenza, qualunque sia stata, nei confronti di provincia, camera di commercio, regione etc era normale che alla fine si andasse a fondo.
Oltre alla reale situazione economica, la botta finale, probabilmente, la offerta la conferenza stampa di fine anno del sindaco Nicosia. Ad una precisa domanda di una collega giornalista Nicosia ha calcato la mano dicendo che la fiera è ormai da 12 anni un carrozzone senza speranza anche se con tutte le giustificazioni del caso.
Probabilmente Giovanni Denaro, presidente della fiera stessa e tutto fare della politica vittoriese, tanto da essere nominato segretario del PD a livello provinciale, si è sentito tradito colpito allla schiena e, cogliendo l’occasione delle dimissioni di Sbezzo, direttore senza portafoglio della fiera, ha pensato bene di abbandonare la nave prima che andasse completamente a fondo. E’ chiaro che non si poteva comunque continuare così: si parla di debiti enormi, istanze quotidiane e dipendenti senza stipendio. Insomma un quadro che continuava a deteriorarsi ma che, con diabolica perseveranza, l’Amministrazione comunale ha mantenuto in piedi lasciando alla fine i creditori con un palmo di naso e nessuna conseguenza legale per chi dirigeva la baracca.
Ora si dovrebbe fare un piano per salvare il salvabile anche se la fiera è poco più di un super mercatino del Sabato o del Mercoledi a Ragusa. Nessuno ci vorrà mettere mano e lo stesso Denaro, costretto a passare per cattivo pagatore, non avrà certo la faccia per riproporsi. Ma al comune la notizia della crisi dell’Emaia non poteva passare sotto silenzio ed ecc le prime considerazioni: In attesa che il presidente dimissionario dell’Emaia, Giovanni Denaro, fornisca delle risposte agli interrogativi che abbiamo posto, soprattutto sul perché la condizione dell’azienda speciale è andata via via a degradarsi riducendosi ad un disastro prima che si decidesse di intervenire, circostanza che, naturalmente renderà più complessa ogni ipotesi di risanamento, a qualche domanda abbiamo cercato noi di trovare una soluzione”. Lo affermano i consiglieri comunali Santo Cirica, Daniele Barrano e Franco Caruso che tornano a battere sul tasto della difficile situazione che riguarda da vicino la realtà produttiva collegata al Comune di Vittoria. “In realtà – chiariscono Cirica e Caruso – Denaro si è comportato esattamente come il comandante che abbandona per primo la nave quando quest’ultima sta per affondare. Infatti, nello spiegare le ragioni delle proprie dimissioni, Denaro sostiene, tra l’altro, che uno dei motivi scatenanti è da ricercare nel disaccordo con il direttore dell’azienda speciale, Paolo Sbezzo. Ora, però, siccome il contratto del direttore è a termine, scadeva il 31 dicembre scorso, e considerato che lo stesso non è stato rinnovato, quindi Sbezzo non è più direttore dell’Emaia, non si capisce a quali contrasti continui a riferirsi Denaro visto e considerato che una delle figure chiavi della gestione dell’Emaia non c’è più. Il vero problema è che il presidente dell’Emaia, in considerazione del fatto che sarebbe rimasto l’unico responsabile dell’azienda speciale, dovendo rispondere di tutte le grane che da qui a qualche settimana continueranno ad abbattersi sull’azienda, ha pensato bene di eclissarsi per non rimanere coinvolto. Alla faccia dell’amministratore responsabile. Noi, ovviamente, esprimiamo un giudizio politico estremamente negativo su come è stata gestita questa vicenda, non dimenticando che l’Emaia dovrà continuare a rappresentare un punto di riferimento per la crescita e lo sviluppo economico della nostra città. Ma è chiaro che le responsabilità dovrà assumersele chi ce le ha. A cominciare dal presidente Denaro”.

di Direttore05 Gen 2015 11:01