A A A Aeroporto vendesi. Minardo: rivolgersi ai capitali privati.

comiso1A Palermo hanno deciso di vendere le quote dell’aeroporto Falcone e Borsellino.A Catania se ne parla e si sta valutando.  La questione è molto dibattuta perchè gli enti locali come le province (?) le camere di commercio etc etc non possono operare da società che guardano al lucro e spesso questa è una limitazione. Ci son però delle regole e con riferimento alla questione inerente le privatizzazioni degli scali nazionali, il Commissario Straordinario dell’Enac, Vito Riggio, anche a nome del Consiglio di Amministrazione che ha di recente discusso l’argomento, ricorda che le procedure per le privatizzazioni sono regolamentate per legge e prevedono passaggi dai quali non è possibile prescindere.
Le società devono innanzitutto  nominare un advisor al quale è affidato il compito di stimare il valore dello scalo e poi  effettuare gare secondo quanto previsto dalla normativa vigente e in particolar modo dal decreto 521 del 1997.
Ovviamente la decisione di porre in vendita le quote della società spetta esclusivamente agli azionisti della società stessa.
Riggio ricorda altresì che per quanto riguarda la Regione Siciliana esiste un’apposita legge del 2011, non abrogata, quindi pienamente vigente, che prevede la progressiva dismissione da parte degli Enti locali per tutti gli aeroporti.  Pertanto, il Commissario Straordinario dell’Ente invita tutte le società interessate a non azzardare cifre che non hanno alcun riscontro ma, al contrario, ad attivarsi per accelerare il processo di individuazione di advisor di comprovata capacità e procedere con le stime di valore e successivamente con le vendite. Sull’argomento interviene anche l’On Minardo  che concorda con Riggio anche per quello che riguarda Comiso.   Rivolgere l’attenzione ai capitali privati con risorse possibili che vengano appunto da imprenditori, italiani o stranieri, che hanno voglia di investire le proprie risorse in questo scalo nodale per l’area del Mediterraneo e perché no aprire anche all’azionariato popolare, è sicuramente l’unica strada possibile per mantenere in vita l’infrastruttura.  Del resto per altri aeroporti di Italia la gestione è stata venduta in buona parte ed il resto sarà ceduto.  L’annuncio dell’apertura dell’aeroporto di Comiso la prossima estate è un fatto positivo, frutto del lavoro portato avanti da un’intera classe dirigente e che vedrà finalmente attiva un’infrastruttura attesa da troppo tempo. Dobbiamo essere coscienti del fatto, però, che bisogna superare un problema di non poco conto, ovvero chi si caricherà i costi di gestione dopo il primo anno di attività nel momento in cui si esauriranno le risorse regionali ? Gli enti locali, viste le condizioni di cassa non possono, lo Stato più volte ci ha detto che non ci sono risorse e la Regione continua con il suo totale silenzio sull’argomento. A questo punto o la Regione dichiara ufficialmente che si caricherà i costi futuri o è necessario  aprire ai privati subito.   Secondo Minardo si deve avere la forza di andare oltre e di puntare ad un azionariato che veda protagonisti i privati e che siano loro i fattori di risorse economiche da investire nell’aeroporto. L’idea è buona ma occorre che ci rivedano alcune posizioni. A partire dal Comune di Comiso e anche dagli altri enti proprietari della SAC.  Devono capire che gli aeroporti oggi sono un affare solo per chi li sa gestire e per chi vuole investire. Una cosa poi è l’azionariato un’altra è chiedere piccoli contributi come se fosse addirittura una elemosina.   Personalmente, chi vi scrive, non investirebbe un euro su Comiso se si continua a pensarlo come una copia di Catania. Bisogna inventarsi nuovi progetti e nuove rotte da seguire. Comiso poi è una questione anomala perchè vendendo le quote di Catania si vende anche il nostro aeroporto che non ha avuto ancora il tempo di far vedere quanto conta.

di Direttore10 Apr 2013 12:04

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