Confcooperative, “Piano di azione coesione” rivolto alle fasce deboli

Gianni Gulino presidente provinciale ConfcooperativePrendere visione e approfondire le tematiche inerenti il “Piano di azione coesione” che contempla programmi per i servizi di cura per gli anziani e per l’infanzia. I consiglieri componenti della presidenza provinciale, Alessandro Tumino, Salvo Borrelli e Marilena Meli, si sono riuniti nella sede di Confcooperative Ragusa, alla presenza del presidente provinciale Gianni Gulino, per elaborare una serie di linee comuni, decidendo di incontrare i rappresentanti delle Amministrazioni locali, in particolare dei tre Comuni capofila dei distretti socio-sanitari, vale a dire Ragusa, Vittoria e Modica. Obiettivo è quello di conoscere e di approfondire le loro intenzioni circa l’utilizzo dei suddetti fondi. Si tratta di risorse economiche che, secondo i dati forniti dal ministero dell’Interno, ammontano a 130 milioni di euro per i servizi di cura per gli anziani e a 120 milioni di euro per i servizi di cura per l’infanzia. complessivamente assegnati per le regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Nel primo caso, si tratta di somme pari al doppio delle risorse ordinarie del Fondo nazionale per la non autosufficienza destinate alle 4 regioni interessate per l’anno 2013 e che nel caso di utilizzo esclusivo per prestazioni di assistenza domiciliare, con l’ipotesi di un costo standard di 18 euro all’ora, consentirebbero l’erogazione di più di 7,2 milioni di ore di assistenza domiciliare (di cui, considerando a titolo puramente esemplificativo una media settimanale di sei ore per utente, potrebbero beneficiare circa 11.500 anziani non autosufficienti all’anno per due anni). Nel secondo caso, le risorse assegnate si pongono come obiettivo, oltre all’ampliamento dell’offerta complessiva dei servizi e il loro riequilibrio territoriale, anche il mantenimento dei livelli di servizio già garantiti. In particolare: estensione dei servizi nido e micro nido a titolarità pubblica; ampliamento dei servizi di nido e micro nido a titolarità pubblica o privata convenzionata; mantenimento degli attuali livelli di servizio nido e micro nido a titolarità pubblica; e, ancora, avvio o ampliamento dei servizi di carattere socio-educativo; costruzione di nuove strutture o adeguamento, tramite ristrutturazione, di strutture esistenti. In particolare, il riparto interno alle regioni è  stato effettuato con riferimento ai soggetti responsabili a livello locale della programmazione dei servizi sociali, con riferimento ai contenuti della Legge 328/2000 a livello regionale. Nel caso dell’area iblea, è stato preso a riferimento il modello del piano di zona. Ed ecco perché ci si rivolgerà ai Comuni con l’obiettivo di comprendere in che modo ci si vuole muovere per il migliore utilizzo di queste risorse. “E’ chiaro – afferma il presidente Gulino – che faremo presenti le nostre proposte e, soprattutto, utilizzeremo il metodo della concertazione che, finora, in altri ambiti, ci ha riservato grosse soddisfazioni. Siamo pronti a dimostrare sino in fondo che con la sinergia e il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati si possono ottenere risposte importanti per la tutela delle fasce deboli e la crescita del settore della cooperazione sul nostro territorio locale”.

di Redazione08 Apr 2013 12:04