Chi salva l’Università e chi l’affossa!

reccadigiacomoTempi duri per tutti e anche per l’università iblea che deve fare i conti con i bilanci degli enti completamente all’asciutto. A questo si aggiunge una buona dose di populismo che non aiuta a risolvere i problemi ma  mira a mettere in evidenza il politico di turno. Ne abbiamo già parlato in altre occasioni e ieri c’è stata la cosiddetta “prova provata”.  Nel corso dell’incontro organizzato dal Commissario Scarso al quale hanno partecipato i 5 deputati della provincia  oltre ad alcuni funzionari e rappresentanti di Comuni interessati, si è tracciato il percorso futuro dell’università senza prescindere dalle finanze pubbliche.

Pippo Digiacomo proseguendo sulla falsa riga dell’incontro avuto con il rettore Recca ci ha mandato un comunicato che dice:  “Credo che l’incontro sia stato proficuo e propedeutico alla stipula della transazione che consentirà il mantenimento della facoltà di Lingue a Ragusa Ibla, giacché c’è stata una unanime convergenza nel valutare come prioritaria una prestigiosa presenza universitaria nella nostra provincia. Non solo, ma l’oggettiva vantaggiosità della proposta avanzata dal rettore rispetto alla transazione firmata dagli enti nel 2010 è stata apprezzata come positiva valutate le note criticità di bilancio di tutti enti locali interessati.  Si è pertanto stabilito di instaurare fin da subito un tavolo di lavoro tecnico congiunto tra il Consorzio e l’Università per pervenire alla firma dell’atto transattivo entro 15 giorni dalla data oderna. Ora ci sembra di ricordare che la proposta dell’ateneo catanese, tanto decantata dal deputato del PD, è quella di giugno scorso che prevedeva il versamento di circa un milione e trecento mila euro per i prossimi 10 anni. E’ vero che è più vantaggiosa di quella del 2010 ma allora i tempi erano diversi e nessuno pensava di arrivare ad una crisi economica così forte.  Dunque servono un bel po’ di soldi e il Commissaruio Scarso ha fatto sapere che queste cifre non ci sono, almeno per ora, e quindi bisognerà chiedere a Catania delle maggiori dilazioni (cosa che non sembra accettata da Recca). E allora? Come dice Digiacomo si deve fare un tavolo tecnico ma non per trovare a tutti i costi i soldi ma per capire quale potrà essere il reale futuro dell’università. La proposta di Catania è effettivamente vantaggiosa almeno per quanto riguarda il futuro visto che si dovrebbe arrivare ad una università in rete. Più snella quindi e meno costosa. Ora da molte parti si mette in dubbio, ad esempio, la necessità di mantenere in vita il consorzio. Secondo calcoli che sembrano abbastanza veritieri la struttura costa più di un milione all’anno e  prevede un certo numero di dipendenti, 32 per l’esattezza, un CdA e una serie di altre incombenze per gestire una sola facoltà universitaria che addirittura per quest’anno ( 2012/2013)  non avrà neanche nuovi iscritti e dal 2014 sarà in rete. Dunque, con l’obiettivo primario di salvare il posto di lavoro ai 32 suddetti, è necessario diminuire i costi di gestione e razionalizzare le spese tentando di arrivare a questo 2014. Il CdA  del consorzio deve prendersi,  in prima persona, le responsabilità e non demandare ad altri, come ad esempio è accaduto in questa occasione, con Digiacomo e Ragusa in veste di ambasciatori senza mandato ufficiale. Non vorremmo assistere ad una corsa tra depuati che cercano di superarsi a vicenda su quelle che sono le annose emergenze ragusane. Piuttosto che costringere l’ente locale a raschiare il barile, soprattutto per  chi sta in maggioranza alla regione, la soluzione  potrebbe essere quella di ottenere un finanziamento dall’assessorato competente che serva a diminuire la rata e dare respiro a tutta l’organizzazione universitaria ragusana in attesa di tempi migliori.

di Redazione09 Nov 2012 12:11