Scontrino sì, dichiarazione no. Frode fiscale per 650.000 euro

verifica[1]La Guardia di Finanza ha scoperto una società di ristorazione con sede legale a Comiso ma in realtà con sede operativa nel catanese quale evasore totale per 650.000 euro. La società controllata gestiva ristoranti e tavole calde nel catanese, rispettando solo apparentemente la normativa fiscale vigente. Recandosi in ogni punto vendita infatti, i cassieri emettevano ai clienti senza difficoltà le ricevute e gli scontrini fiscali. Inoltre, tutti i corrispettivi venivano regolarmente e minuziosamente annotati sul registro mensile, ma in realtà le somme incassate non venivano poi riportate in dichiarazione e conseguentemente nulla veniva versato. L’attenta analisi investigativa tributaria si è basata essenzialmente su alcune anomalie. La professionalità, la determinazione e la curiosità dei militari consentiva di disvelare il semplice ma pericoloso sistema di frode. Tali elementi sono stati confermati dalla verifica fiscale effettuata nei confronti dell’azienda comisana, che ha consentito di appurare che la stessa esercitava la propria attività senza preoccuparsi di presentare le dichiarazioni annuali dei redditi e ha permesso, inoltre, di stabilire il reale giro d’affari. L’attività non è stata semplice ed è stata possibile grazie ai registri che venivano compilati nella prima fase di vendita e in virtù dei documenti emessi nei locali commerciali e quindi ha richiesto un’attività di ricognizione e di riscontro profonda ed attenta. Un evasione sostanziale e totale posta in essere sottraendosi all’obbligo finale ma fondamentale della dichiarazione e dei versamenti. Il rappresentante legale, una giovane trentacinquenne ragusana con un elevato tenore di vita e una dichiarazione fiscale personale molto bassa, non ha saputo giustificare in alcun modo le proprie omissioni. I verificatori hanno dunque ricostruito i ricavi conseguiti negli anni d’imposta 2010 e 2011, rilevando che la società ha evaso elementi positivi di reddito per un importo complessivo di € 648.300, dal quale scaturisce un’evasione IVA per euro 65.231. Nel contesto la società comisana ha anche omesso la dichiarazione ai fini Irap realizzando un’ulteriore evasione di 648.300,00 euro. Le attività nel settore della lotta all’evasione fiscale della Guardia di Finanza si rivolgono principalmente agli episodi di sostanziale e totale sottrazione al pagamento delle imposte, tra gli indici di maggior rischio analizzati vi è quello della disgiunzione territoriale tra l’attività effettivamente svolta e la sede legale delle attività economiche.

di Redazione26 Mar 2013 11:03