La Sgarlata a tutto campo contro il secondo circolo in merito alla vicenda di venerdì

“Da componente dell’assemblea provinciale accolgo con riluttanza e pochissimo senso dell’umorismo le precisazioni che arrivano dal secondo circolo di Ragusa che, come spesso accade, cerca di ergersi a detentore della verità negando le evidenze o per lo meno fornendo delle spiegazioni che, nella maggior parte dei casi, non hanno alcuna aderenza con il bene comune del nostro partito”. E’ quanto afferma Alessandra Sgarlata, componente dell’assemblea provinciale ed espressione del circolo “Rinascita Democratica” del Pd di Ragusa a proposito delle precisazioni su quanto accaduto venerdì scorso da parte del segretario del secondo circolo Mimmo Barone. “Devo dire, intanto – prosegue Sgarlata – che mi sarei aspettata una risposta da parte del segretario provinciale Giovanni Denaro, non foss’altro perché allo stesso sono state rivolte accuse durissime. Ma forse, anche in questo caso, vale il detto che recita: “Chi tace acconsente”. Intanto è opportuno chiarire: su proposta dell’ormai ex vicesegretario Mario D’Asta, con l’intento di unire tutto il Pd provinciale e renderlo più forte, si era cercato di mettere in vetrina la minoranza che non ha sostenuto Denaro, invitandola ad esprimere il presidente dell’assemblea provinciale. La minoranza era riuscita a fare sintesi e a proporre il candidato uscito sconfitto nella corsa per la segreteria, Peppe Calabrese. A questo punto, il secondo circolo ritiene che questo nome non possa affatto garantire tutta l’assemblea. Anzi, il secondo circolo si lascia andare descrivendo Calabrese come una persona non affidabile e non corretta. Se così fosse, chiederei al mio partito di allontanare Calabrese definitivamente dal Pd. O forse, al secondo circolo, fa comodo solo quando porta acqua al mulino, cioè il consenso, tradotto in voti, che è in grado di aggregare? Faccio, poi, un’altra riflessione. Se non era presente la maggioranza dei componenti dell’assemblea, come può ritenere Barone, e gli altri appartenenti ad una maggioranza intenzionata, a loro dire, a sbloccare la situazione di impasse che si era creata, che sia stato fatto il possibile per avviare le procedure per l’elezione degli organismi considerato che mancava un numero così cospicuo di rappresentanti in seno all’assemblea? Non ritiene Barone che ci siano tutti gli elementi per potere parlare di un piccolo golpe politico? L’assemblea non si doveva tenere per un semplice fatto. La convocazione non era pervenuta a tutti i componenti, compresa la sottoscritta, dell’organismo. Le altre volte era bastato anche un semplice sms per informare sulla convocazione dell’assemblea. Stavolta, invece, silenzio assoluto. E questo problema si è riscontrato, lo ribadisco, non solo per la sottoscritta ma anche per altri componenti dell’assemblea”. E Sgarlata aggiunge: “Sicuramente Barone, da buon avvocato, sa certo meglio di me se in queste riunioni serve esigere o no la maggioranza dei componenti. Ma credo sia dovere morale di un buon democratico agire nel rispetto della volontà di quante più persone risultano aderenti allo stesso partito, almeno se l’obiettivo è quello di costruire un grande Pd. E poi considerato che le firme per la candidatura a presidente dell’assemblea del sindaco Giaquinta sono state raccolte dal senatore Battaglia che ha reso possibile l’elezione del vittoriese Denaro a danno dei ragusani D’Asta e Calabrese, come può essere espressione della minoranza il primo cittadino giarratanese che la sottoscritta non ha potuto votare perché non invitata a partecipare? Il partito si è dato delle regole. Ma soprattutto è il buonsenso che dovrebbe muovere determinati percorsi. Con le furbate e le fughe in avanti non si va da nessuna parte”.

Questa sera Mario D’asta verrà intervistato da Teleiblea in merito a questa vicenda e alle sue conseguenti dimissioni da vicesegretario provinciale del PD. L’intervista sarà visibile alle 21, all’interno del telegiornale.

 

di Redazione09 Lug 2014 14:07