Calabrese: “Sogno un partito unito”

calabrese“Inizia per il Partito Democratico, in tutta Italia, una nuova fase congressuale a tutti i livelli, che vedrà la sua scadenza l’8 dicembre con l’elezione del segretario nazionale. Forse per la prima volta si avrà l’opportunità di puntare alla creazione di un nuovo partito di centrosinistra che finalmente abbatterà gli steccati tra “ex-comunisti” ed “ex-moderati”, mettendo insieme una nuova classe dirigente pronta a tutti i livelli a proporsi al governo del paese, dei comuni e delle regioni”. E’ quanto afferma il segretario cittadino del Pd di Ragusa, Giuseppe Calabrese, che ha presentato la propria candidatura per la segreteria provinciale, formalizzandola propria ieri sera, termine ultimo prima della scadenza. “Il Pd – afferma Calabrese – dovrà essere sì il partito dei circoli, dei parlamentari, degli amministratori, ma soprattutto dei militanti; un partito aperto totalmente agli elettori ed alle istanze dei territori. Sogno un Pd che si occupi meno di tatticismi politici e più dei problemi del Paese, un Pd che parli meno dei soliti noti e più degli ultimi, che adesso sono davvero tanti, ovvero un partito fortemente contaminato dai valori progressisti del centrosinistra che purtroppo ultimamente, per dovere o per necessità, ha dovuto mettere in ombra. Sogno un partito unito alla risoluzione dei problemi, a partire dai circoli affinché gli stessi lavorino sinergicamente per il bene comune e non per creare ulteriormente divisioni: di classe, di estrazione politica, di principi e di ideali anteponendo l’interesse proprio a quello collettivo. Sogno un partito che, anche in provincia di Ragusa, detti l’agenda politica, si ponga come punto di riferimento, funga da volano di idee per lo sviluppo sociale, economico e culturale di una terra da tutti indicata come “isola felice” ma che ad oggi risulta perdente e in totale declino. Sogno un partito provinciale che lavori a fianco dei suoi parlamentari regionali e nazionali pronti a scendere in campo sinergicamente, accrescendo la nostra forza e azzerando un gap infrastrutturale spaventoso come nel resto della penisola, Sicilia compresa. Sogno un partito provinciale che dialoghi con i lavoratori, con le forze produttive, con la piccola e media impresa, che promuova iniziative, convegni, in grado di rilanciare l’immagine del nostro territorio, unico al mondo, ma che sfrutta solo in minima parte le proprie risorse a suo beneficio”. Calabrese, inoltre, spiega che “bisogna puntare ad un Pd che includa tutte le risorse esistenti e che si sforzi di essere il più possibile unito. Un Pd in cui si finisca di ragionare per “bande”. Ecco perché auspico, tra i candidati alla segreteria, una competizione leale. E chiunque vinca si sforzi di essere il segretario di tutti. Anche perché il Pd provinciale dovrà trasmettere un messaggio di vitalità ai cittadini, invitandoli ad essere attenti ai problemi grandi e piccoli che incontriamo ogni giorno. Il partito dovrà aiutare il nostro territorio a cambiare, perché cambiare vuol dire crescere e la crescita blocca il declino e le povertà; cambiare vuol dire “fare”.

di Veronica Barbarino12 Ott 2013 17:10

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