Non si amano più? Territorio resta a guardare

nellocrocetta

Domani, lunedì 19 novembre 2012, alle ore 11,30, nella sala conferenze dell’hotel Nettuno, in viale Ruggero di Lauria n. 121 (Lungomare) a Catania, il Movimento “Territorio” terrà una conferenza stampa sugli attuali temi della politica siciliana. Interverranno il presidente Salvo Andò, il segretario Nello Dipasquale e i deputati recentemente eletti all’Assemblea Regionale Siciliana, oltre allo stesso Dipasquale: Alice Anselmo (Palermo), Marcello Greco (Messina) e Gianfranco Vullo (Catania). Una convocazione abbastanza strana se si tiene conto che le manovre in corso alla Regione per definire la  formazione degli assessori, ma anche l’organigramma dell’ARS, sono tutt’ora in corso. Territorio nei giorni scorsi è stata oggetto di attacchi da parte dell’ex questore Malafarina che, eletto nel listino della lista Crocetta, criticava  Dipasquale e “compagni” per la loro intenzione di creare un gruppo parlamentare autonomo. Per Malafarina l’anomalia stava addirittura in due  diversi motivi. Il primo riguardava i numeri: per formare un gruppo a se all’Assemblea siciliana,  ci vogliono 5 deputati ed i “territoriali” sono solo in quattro. Ma questo non è un problema: basta una deroga del presidente e tutto diventa regolare. Il secondo punto è più politico. Perchè Dipasquale vuole fare un gruppo autonomo se è stato eletto nella Lista Crocetta? Il gruppo già c’è nella Lista stessa, dice Malafarina. Ma per gli uomini e le donne di Territorio c’è qualcosa che bolle in pentola e che non va a genio. Crocetta parla di un suo partito, il partito del Presidente, di chiara ideologia di sinistra. Lo stesso presidente ha in mente una rivoluzione non condivisa da molti dei suoi alleati, dunque non si escludono grosse nuovole sul futuro della Regione. Dipasquale per queste cose ha fiuto,  ma da tempo aveva detto che il suo movimento non è ne di destra ne di sinistra. La lista Crocetta doveva essere, come da accordi preelettorali, un contenitore per tutti quelli che non si riconoscevano più nei partiti tradizionali. Se questa ora si trasforma con chiari colori di appartenenza, Territorio preferisce stare a guardare e non farsi coinvolgere in guerre ideologiche. Così resta fuori da tutte le alleanze, e mette in campo le sue, seppur sparute, forze a disposizione della “provvidenza”.  Lunedi a mezzogiorno dunque sapremo cosa intende fare Dipasquale con il suo Territorio in questi frangenti: è chiaro che una linea di completa dissidenza alimenterebbe le critiche da parte dei suoi ex avversari, che avrebbero dunque tutte le ragioni per dichiararlo poco affidabile. <Cosa c’è da aspettarsi da un ex “democristiano” e da un ex “socialista della prima repubblica> aveva detto Malafarina?. Per la conferenza stampa noi pensiamo  ad una sorta di manifesto, un suggerimento che i 4 deputati vorranno dare a Crocetta, un segnale di buona volontà ma senza inciuci.

 

di Redazione18 Nov 2012 11:11