Continua il botta e risposta tra il Pd di Modica e il sindaco Abbate

Credevamo che il dibattito di questi giorni con il primo cittadino modicano avesse i contorni tipici della dialettica politica, e per un momento c’eravamo pure illusi che la sindrome del despota avesse abbandonato per un momento il nostro sindaco e che lo stesso, stanco dei signorsì di cui solitamente si circonda, avesse sentito il bisogno di incamminarsi verso un confronto politico e democratico.

Ci siamo accorti invece che tutto dipende dal manifestarsi di un’altra nuova sindrome, ossia quella ossessiva nei confronti del PD colpevole, a suo dire, di tutti i mali di questo mondo.
E tra questi noi aggiungiamo quello di non aver fatto abbastanza e di non essere riusciti a impedire la sua elezione a sindaco di questa città.

Difatti, in questi giorni non perde un’occasione per condire i suoi scarni comunicati, non sdegnando di utilizzare illecitamente il sito istituzionale dei cittadini, con la solita frecciatina nei confronti del PD nazionale e, a seguire, di quello locale.
Occasione che non si è lasciata sfuggire nemmeno a seguito dell’accodamento alla protesta sostenuta dall’ANCI Sicilia della quale, ovviamente, fanno parte anche tanti sindaci del partito democratico.

Argomenti, quelli dell’Anci, che condividiamo pienamente, specialmente quando a protestare sono i rappresentanti di quelle città virtuose che sono trattate alla stessa stregua di quelle che spendono in modo scriteriato e senza parsimonia i soldi dei cittadini.

Noi pensiamo che le difficoltà economiche e finanziare del nostro paese, si debbano affrontare con delle riforme in grado di rilanciare in modo strutturale il settore industriale e produttivo nazionale. Allo stesso modo, siamo convinti che questa politica di riforme si debba sostenere anche nell’ambito delle istituzioni europee perché l’Europa deve diventare sempre più un’unione politica e non solo monetaria.

Alcuni meccanismi restrittivi di natura economica, come il patto di stabilità, hanno bisogno di essere rivisti per consentire alle amministrazioni locali di poter investire le tante risorse economiche in infrastrutture capaci di migliorare le economie esterne e agevolare il rilancio economico e industriale.

Oltremodo, riconosciamo le difficoltà quotidiane che i sindaci devono affrontare, non fosse altro perché abbiamo governato recentemente questa città.
Una città che deve fare i conti con l’immensa mole debitoria che si è accumulata negli anni e che impedisce di amministrare serenamente e predisporre politiche attive e produttive.
Ed è proprio perché siamo coscienti di tutto ciò che abbiamo la consapevolezza che i problemi del nostro Comune non sono legati solamente ai tagli del governo nazionale, seppur di massima importanza per il nostro ente deficitario, ma agli sprechi e alle politiche allegre che si sono perpetrate negli anni.

Pensavamo che dopo aver visto lo spettro del dissesto, peraltro non ancora evitato, la lezione a noi modicani fosse servita o almeno avesse intimorito un po’ l’attuale amministrazione e l’avesse indotta a essere più parsimoniosa nel gestire i soldi dei cittadini.

Invece ciò, come tutti possono vedere, non è successo.
È per queste ragioni, caro signor Sindaco, che pur condividendo le richieste dell’ANCI siciliana e le enormi difficoltà che stanno attraversando i cittadini nel far fronte ai tributi locali, siamo ben oltre la soglia di sostenibilità, non lo riteniamo credibile o legittimato ad alcuna forma di protesta poiché riteniamo che il suo modo di amministrare questa città potrebbe inficiare e compromettere seriamente le sacrosante richieste degli altri amministratori.

di Redazione23 Gen 2015 17:01