Erano pronti a tornare in Tunisia: fermati con la refurtiva

BICICLETTECCAl termine di un’attività info-investigativa portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di Vittoria a seguito di diversi furti verificatisi presso le abitazioni della frazione rivierasca di Scoglitti , sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto due cittadini tunisini per il reato di ricettazione in concorso. Si tratta di Turkia Sami, tunisino cl. 76, residente a Reggio Emilia, pavimentista e Nahali Nejib, tunisino cl. 81, residente a Santa Croce Camerina, bracciante agricolo, entrambi incensurati. Nello specifico, nel corso di un mirato servizio predisposto a cui hanno preso parte militari della Stazione di Scoglitti nonché delNucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, veniva intercettato e sottoposto a perquisizione veicolare un furgone Mercedes” Vito” carico di elettrodomestici di vario tipo (televisori, radio, impianto hi-fi),  11 biciclette di diverse misure e marche e altri oggetti di dubbia provenienza, di cui gli stessi non erano in grado di giustificare il possesso, per un valore complessivo di 10.000 euro circa, verosimilmente asportate dalle abitazioni estive di Scoglitti e delle altre frazioni rivierasche del ragusano. Verranno ora esperite indagini tese ad individuare i proprietari del materiale ricettato al fine di provvedere alla riconsegna agli aventi diritto, individuazione che potrà essere facilitata dalla diffusione del presente comunicato nonché con l’invito, alle vittime di furti di questo tipo di materiale, a rivolgersi direttamente alla Stazione Carabinieri di Scoglitti muniti della denuncia di furto. Nel frattempo il tutto è stato sottoposto a sequestro unitamente al furgone utilizzato per commettere il reato. I due sono stati altresì  proposti per l’adozione del provvedimento del divieto di ritorno nel Comune di Vittoria e frazioni al fine di scongiurare la commissione di reato dello stesso tipo in quella giurisdizione. Si tratta questa di una misura di prevenzione, prevista dal Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, assai utilizzata da tutti i Comandi dipendenti della Compagnia nei confronti di quei soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica e si trovino fuori dai luoghi di residenza, inibendo loro di ritornare per i successivi tre anni, senza preventiva autorizzazione, dal comune dal quale sono stati allontanati. In ultimo di evidenzia che all’atto del fermo i due tunisini sono stati trovati in possesso di un biglietto per la partenza da Palermo per fare rientro nella loro terra di origine.

di Redazione23 Mar 2013 12:03