Ragusa una provincia nelle mani dei burattinai

Cgil, Cisl e Uil confermano lo sciopero indetto dal 12 al 14 febbraio contro l’Enimed, mentre chiedono un incontro urgente con il Prefetto. L’Enimed, dopo anni di collaborazione proficua con il territorio ragusano ha deciso di affidare a terzi la gestione del carico e del trasporto degli idrocarburi estratti in provincia di Ragusa.

“La decisione unilaterale da parte di Enimed – scrivono i segretari generali dei tre sindacati confederati – di affidare a terzi la gestione del carico delle autobotti di petrolio nella centrale di Ragusa e la conseguente pratica del rilascio autorizzazione di trasporto del greggio, senza consultazione e intesa sindacale, ci lascia veramente basiti. È inspiegabile, infatti, che Eni – continua il comunicato – sfrutti le risorse minerarie del territorio di Ragusa, con royalties e compensazioni ambientali versate al Comune di Ragusa, per poi intrattenere relazioni sindacali e d’impresa in modo esclusivo con il territorio di Gela”.

Giovanni Avola, segretario della Cgil, è un fiume in piena. La provincia di Ragusa grazie a questa scelta perde la possibilità di impiegare stabilmente dalle 50 alle 80 unità lavorative, in favore di un altro territorio. “La colpa è di questa classe politica – ci confida Avola -. I nostri politici non sono più in grado di svolgere il loro ruolo. I tanto vituperati politici della cosiddetta prima Repubblica, una cosa la sapevano fare bene ed era quella di difendere il nostro territorio, di tutelare i nostri interessi”.

Avola non colpevolizza l’Enimed, in fondo essa fa i suoi interessi, stringendo rapporti con la città di Siracusa, di Gela o di Palermo, per fare degli esempi, solo perché questi centri che hanno un diverso e più incisivo peso politico-economico se paragonato a quello di una piccola città quale è Ragusa. Tuttavia questo non legittima, in nessun modo, la nostra accondiscendenza a questo trend generale. Dove è l’impegno dei nostri politici, “in difesa – dice Avola – dei nostri interessi, della nostra identità, sia essa economica, culturale o sociale?”

Siamo una provincia svenduta, commissariata, ignorata, un territorio in balia di scelte politico-economiche che nulla hanno a che vedere con le nostre esigenze, con i nostri bisogni reali. La Camera di Commercio è commissariata da 11 mesi e la Vancheri non fa nulla per sbloccare questa situazione, basterebbe solo un decreto. La Provincia è retta da un Prefetto, che forse non ha ben chiaro il suo ruolo. Non amministra, non regge, non organizza, ad oggi, non è riuscita ad intessere rapporti con le organizzazioni sindacali, con le associazioni di categoria, con la classe politica, in pratica con il territorio. Delle tante questioni poste sul tavolo neanche una è stata affrontata a dovere. Il Provveditorato agli studi è diretto da Emilio Grasso, che lavora e vive a Messina, una condizione che naturalmente non gli permette di seguire in modo adeguato le problematiche di questo territorio. “L’unica cosa – dichiara Avola – che siamo riusciti a fare è stata quella di non farci scippare la gestione dell’aeroporto di Comiso e questo è accaduto perché il territorio ha fatto sistema. La colpevole assenza di questa classe politica non può che lasciare campo libero ai manovratori, che rispondono a precisi interessi che nulla hanno a che vedere con il nostro territorio. E’ il trionfo – conclude Avola – della burocrazia sulla politica”.

di Rosario Distefano10 Feb 2014 10:02